Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
22
Gio, Ago
Annunci AdSense
home-1-ads-fsp-tda-002
Annunci AdSense
article-top-ads-fsp-art-001

Il limite nella ricerca dell'infinito

Il limite nella ricerca dell'infinito

Amore e Psiche
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Nel sonno noi ci ricreiamo e tocchiamo l'infinito. Se da svegli siamo finiti, dormendo ci riportiamo al nostro centro. L'arte fiorisce dal sogno, ma è  anche vero che si ha bisogno del confine per poter abbracciare ciò che sta oltre.

Paul Klee - Fish magic, 1925
Paul Klee - Fish magic, 1925

 

L'immagine  lirica dell'Infinito che troviamo espressa nel  componimento di Leopardi ci porta a riconsiderare il rapporto tra il mondo e il Cosmo quest'ultimo  celato dalla percezione  visiva che è  limitata e limitante. Alla luce di ciò capiamo che il rapporto individuo approfondimento e sviluppo della coscienza non è  dialettico per retorica, bensì necessario. I bambini hanno bisogno di sentirsi collocati negli spazi finiti per sviluppare la spinta a  valicare ogni frontiera attraverso la creatività.  l'educazione formativa è  di supporto ad ogni tipo di ricerca.

La società  attuale troppo permissiva tende ad abolire ogni confine e la politica di una indiscriminata accoglienza agevola tale processo. Si aggiunga l'uso forsennato dei social e del virtuale che inculcano principi non veritieri secondo i quali ogni limite può  essere  varcato ricorrendo alla cibernetica. La cultura attualmente ribaltando i concetti della filosofia ermetica secondo cui siamo essere divini e infiniti calati nella contingenza. Il capovolgimento  di  tale verità sta producendo l'effetto di impoverire la capacità  creativa dei bambini, spianando la strada a una società  di  automi.

Il mistero abita l'infinito e si apre a  noi attraverso i sensi che vanno pertanto educati e salvaguardati. In base a ciò possiamo  asserire che i luoghi ci  corrispondono nel momento  in cui  definiscono la nostra concezione di bellezza. Ci sono varie tipologie di bellezza, non ultima quella empatica capace di farci sentire a  nostro agio. La percezione della bellezza empatica ci riporta all'unità perduta sgretolatasi con la deriva del tempo. Ritrovare diviene quindi un recuperare per le vie dell'infinito empirico che nasconde l'essenza. Dentro la corteccia delle cose abita quel quid che a seconda delle diverse sensibilità  ci ricongiunge all'infanzia della vita, ai primordi.

Il caro perduto che ci completa corrispondendoci può essere  il luogo che suscita in noi l'impressione di un abbraccio. Tra tutte le figure retoriche la sinestesia, basata sulla reciprocità, ci aiuta a ripescare la via perduta, l'unica che ci riporti a casa.

 

Ho scritto e condiviso questo articolo
Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia. Ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

Annunci AdSense
sidebar-ads-ct-tda-003

VIDEO: Sed frustra, il segreto di Giordano Bruno

Ti potrebbero interessare anche:
home-2-ads-fsp-cca-001