Il numero Tre nelle triadi femminili
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Il numero Tre nelle triadi femminili

Il numero Tre nelle triadi femminili

Amore e Psiche
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Il numero Tre è uno di quei numeri la cui magia è segnata dalla ricorrenza nella letteratura ieratica e mitologica.

Le Tre Grazie di Antonio Canova
Le Tre Grazie di Antonio Canova

 

Il numero Tre è indice di completezza nel senso proprio di esaustività in quanto racchiude i riferimenti al rinnovamento basato sul pilastro della legge del ritorno. Il Tre è il numero legato al Figlio e indica la trasmissione del Presente e della Tradizione. Il perpetuamento di questi assicura stabilità e trova la sua applicazione socio politica all'interno delle comunità. il numero Tre quindi in quanto associato ad un discorso di sintesi, stabilità e rinnovamento lo troviamo presente come obiettivo nella dialettica che rende possibile l'incontro di due antitesi fino alla loro risoluzione ibrida con cui si arriva allo stato successivo. Il numero Tre si basa sulle leggi della Natura poi estese anche al quadro sociale in quanto l'idea di sviluppo viene introdotto anche all'interno dell'apparato culturale di una comunità.

Il numero Tre ricorre nella scansione delle età femminili che parte dalla cultura agricola di tipo matriarcale per estendersi oltre. Lo sviluppo della pianta trova espletazione e conclusione nel frutto, sintesi di nascita e continuità. Le Tre Moire traggono ispirazione da questi presupposti e si accordano all'altra triade femminile riscontrabile nel mondo greco ma di ispirazione mediorientale. Le Tre Grazie che uno dei Miti ad esse legati vorrebbe figlie di Afrodite e di Dioniso, rappresentano le virtù femminili legate alla Bellezza che al contrario del puro spirito narcisistico ed egoico si rivela dispensatrice di diffusa fertilità e abbondanza. Il Tre lo troviamo non a caso nella figura del corno e quindi della cornucopia, simbolo di buon augurio e benessere anche materiale.

Le Tre Grazie si diffondono in una lettura rielaborata grazie all’apporto dell'esegesi mitologica perseguita dall'Umanesimo teso al recupero del mondo classico in funzione delle esigenze dell'uomo moderno. Le Tre Grazie ancor più che in passato si trovano collegate al mondo delle Arti attraverso le quali l'uomo riscopre la Verità anche per mezzo del linguaggio estetico che è propriamente simbolico. Amore e Arte s'intrecciano in queste tre figure che a differenza delle Tre Moire o Parche trascorrono sul tempo contraddistinte da un'eterna giovinezza. Sono belle, giovani e leggiadre e curano la Psiche in quanto sedano e addomesticano i tumulti dell'anima.

Non può esserci arte senza armonia e in ciò vi è il nesso primitivo con la madre, Dea della Bellezza, Venere. La scomposizione della Bellezza riconduce al numero Tre che regge il mondo, e il suo principio di slancio nella verticalità è in esso racchiuso. Pertanto non può esserci armonia senza una base logico aritmetica, ricollegandosi a quello che è stato il principio che Pitagora ci ha trasmesso.

Dal numero Tre derivano tutte le figure geometriche con cui l'uomo applica l'aritmetica nel mondo allo scopo di leggerlo e tradurlo con gli strumenti congeniali a una mente logico razionale.

Il numero Tre è il fondamento della cultura umana e in quanto tale collega lo spirito naturalistico e i sentimenti nutriti per il Creato alla trascendenza divina, sviluppando lungo l'asse temporale il discorso puramente logico, sconfinando poi nella percezione di infinito.

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.