La crisi del Pensiero della conservazione dell'Uomo
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La crisi del Pensiero della conservazione dell'Uomo

Amore e Psiche
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La crisi del Pensiero della conservazione dell'Uomo
La crisi del Pensiero della conservazione dell'Uomo

 

Stamo diventando tutti senza gambe, ciechi, sordi, mutilati da una guerra che non riconosciamo. Quanto era attinente alla definizione di diverso e di malato perché non autosufficiente, ora è la regola, anzi, la legge a cui inchinarsi tutti.

La sopravvivenza del corpo ha distrutto miti, idee, il Pensiero della conservazione dell'Uomo e ha fatto tramontare i nobili ideali di chi ci ha preceduti. Non servono più, perché non esistono e non esisteranno più l'Uomo e il suo Pensiero. Sono stati chiusi in un baule sepolto nel deserto, che forse troverà chi verrà a visitare le ceneri del nostro pianeta cadendo giù per caso dall'alto di una stella.

E intanto... intanto qualcuno si affaccia sull'oceano bianco di questa realtà declamando pensieri e parole dei Grandi neanche troppo lontani, seppur appartenenti a un sole ormai tramontato e che più verrà a visitarci. Ritorna in auge Junger e il suo pensiero fortemente aristocratico e di quell'aristocrazia di pensiero che la giungla attuale ha polverizzato. Quanti sanno nell'attuale filone modaiolo spiritualista che per i grandi idealisti di un secolo fa la morte di 100, 100.000 o anche 1.000.000 di uomini è nulla in confronto agli zombie che si vedranno circolare nelle generazioni future. Ci hanno viziati sul corpo attribuendogli l'identificazione di persona, quando per essere persone occorre ben altro e innanzitutto quel senso di responsabilità di fatto oggi negato da chi per opera di un decreto fasullo si arroga il diritto di deliberare sulla vita di tutti. Decido io se vivere o morire, dovrebbe essere la regola. Decido io e non sarà un bavaglio farlocco a fermarmi! Che uomini saranno un giorno i nostri figli e nipoti? Bloccati da una legge serva del potere che pensa solo ai propri comodi?? E a salvare la faccia?? Chiudiamo tutto e così tagliamo la testa al toro. Distribuiamo sussidi a pioggia e mettiamo tutti a tacere. Ma l'uomo non è l'operaio alienato incapace di pensare e che considera solo i beni materiali con i quali quali sentirsi vivo. L'uomo è ben altro e non si dovrebbe lasciar comprare dai sussidi. L'uomo è il padrone della propria vita e non il molliccio che si inginocchia all'Africano che spiaggia ed è nemico dei suoi lustri di civiltà. L'uomo è chi oggi si combatte. Tutti a casa e salviamoci. Chi salveremo?? Gli sconfortati che diventeranno i maniaci di domani? I depressi che dovremo mantenere con i nostri risparmi nascosti sotto il materasso? L'artista impazzito che girerà con la pistola in mano, pronto a sparare su tutti e infine su se stesso perché in attesa da anni di lavorare? Ma sì... salviamo il figlio malato che non potrà comunque farsi una vita e che resta a casa attaccato all'egoismo di mamma e papà, alla loro misera illusione di poter sfoggiare ad amici e conoscenti il figlio bravo e gentile che però è appeso come a un filo che potrebbe spezzarsi da un momento all'altro.

I miei figli giocano a casa. E la casa è il parco di Versailles con aiuole ben curate e il pergolato sotto cui passeggiare ai bordi della fontana con i pesci rossi e le paperette. Siamo ciechi, questa è la verità. E sordi perché non vogliamo ascoltare altro se non la serie numerica di morti farlocche che trova ogni santo giorno e a più fasce orarie il posto in televisione. Non meritiamo nulla perché abbiamo scelto di morire. Non meritiamo nulla e neanche la libertà perché abbiamo affidato la nostra vita a degli sconosciuti. Ma sì, che scendano pure gli alieni a massacrarci... A che varrebbe difenderci? Siamo già morti e forse loro impianterebbero la vera civiltà. Un nuovo modo di vivere che è stato forse il nostro in un remoto passato di cui nessuno ricorda più nulla e che nessuno neanche studia più, perché nella DAD ciò che è del passato va cestinato e non serve più. Servono gli anziani però e vivi, a giustificare questa pandemia farlocca che è penetrata in ogni fibra del nostro essere e nell'inconscio, nel tempio dei sogni, e questo è grave, gravissimo. Perché nei sogni sono i semi del domani e un sogno con le mascherine è un seme che non darà frutto perché vuoto di tutto e soprattutto di vita.

Siamo fuori dal Mito. Tornerà tutto: i cieli, le stagioni... il sole, le rose. Ma non torneremo noi. 

Intanto, nel nostro tempo fuori dal Mito, si chiude e si ferma la vita e si attua il distanziamento per sapere un giorno che forse forse il Covid veniva disperso nei cieli per aerosol, per affidare l'economia nelle mani di "qualcuno". 

 

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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