L'amore, il sogno antico di Dio
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

L'amore, il sogno antico di Dio

L'amore, il sogno antico di Dio

Amore e Psiche
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Ci aggrappiamo all'amore nei giorni freddi, come fosse l'unico albero nella steppa desolata. L'amore è tutto. È riempimento, è cominciamento. È il sole portato fuori dal cantuccio dell'anima. È ciò che resta, l'essenza che non passa tra le luci dello stordimento. È il fuoco che arde ma non brucia e non lascia secchi.

Camera degli Sposi del Palazzo Ducale Mantova
Camera degli Sposi del Palazzo Ducale Mantova

 

Quale luogo potrebbe essere mai quello tributato all'amore? Tanti sono gli onori portati in salvo dai cuori dei poeti. Ma uno solo è il luogo vero, la persona che abbiamo dentro, e noi lì siamo.

L'amore ci fa essere e non è illusione. È la magia che coglie il vero. È l'iperbole di questa dimensione. È il sogno che noi leggiamo sull'espressione dei bimbi.

Cuore mio, perché sorridi se non mi sei accanto?

Accanto è già un luogo esterno, riservato ma esterno. Essere il luogo e dire tu sei il mio luogo significa essere centrati nell'uno indissolubile. Essere l'Uno è realizzare il sogno antico di Dio. La ricucitura del rito nuziale che glorifica l'origine avvenuta nella camera nuziale in cui si compie il primo avvenimento alchemico del demiurgo.

La camera nuziale diviene allora il camino ardente che dà luogo alla creazione in chiave magica e non illusoria, perché realizza il vero possibile solo nel risanamento della frattura iniziale, della scissione dei sessi.

Il racconto di Adamo ed Eva descrive ciò che accade nella dimensione esperienziale di ogni giorno. Il dissidio tra essere e conoscere, e la conoscenza come desiderio di spingersi più in là, figlia dell'ignoranza archetipica che non ci riporta all'Uno. Lo slegamento dalla dimensione antetempore ed effettuato dall'episodio della Caduta dell'Uomo alla periferia di Dio può essere risolta solo attraverso un'operazione magica all'interno, che porti l'Uomo a ritrovarsi nel suo corrispettivo, nell'anima gemella con cui santificarsi a vicenda.

Non può esserci altro e come suggerito nel Cantico dei Cantici, l'adorazione si fa interiorizzazione dell'altro. Attingere diventa riportare al di dentro la parte di noi perduta, per ritrovarsi a come si era prima del tempo.

Leggi la poesia: Tu sei il mio luogo

 

Ho scritto e condiviso questo articolo
Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.