La vita, intanto
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La vita, intanto

Amore e Psiche
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Galileo Chini - La vita 1919 olio su tela
 
 
È incredibile come chi mi ha causato in passato dolore, diventi ponte di salvezza. Ho sempre pensato che la morte per crocifissione di Cristo e la conseguente Resurrezione abbiano marchiato la mia esistenza contraddistinta da una forte fede che si esprime nell'alternanza sofferenza e più che gioia, conquista. C'è voluto tempo perché assimilassi questo meccanismo e il ritmo della vita che si esprime nella Natura mi ha indubbiamente aiutata.
La Fede in me non potrebbe esprimersi altrimenti e l'annuncio della primavera è rinnovamento di quanto provato e ancora avvertito, perché nulla di quanto vissuto dentro di me vada perso. I ricordi emergono spontaneamente con odori e sfumature struggenti. Vecchi filmati o successioni di foto depositano in me l'impronta di una luce diversa allora, che nel tempo si è schiarita e ha trovato in me una collocazione di nitida presenza. Mi vien da dire quindi, che il mondo è trafitto dai nostri occhi che estrapolano immagini. Pertanto, è proprio vero che l'esterno è percepito in base a come siamo. Non sono forse i ricordi a sbiadire, ma è la percezione della luce ad assumere sfumature e a conferire fogge diverse, e le fotografie sviluppate tempo addietro sono le fotocopie di questa percezione. In soccorso viene la distanza accentuata e colmata dalla strada vissuta a evidenziare quanto appena detto. La constatazione emerge dopo aver digerito fette di vissuto che non si sono estinte, ma hanno preso a loro tempo a camminare con noi.
 
Siamo la somma del dolore provato perché ricevuto, o al contrario donato. Dico donato perché anche il dolore somministrato può come l'effetto sortito in me, provocare guarigione e salvezza. Siamo tutti compressi in una bolla di dolore che col pianto vola via, divenendo acqua di nube che prende a salire sempre più in alto nella tavolozza del cielo. L'oceano al contrario ci porta a desiderare piani di superficie sempre più elevati, in cui incontrare tappeti di prato e distese di margherite che nutrono l'interno dei nostri occhi. È tutto qui, dentro di noi, e ringrazio te che indosso cucito al cuore. Non so se ti rivedrò mai per come sei stato a suo tempo. So solo che indosserai il volto di chi intanto mi ha presa per mano e mi offre il suo riparo.
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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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