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Il dolore e la via della Luce

Il dolore e la via della Luce

Amore e Psiche
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È  bello ciò  che compare in un baleno ed estintosi, permane  dentro. E allora, in questo  caso, la Bellezza diventa insegnamento.

René Magritte - La voie royale (1944)
René Magritte - La voie royale (1944)

 

Ci si rivoluziona nel dolore. Il dolore è  la necessità  che  si fa strada quando urge  un cambiamento. È  l’invito da parte della Psiche a guardarci dentro per darci quelle risposte che, solo intraprendendo un altro percorso, potremo darci. La risposta al dolore, se rimandata, causa  danni al corpo e si presenta in forma di malattia. Il dolore non è  mai colpa, è  semmai la conseguenza di dialoghi inascoltati con la nostra coscienza che sa sulle basi di esperienze conosciute e che partono da lontano. Sapere è  diverso da conoscere, così  come esistere è  diverso da essere. Dal famoso episodio della Caduta, l'uomo cerca di rintracciarsi nella condizione odierna attraverso filtri di pensiero che sviluppano ragionamenti e risposte al di fuori della logica dell'appartenenza. Per appartenere occorre trascendere le linee del tempo e dello spazio e ricondursi alla matrice che ci ha generati e destinati. In tal senso, la croce è  vista come percorso esperienziale. Noi ci troviamo  nel punto di incontro delle due linee e dei due percorsi e per ritrovarci dobbiamo ascendere, percorrere entrambi i binari, quello orizzontale terreno e quello verticale della luce, per ritornare alla nostra essenza primigenia. Lì troveremo la comunione con Dio e in tutte le cose. L'azzeramento di tutto e  del vissuto e’  esperienziale e non salto nel vuoto. Occorre  consumare le tappe volta per volta per poi risolversi in Lui. È tale l'esperienza  mistica a cui siamo chiamati tutti in questa dimensione e che gli Orientali rappresentano attraverso la Maschera Neutra poi adottata dal Teatro  Occidentale .

L'esaltazione della Croce che marchia in prospettiva  anche l'esperienza del Natale, indica la disponibilità da parte del Cristiano a percorrere gli stati esistenziali in piena armonia con la Verità  a cui obbedisce e che l'attende dopo. Non vi è  esaltazione  del dolore fine a se stesso ma finestra sulla gioia, apertura alla luce intanto elaborata  dalla Fede. Pertanto, scollegare il Natale dalla via della Croce è  come cogliere l'effimero che intontisce con l'assemblamento di luci. Natale e morte si appartengono nella venuta del Cristo che  e’  anche espressione delle divinità  solstiziali e vegetative descrittive dalla ruota delle stagioni. Divinità  solstiziale ed equinoziale, in quanto a quest'ultima fa riferimento  la Pasqua collegata all'equinozio di Primavera in cui luce e terra si baciano prima di separarsi in prospettiva del lungo viaggio verso l'alba della Vita che altro non è, se non l'esperienza di Resurrezione come liberazione dalla croce.

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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