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Il suono e l'essenza delle lingue

Il suono e l'essenza delle lingue

Amore e Psiche
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Come ho già precisato in altri articoli, lo sradicamento generalizzato dalle origini sta comportando la perdita del significato di alcuni termini usati correntemente

Tale processo potrebbe apparire irrilevante se non fosse che le ripercussioni rimbalzano alla lunga e deteriorano nel tempo le fondamenta di una cultura. È anche vero che i processi osmostici tra i popoli rendono fluido e malleabile il linguaggio soggetto a costanti mutamenti.

Van Valkenborch Lucas:
Van Valkenborch Lucas: "La torre di babele"

 

Ciò è osservabile ancor più nell'epoca odierna in virtù della semplificazione delle comunicazioni e la velocità con cui queste avvengono ad opera del progresso tecnologico e della sopraggiunta webizzazione. Nuovi termini stanno emergendo, avvicinando culture lontane e per percorsi storici e per localizzazione geografica, ringiovanendo le lingue e al contempo sottoponendole a un continuo stress di rinnovamento che non obbedisce ad alcun processo spontaneo.

L’imprinting linguistico esercitato dall’esterno sembra soddisfare soprattutto le esigenze dei più giovani sempre alla ricerca di sensazionali novità, e ciò potrebbe anche avere un risvolto positivo se non fosse che insieme alla spinta futuristica a cui sono soggette le civiltà più progredite si contrappone un pressante allontanamento dalle proprie origini e l'imponenza di questo fenomeno è registrata proprio dallo smarrimento degli etimi. Attraverso il linguaggio noi ci esprimiamo, esponiamo noi stessi e la nostra visione del mondo. Ricreiamo le immagini e la realtà che ci circonda. La parola è innanzitutto emissione di suono e il suono esprime inequivocabilmente chi siamo e ciò che portiamo dentro di noi.

La luce è l'abito del suono. La musicalità di un idioma tratteggia il profilo della civiltà che lo adopera. “Al principio era il Verbo” troviamo nella Genesi e in questa espressione rintracciamo la purezza del significato della lingua. L'identità di un popolo passa attraverso i suoni che veicolano gli etimi. Il suono è compagno fedele del buio e abita ciò che appartiene alla dimensione del non rivelato. Il suono costruisce il volto della madre, ne traccia le fattezze, mentre il feto dimora transitoriamente nel suo ventre.

Il suono custodisce le immagini nel suo guscio. Una madre nervosa si esprime con voce dura e inquietante che attraverso vibrazioni dissonanti trasferirà al feto una visione triste e selvaggia del mondo. Non è un caso infatti che ogni creatura nasca cieca e impari a prendere confidenza con la realtà extrauterina attraverso il suono. Le emozioni passano attraverso il suono e ci determinano, determinandoci creano la realtà. Ciò sembra contrastare con quanto afferma il principio del la scienza secondo cui la luce anticipa il suono. Ma se teniamo conto del fatto che lo spazio e il tempo dalla scienza relativista sono considerati variabili elastiche, non vi è alcuna contraddizione con quanto asserito prima.

L'identità individuale e collettiva passa attraverso il suono che è alla base del linguaggio. L'episodio biblico della torre di Babele trova qui un ulteriore senso. Ogni linguaggio ha una sua evoluzione autonoma e indipendente. Uno sviluppo che tiene conto delle influenze esterne, ma che non deve in alcun modo riconoscersi schiavo di qualsiasi arbitrarieta’. Altra cosa è la Tradizione sacra primordiale che si esprime attraverso le antiche lingue adamitiche che cementavano l'unione uomo-Dio. La torre di Babele rappresenta metaforicamente la necessità impressa nella cultura archetipica di ogni essere umano di riconoscersi con i suoi simili in un corpo unico che sale verso il Cielo e si traduce nello spirito di fratellanza universale.

La torre, un grande contenitore inespugnabile dalla furia del tempo che nella sua evoluzione comporta anche smarrimento, insieme al l'arca di Noè esprime la paura insita nell'uomo di perdersi cammin facendo e di ritrovarsi all'ombra di Dio, ombra che, in visione di una nuova rinascita, abbraccia ogni essere vivente, emanazione dell'unico Verbo.

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia. Ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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