L'alba del sepolcro dischiuso
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L'alba del sepolcro dischiuso

Amore e Psiche
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L'alba del sepolcro dischiuso
L'alba del sepolcro dischiuso

 

È straordinario come la Natura si diverta non solo nella molteplicità del dissimile ma anche nel fomentare percezioni e deduzioni diverse partendo dal simile. E così, la forma di un carciofo può ricordare quella di una rosa, porgendo però effetti diversi che si ripercuotono su utilizzo e finalità.

La persona e non l'individuo interpreta e così si rende soggetto creativo, non solo pensante.

È forse il nostro scopo qui sulla terra guardare per imparare a vedere e così costruire le basi di un'etica funzionale e sincera. Le immagini ci aiutano e sono emblematiche per chi non si limita al solo guardare. Le immagini vanno colte e ripresentate dal profondo, quindi raccontate. Prendiamo l'immagine simbolo della croce. La ritroviamo nel sole come anche negli uccelli dalle ali spiegate. Gli angeli sono croci che svolazzano intorno a noi e ci vegliano. La croce è nel Crocifisso che apre a una nuova vita. È l'alba del sepolcro aperto.

Su questo si sviluppa una nuova concezione della morte intesa come cancello spalancato su una libertà assoluta. La morte è alba e giorno e l'anglico "to die" ce lo rivela. Questo verbo deriva difatti dalla radice sanscrita "dy" che significa "splendente". Per i pagani celti legati ai misteri della Natura e delle dimensioni superiori ("Celta" proverrebbe difatti dalla stessa radice di "cielo") la Natura ci insegna a vedere e a riportarci alla dimensione del cielo che la finalità di ogni percorso iniziatico sciamanico di matrice nordica, siberiana nello specifico.

Con la morte respiriamo la vera vita, ma dobbiamo prepararci a questo traguardo in modo sano e consapevole imparando a considerare le forme circostanti immagini parlanti che ci consentono di entrare nella forma stessa e di andare oltre la fisicità in cui di esprime anche la Natura.

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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