Il mare nella cultura mediterranea
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

Il mare nella cultura mediterranea

Il mare nella cultura mediterranea

Amore e Psiche
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Ho sempre ritenuto che il mare fosse una creatura vivente, un animale con tante propaggini dotato di logica e sentimenti.

Arthur Hopkins - Marooned
Arthur Hopkins - Marooned

 

Se hai paura, il mare risponde prendendo il sopravvento come un cane che lascia emergere la belva che è in lui. Il mare chiede e pretende rispetto e non accetta di essere ignorato come accade a una donna capricciosa. Le affinità tra il mare e il regno femminile sono tante per il fatto stesso di essere il primo composto di acqua salata. La luna agisce sul mare e non è la sola. Anche il vento come tutti gli altri elementi e affini agisce sul mare, cambiandogli l'umore. Il mare e’ la rappresentazione dell'imponenza e dell'infedeltà ed è bello per questo suo apparire selvaggio, ma a proposito del collegamento con l'essere umano, potremmo definirlo maestro di vita solo per alcuni versi. Il mare è intrepido ma non manipolabile, e il trionfo del navigante sul mare può altresì essere espresso come la rivalsa delle virtù sugli accadimenti infelici che costellano l'esistenza umana. L'uomo con la ragione è la lanterna sulle acque buie. È colui che indagando nei propri misteri può ascendere alla conoscenza dell'inconscio.

Dovremmo quindi, essere liberi e più del mare che nella sua immensità è governato da più fattori.

L'uomo che diviene padrone di se stesso grazie alla conoscenza profonda di sé, è in grado di autodefinirsi in base alla propria legge morale. Questo è un principio che estrapoliamo da Kant e dalla concezione etica del Settecento al centro delle speculazioni del pensiero dal risvolto pratico. Ma è da Socrate e dal mondo greco formatosi sulla cultura del mare che la conoscenza della propria interiorità, al di là di ogni accezione di giudizio, vede la propria alba. Conosci te stesso significa rafforzare la propria coscienza su cui viene impostato il carattere della persona. Il mondo greco non ammetteva la debolezza da stemperare negli uomini come nelle donne che, soprattutto all'epoca delle grandi colonizzazioni, dovevano dare prova di serietà e fedeltà tramite l'attaccamento alla casa. Gli sbalzi di umore e i caratteri altalenanti, lunatici, la norma al tempo d'oggi, nei popoli guerrieri dell'antichità erano banditi. Il pensiero mediterraneo fiorisce intorno al mare che ha una struttura immaginifica circolare. Dal disordine e dalla morte nutre e produce la civiltà, insegnando all'uomo prodezza e a non essere come lui.

Ho scritto e condiviso questo articolo
Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.