la Madonna del sacro legno
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la Madonna del sacro legno

la Madonna del sacro legno

Amore e Psiche
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Si è tutt'uno col tutto anche con la nascita, e l'appartenenza alla madre lo ricorda e ne è conferma. La Madre è il tronco che ci mette al mondo e in quanto tale assorbe le caratteristiche e le qualità della figura materna. La linfa della pianta è direttamente connessa con le radici dalle quali trae sostentamento.

Madonna in trono col bambino, prima metà XV° sec. legno policromo 114 x 53 x 17 cm
Madonna in trono col bambino, prima metà XV° sec. legno policromo 114 x 53 x 17 cm

 

Il tronco è la materia prima e come la pietra o il marmo è già immagine da portare in rilievo scolpendolo. Tante sono nelle culture alpine e appenniniche le Madonne ricavate dal legno perché il legno custodisce all'interno ogni forma in quanto materia viva. il legno associato al ceppo dell'albero ha un percorso che ritroviamo nei vari strati interni del legno. È un libro di civiltà che narra l'esistenza dell'albero nel suo ambiente che rilascia e dà energia e nutrimento. L'albero ha vita propria ma raccoglie e accoglie gli umori della natura circostante di cui è parte. È materia viva osmotica, attinge e rilascia. Anche in questo è vicino all'uomo.

Scolpire il tronco significa entrare nell'intimità e scovare l'essenza dell'oggetto che si vuole rappresentare. Nel caso della Madonna, scolpire il tronco significa portare alla luce la sacralità del suo ventre. Esprimere il suo mistero di donna e di madre di Dio. Raccontarla nella sua doppia verità che si riunisce lungo il percorso di un'unica via che a ritroso ci riporta agli albori dell'esperienza umana. La Madonna è la madre di tutti e in ciò si identifica con la Natura. È respiro e forza vivente e la sua sacralità rimanda a quella della donna che è sacra a prescindere da ogni riferimento teologico, in quanto colei che dona la vita. La sovranità femminile viene poi riagganciata alla trascendenza metafisica attraverso il repertorio immaginifico e di fede che rintracciamo nelle diverse religioni. Seppur con taglio interpretativo diverso, la donna assurge alla dimensione divina proprio in quanto padrona della propria autorevolezza che traduciamo in Sovranità. Maria Madre di Dio è doppiamente santa in quanto tramite che permette a Dio di farsi uomo. Santa doppiamente e innanzitutto perché donna e le sue radici femminili nutrono il Figlio Gesù che rappresenta l'androgine: la congiunzione tra la terra e il cielo. Questo viene ricordato anche se indirettamente dai Vangeli che sottolineano quanto il Figlio di Dio fosse amato dalle donne in cui ritrovava se stesso per la presenza in lui delle radici materne. Discorso analogo per Dioniso.

La statua lignea nell'immagine di copertina pone al centro l'autorità femminile espressa dalla Madonna che risiede sul trono e regge sulla gamba Gesù Bambino al quale comunica se stessa. Il legame di figliolanza si carica di ulteriore significato tramite il colore delle vesti, uguale nell'una e nell'altra figura. Gesù è il frutto del ventre ligneo carico di calore e per questo associabile a quello femminile. La Madonna lo forma in quanto Madre permettendogli di riscoprire il Cielo: la parte di lui maschile in pieno accordo con le radici che sostengono lo sviluppo della pianta. Sono un tutt'uno nonostante il Figlio abbia in sé lo slancio verso il cielo identificato nel Padre e la posizione eretta del bambino che si slancia dalla gamba della madre lo ricorda. Gesù compare come il piccolo tronco figlio del tronco materno dal quale attinge e le braccia tese a toccare il torace di lei, sede del cuore lo sottolineano, celebrando il rapporto di continuità in cui il vecchio si trasfonde nel nuovo. In cui la radice si tramuta in linfa vitale. In cui la terra enuclea il cielo a capo del dominio sullo spazio e sul tempo. E gli apparterrà per sempre in quanto Madre e ancella al suo servizio.

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.