Nella dimensione finita e infinita delle proprie cose
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

Nella dimensione finita e infinita delle proprie cose

Amore e Psiche
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times
The Birth of Venus a Odilon Redon
The Birth of Venus a Odilon Redon

 

Il caldo asciuga, fa evaporare anche i pensieri. L'estate è distrazione ma anche vacuità. Si perde ciò che si è per ritrovarsi poi con i ricordi in autunno. I ricordi fermano quelle poche cose che si hanno nel cuore e per chi non produce ricordi e vive il mare, tutto passa e diventa treno che viaggia. Il mare assorbe e ci fa suoi. La spuma del mare è l'eco dei ricordi che trasforma la vaghezza delle situazioni in nitidezza dei sentimenti.

Siamo ciò che abbandoniamo al mare e che con lui fa ritorno per renderci affini a chi siamo.

Le corrispondenze intrecciate dal mare non sono mai fine a se stesse e si fanno evocazione di quanto perduto che ritorna a noi e tra le braccia di chi siamo. L'evocazione è la trama tessuta dai ricordi quando sfumano e si fanno spuma nel calderone agitato del nostro vissuto.

Evocazione è dare voce a ciò che si ferma in noi e che si estende oltre i propri confini. Ogni cosa per espandersi deve essere concentrata su se stessa, altrimenti produce dissolvimento. È quanto ci insegna anche la vita odierna. Nel marasma ogni cosa si fa sfuggenza ed implode ed esplode trascinando nel baratro la trama di rapporti. Il mare insegna a mantenersi uniti restando incentrati su se stessi. Così ognuno, nessuno escluso, è re del tempo e del mondo finito e infinito delle proprie cose. La proprietà lancia le proprie reti nelle profondità inesplorate e crea una trama di legami certi e veri. Quando non si è di se stessi e nella società che fluttua sul concetto di proprietà, i rapporti sono aleatori e non solcano. Dobbiamo essere re e regine del nostro mondo e del nostro tempo per poter dare e lasciare orme oltre la dissoluzione di quanto siamo.

Ho scritto e condiviso questo articolo
Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

Ti potrebbero interessare anche:
home-2-ads-fsp-cca-001