L'Italia e la cultura del nemico al tempo del Coronavirus
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

L'Italia e la cultura del nemico al tempo del Coronavirus

L'Italia e la cultura del nemico al tempo del Coronavirus

Amore e Psiche
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

La Natura insegna che l'amore ci salva da noi stessi, soprattutto quando l'essenziale e il superfluo sembrano sfuggirci di mano.

L'Italia e la cultura del nemico al tempo del Coronavirus
L'Italia e la cultura del nemico al tempo del Coronavirus

 

Soprattutto adesso che stiamo vivendo un incubo collettivo. Si va riconsiderando l'intimità relazionale che però per esserci, ha bisogno del contraltare che sta lentamente scivolando nell'oblio. Ci stiamo assuefacendo alla cultura dell'indispensabile che non è l'essenziale  (ciò di cui ogni essere necessiterebbe) bensì, in termini utilitaristici, è ciò che occorre per non perire, asservendoci nel silenzio globale ai nuovi volti di un'economia sempre più tiranna che ci piega a nuovi stili di vita che di vitale non avranno più nulla e forse neanche più  di  umano, ricollegandomi a quanto disse un noto filosofo secondo cui l'uomo si distingue dagli altri esseri per la necessità del superfluo.

Che cosa sta realmente accadendo da vicino? Qual è l'atteggiamento globale alla situazione? Le restrizioni  aumentano e ci stanno portando al punto che se uno cade per strada, gli altri scappano. Alla cultura del nemico, del guardarci l'un l'altro  con sospetto, del ruffianarsi reciprocamente, eppure dovremmo essere tutti  fratelli d'Italia.

A me tutto questo fa orrore. E fa orrore e ribrezzo soprattutto l'atteggiamento del Governo punitivo verso chi non è a casa, permissivo invece verso i treni che partono dal Nord. Quale Italia unita dopo la denuncia del Presidente della Campania De Luca? Altro che solidarietà  e proclami di richiamo al senso di responsabilità!! Allora, mi chiedo, nelle tasche di chi finiscono i soldi raccolti dalle sanzioni?? A quale parte d'Italia?? Al Nord che fa partire i treni??

"Restiamo a casa" sì, dovremmo starci tutti, a iniziare da chi furbescamente cerca di sfuggire alle cosiddette regole. A iniziare da chi canta sui balconi a rischio di innaffiare con starnuti e saliva chi sta al piano di sotto. Ma a questo  non si pensa per ora. Ne' si pensa al fatto che le restrizioni esagerate portano i cittadini a scappare dai recinti. 

Mi chiedo, dove vogliono condurci? E noi col nostro assenso dove arriveremo?

Ho scritto e condiviso questo articolo
Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

Ti potrebbero interessare anche:
home-2-ads-fsp-cca-001