La furente imparzialita' di Dio e la scansione dei tempi sacri
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La furente imparzialita' di Dio e la scansione dei tempi sacri

Amore e Psiche
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Africa, Costa d’Avorio – Maschera di N’gere Wobe
Africa, Costa d’Avorio – Maschera di N’gere Wobe

 

Un solo attimo a volte è tanto. Gli attimi decidono tutto. Negli attimi nasciamo e ci consumiamo. Tutto parte da qui e la nostra voglia di non arrenderci. Così come qui, in queste rspressioni che traducono pensieri, trovano senso la vulnerabilità e la fragilità del nostro esserci.

In guerra un attimo può essere tutto. Può decidere la vita sottoforma di libertà e può farci scomparire lasciando libero il Destino di impugnare le redini della nostra esistenza.

Quando l'uomo si sente piccolo e un tassello dell'ingranaggio dell'Universo, il Destino è una montagna insormontabile. È il mistero cieco e crudele a cui si sottopone la logica di chi non riesce a comprendere e a contenere e a dare un nome all'Infinito. Allora si avverte la potenza di Dio ma anche la sua imprevedibile e capricciosa avversione. Ciò è spiegato anche attraverso la concezione ritualistica del ciclo anulus. Nell'anno rituale tutto corrisponde a un ordine preciso che si ripete ed è caratterizzato al suo interno da momenti decisivi e da un passaggio in forma di contrasto con il corso placido del tempo. Il tempo è azione che acquisisce nella ritualità sfumature diverse nei grandi spazi temporali o periodi, così come in quelli più piccoli che caratterizzano la scansione dei giorni. Tutto ritorna e di anno in anno si ripetono colori e sfumature nelle loro varianti. Per cui la suddivisione delle giornate ad esempio del tempo di Quaresima, ha un suo rituale preciso che la distingue da quella degli altri periodi. Il dato straordinario è che i periodi lunghi dei tempi rituali sono di rottura drastica dai precedenti, mentre quelli brevi raccolgono la successione degli attimi e scandiscono lo scorrere del tempo nelle sue frazioni minime, imprimendo una logica e una narrazione.

La sensazione di rottura dal tempo precedente e postnatalizio l'avvertiamo noi cristiani in particolare nel tempo di Quaresima che rompe il clima festaiolo precedente, rendendoci consapevoli della fittizia verità secondo cui dal clima profano si precipita in quello sacro. Per noi cristiani è così, ma in passato anche il Carnevale era tempo sacro e presso altre culture. In passato secondo le tradizioni antiche ogni scansione dell'anno per periodi aveva connotati sacri ed era pertanto di guida a stati d'animo e ad azioni. Ritornando ai momenti di rottura nel tempo rituale, questi rivelano l'atteggiamento subordinato dell'uomo non a Dio ma al suo enigma insoluto. L'irrazionalità per la logica umana ha sempre dei requisiti negativi, tant'è vero che attraverso il rafforzamento delle entità primitive tramite l'energia profusa dal rito stesso, l'uomo è riuscito a intessere un dialogo con lo straniero, ossia col Dio indomito e potente della sregolatezza, Dioniso o chi per lui a seconda delle tradizioni.

L'uomo non è in grado di governare se stesso se non avvicina a sé ciò che lo spaventa che viene addomesticato tramite un dialogo di ossequioso rispetto verso le forze oscure che identificano Dio, o indossando le loro vesti. A questo è servita anticamente la maschera che ancora oggi ha valore negativo, proprio perché legata agli aspetti oscuri e irrazionali delle forze della Natura tramite le quali Dio esprime i suoi molteplici aspetti d'imperio e sfuggenza. Dio è il capovolgimento di tutto ed è imprevedibile. Nel suo irrequieto nascondimento l'uomo ha scorto l'inviolabilità del Destino. Quanto più si è portato vicino a Dio sulla scala della potenza, tanto più è diventato consapevole del proprio Destino. Se la Santità ha permesso al Cristiano virtuoso di accordarsi agli aspetti solari di Dio e di essere molestato dal demonio, come accade ai mistici e ai beati, al contrario chi contempla Dio nelle sue sfumature anche nere è l'eretico e proprio oggi 17 gennaio, a riguardo ricorre il giorno dell'impietosa morte a cui fu condannato Giordano Bruno, l'eretico filosofo e mago. In un attimo la vita si trasfonde nella morte, così come dal nulla sbuca la vita. Questo è nel potere di Dio che si esprime anche attraverso l'indomito. Nella vita di ogni giorno Dio è presente sempre e va accettato non solo come sole raggiante e verde primavera, ma anche come nube nera che incombendo ci scaraventa nell'abisso e se anche provassimo ad avvicinarci a Lui nella sua furia iraconda o di bruciante delirio, sarebbe sempre a un passo oltre noi, purché Lui è in tutti gli opposti in cui noi siamo a volte e solo parzialmente.

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.