Gli esempi della profondita'. Il comico, l'illusionista e il poeta
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Gli esempi della profondita'. Il comico, l'illusionista e il poeta

Harry Houdini

Amore e Psiche
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La profondità oggi è scomparsa, così come la serietà. La gente oggi ride poco e là dove non dovrebbe. Parimenti è scomparsa la profondità. Sembra strano al solo pensarci, ma serietà e profondità sono tra loro collegate.

Harry Houdini
Harry Houdini

 

La serietà è pensare e agire con profondità ed è la porta alla maturità. Un tempo, e per retaggio culturale, si pensava che la serietà fosse delle figure tragiche e che commedianti e buffoni di corte non fossero figure serie. Lo stesso dicasi di chi ride troppo e dei comici. Dobbiamo arrivare alle soglie del Novecento per cambiare a riguardo opinione. Il pensiero del Novecento si costruisce attorno alla goffaggine e all'imbranataggine delle figure nascenti. Ciò che a quei tempi sembrava nuovo era altresì vecchio ma reinterpretato in una luce diversa e non conforme a quella già conosciuta, come riscontriamo nella figura del poeta. Non solo il borghese emergente viene preso di mira per caricature che nutrono risate tragiche. Due figure, entrambe diverse borghese e poeta. Altresì accomunate dal sentirsi disadattate in un'epoca che lascia morire il vecchio che ha tenuto testa per secoli (l'aristocrazia nutrita di privilegi) e il nuovo si trova in bilico tra l'aristocrazia gentilizia e quella emergente che si rivelerà forse ancora più pericolosa della precedente. L'élite capitalistica in crescita guarderà dall'alto verso il basso impiegati e operai come anche l'arte, in particolare la poesia. Baudelaire, Rimbaud, Mallarmé e Verlaine raccontano molto nei loro versi del disagio profondo vissuto da loro stessi definiti "poeti maledetti", a cavallo tra Ottocento e Novecento. Così come Chaplin fornirà attraverso il canale del Cinema muto la sua visione critica sul nuovo mondo che sta per accadere e per cadere nella trappola di una innovazione delirante. La torre Eiffel e l'apertura della grande Esposizione Universale esprimono nitidamente l'euforia e la follia di quel periodo che a breve avrebbe trascinato il mondo intero nel baratro delle due guerre mondiali.

Il cosciente che si fa lume e anima guida di un popolo chiuso nella sua cecità è una figura delirante perché profetizza attraverso le metafore a sé più congeniali l'imminente futuro attraverso l'analisi critica degli aspetti più preoccupanti del presente. In un'epoca in cui l'Esoterismo era di accesso ai nuovi mondi parzialmente esplorati e andava a integrare i contenuti di un'adolescente psicanalisi, l'illusionista procede di pari passo con i Lumiere responsabili dell'invenzione del Cinema che subito s'interroga su quale realtà raccontare. Il Cinema inaugura un altro mondo di illusioni. È la magia di un racconto che vuole porgere o almeno si sforza di porgere a tutti con il proiettore che illumina la realtà più nascosta. Dell'Esoterismo resta invece la ricerca della Verità. In quell'epoca però, molto spesso illusione e magia s'intersecano, così come realtà e verità e facilmente si diventa geni di un qualcosa e altresì relatori sociali. Il razionalismo mal vissuto e ottenebrato dagli entusiasti del Romanticismo interpretato in Italia in chiave politica col Risorgimento che fa dimenticare nell'euforia dell'Unificazione i problemi intestini all'Italia che non si sarebbero risolti ma traslati a nuove forme fino a perdurare nell'odierno presente, riemerge unto di fervore patriottico attraverso la figura del poeta vate D'Annunzio che si fa trascinatore di popolo in un'Italia col più alto tasso di analfabetizzazione d'Europa e quasi tutto concentrato nel Meridione. Non si può slegare l'ingresso in guerra dell'Italia nel 1915 dalla questione dell'analfabetismo. La stessa questione rispunterà nel referendum del passaggio dalla Monarchia alla Repubblica nel 1945.

A differenza dei poeti maledetti, D'Annunzio è una figura tragica nella sua serietà riconosciuta. I primi angoscianti nel loro disadattamento lo sono tanto. Allo stesso tempo però vengono sbeffeggiati da una folla che non li comprende. Entrambe le categorie entreranno nell'empireo degli illustri ma per diverso ruolo oltreché impegno, e per medesima profondità.

D'Annunzio è l'ultimo poeta vate. Per certi versi dopo di lui sembrerebbe lo sia stato Pasolini ma solo in quanto interprete irriverente di determinati e scottanti contenuti sociali. Oggi la figura di D'Annunzio ai giovani farebbe ridere, perché fuori tempo la sua profondità malamente interpretata come impegno politico. Sarebbe impensabile oggi e suscita il riso solo al pensarci, una figura che si ergesse a poeta vate. In un tempo in cui la politica è diventata patetica comicità a spese dei cittadini e chiunque può sentirsi o diventare qualcuno se si esprime in chiave originale, non importa se seria, sul proprio blog o commentando sui social.

Che cos'è la serietà se non profondità? Ritorno a domandare. Considerando che ormai anche la profondità viene relativizzata al periodo storico di riferimento.

"Il riso abbonda sulla bocca degli stupidi" e qui bisognerebbe riprendere Eco e il suo per molti versi rimasto insoluto per i troppi significati che contiene "Il nome della rosa". Quale riso? Bisognerebbe quindi chiedersi. Abbiamo imparato che l'illusionista è anche poeta e che il comico e il buffone in molti casi non ridono mai, come anche chi appare stravagante alla massa per linguaggio e comportamenti. Oggi non siamo più nel Medioevo ritratto in modo analitico da Umberto Eco che trasferisce sul piano della morte della cultura chi porta avanti in modo arbitrario e fondandolo sulla propria illusione di cultura il concetto di Sofferenza, emulando con l'autoflagellazione le pene di Cristo durante la Passione e Morte in Croce. La serietà è figlia della profondità che permette di accedere alla giusta visione dei fatti. E la risata forse è di chi ha compreso ma non sa contro chi combattere, mettendo a nudo la propria fragilità e vulnerabilità.

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Author: Redazione

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