L'innocenza della rosa
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L'innocenza della rosa

L'innocenza della rosa

Amore e Psiche
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L'ingegnosità è dell'apparire. L'incombenza di ciò che appare è una forma di resurrezione di quelle basi che non vediamo e che nel ciclo stagionale corrispondono all'inverno e, nella concezione della casa come microcosmo, alla cantina.

 

Anna Ancher - La luce del sole nella stanza blu, 1891
Anna Ancher - La luce del sole nella stanza blu, 1891

 

In questa sensazione di avvertire ma al contempo di smarrimento c'è dell'innocenza propria di chi non riesce a ricordare la strada del ritorno. I fiocchi a fine inverno sono petali strizzati dal cielo o ali di farfalla scesi a baciare la terra, mentre dal manto bianco fanno capolino i bucaneve col loro profumo d'infanzia. Ecco, il terreno sommerso dalla neve è la culla di provenienza che il germoglio smarrisce rinvenendo alla luce. È dei bimbi la levità che associamo all'acqua e al volo. Quella capacità intrinseca della vita di rotolarsi cammin facendo arrampicandosi verso la luce. È dei bambini nutrirsi di cielo e sedere in grembo a una nuvola. E' dei bambini e dei poeti che reggono l'impronunciabile.

Ci si appartiene anche stando lontani, e questa forma di gentilezza o grazia ritrovata parla della nostra innocenza perduta, altro dall'ignoranza e dall'ingenuità. Ce lo ricorda il cielo ogni giorno. C'è una grazia che ci corrisponde e risiede tra le labbra dell'alba, tra le braccia del mondo. A noi ritorna sottoforma di evanescenza, sbiadito ricordo di una patria materna. L'innocenza è un quieto sentire su cui la cultura dovrebbe agire aprendo una pista di luce. Nel percorso di rinvenimento i riflessi sono tutto. È la luce che si diversifica nelle forme lasciando incontrare la fonte e la materia. Da questo scaturisce il significato principe della cultura che consiste nel fare luce nella tenebra a sua volta riflesso di una fonte nascosta. Su queste basi possiamo allora riconoscerci stelle pulsanti o quadri di ombre luminose che agiscono di propria luce.

L'innocenza è impulso e aderenza indirizzata verso il senso di appartenenza consapevole, raggiunto con una matura coscienza. Nuocere, Innocenza e Noce hanno la stessa origine etimologica. La noce è il nucleo che conserva l'essere immune e preservato nella sua integrità naturale. L'innocenza è natura nella sua spontaneità primordiale e si differenzia dalla verginità concepita come sintesi dalla speculazione del pensiero. La rosa ha le spine per proteggersi e non per attaccare e il gusto del male non le appartiene. Per questo rosa pulcherrima e rosa mistica sono attributi sacri, riflesso di un universo ancestrale presente in chi coltiva la sua innocenza, investendola di una matura consapevolezza identitaria.

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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