''Look'', ''Like'' e ''Luck'' nella societa' dei social
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''Look'', ''Like'' e ''Luck'' nella societa' dei social

Amore e Psiche
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''Look'', ''Like'' e ''Luck'' nella società dei social
''Look'', ''Like'' e ''Luck'' nella società dei social

 

Il look è qualcosa che si osserva e che dice molto della persona. La radice etimologica del verbo inglese va a coniugarsi con la radice indoeuropea da cui deriva la parola “occhio".

Su questo legame antico che esprime nel profondo il nesso parola- cultura di un popolo insistono altri etimi che nella lingua anglosassone si riconducono a "Look". In particolare intendo soffermarmi su "like: piace" e "luck: fortuna".

L'associazione tra "look" e "like" non solo sul piano della consonanza è facile da desumere. Il like scatta come reazione immediata a un qualcosa che la vista gradisce. È legato alla forma e non alla sostanza. Esprime un gradimento di tipo superficiale che non entra nel merito di approfondimenti. Nella realtà odierna fortemente condizionata dai social, il like esprime l'impoverimento dei rapporti non solo umani ma anche sul piano dei rapporti affettivi e delle relazioni in genere. Si è così passati dal piacere come sensazione, a un traslamento su un piano di approvazione di risposta all'esigenza di venire apprezzati non tanto sul piano di ciò che si è, ma di come ci si mostra. Il like nella società odierna è un vezzo guidato dal dito che scorre sul tablet e che fa scattare nell'altro la positività gratificante di significare qualcosa seppur per una frazione di tempo che a lungo andare può portare a stati depressivi.

Siamo lontani, frazionati e distanti gli uni dagli altri al tempo dei social, come mai lo siamo stati in passato, nonostante oggigiorno tutto si mostri davvero raggiungibile. L’alta velocità, la percorribilità delle arterie stradali, l'evoluzione tecnologica apportata a tutti i mezzi di trasporto, rafforzano un'idea di avvicinamento di fatto smentita e non solo dal Covid, complice l'immediatezza dello strumento computer che sembra collegarci ma solo in superfice, lasciando le persone sempre più sole e lontane le une dalle altre.

Il like crea l'illusione di venire accettati penalizzando le individualità e le eccezionalità in esse nascoste, dà forza alla logica del branco che tende a punire chi si oppone e mantiene fede a sé stesso. In tutto questo gli influencer svolgono un ruolo non da poco, asservendoci a quelle che sono le linee guida imposte dalla società odierna, ingabbiandoci e chiudendoci in un mondo senza pensiero e schiavo del massimalismo. Oggi, nulla si è se non si appare. E legato a questa realtà è un etimo che il mondo anglosassone già in passato relazionava al look e al mostrarsi. Mi riferisco al termine "luck: fortuna" collegato anch'esso all'elemento luce. La fortuna appare e si mostra. Nel momento in cui ti bacia, tu cambi e non sei più quello di prima. Induce un processo irreversibile che comunque non ti farebbe tornare ad essere chi eri. La fortuna è cieca ma vede benissimo, soprattutto ti rende visibile agli occhi degli altri e cieco verso te stesso. È mistero e luce. È la notte che si manifesta in luce e oggi più che in passato gli individui la rincorrono. Il miraggio del successo costruito sul nulla a cui spingono gli influencer sopperendo all'incapacità dei governi di strutturare importanti e serie politiche economiche a favore dei cittadini, porta i giovani ma non solo, a fantasticare in una società che è sempre più simile a una fiera di luci e imbrogli. Foto truccate che richiedono il like, messaggi ingannevoli che propongono lauti guadagni senza muovere un dito, mete turistiche gonfiate da bravi maghi della grafica, tutto questo porta a ingigantire il mito della fortuna e va a unirsi alle giocate al lotto e ai vari gratta e vinci tutti a spese del cittadino. Più una società si rivela farlocca e poco seria, più la fortuna si ritaglia ampie fette di potere. Il dramma è che chi è stato baciato da vincite miracolose e non ha di fatto creato nulla, la fortuna non cambia le carte in tavola, ma riconferma incapacità e inettitudine amplificata dall'inadeguatezza personale. Essere premiati senza aver realizzato nulla è uno degli obiettivi delle politiche attuali mirate a ingessare i cittadini nella loro stretta realtà che non ammette evoluzioni personali. Da qui deriva che è sempre più in crescita il numero di quelli per i quali la fortuna non ha aperto una strada luminosa, ma un baratro da cui non è possibile risalire.

La relazione semantica tra i tre etimi anglosassoni "Look", "Like" e "luck" è di forte monito per la nostra società che poggia sull'antica saggezza greca e latina purtroppo dimenticata, che poneva in essere un netto distinguo tra fortuna e destino e che al tempo d'oggi sembra non insegnare nulla.

Sulla differenza tra "Fato" e "Fortuna" mi sono già espressa in precedenti articoli, ma non è escludo che io ritorni a farlo, essendo il tema profondo e affascinante.

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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