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Nell'etica dell'Estetica. La morte della Maschera

Nell'etica dell'Estetica. La morte della maschera

Amore e Psiche
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Creiamo ciò che siamo e la nostra creazione esprime ciò che siamo diventati

L'opera è pertanto figlia ma anche genitrice, perché con essa ci siamo trasformati. La trasformazione prevede a monte la conoscenza del sé, affinché venga riconosciuta dalla coscienza. Oggigiorno si fa un esagerato abuso del termine cambiamento, ma questo ha un senso solo in previsione di una trasformazione.

René Magritte - Les Amants - 1928 - New York, The Museum of Modern Art
René Magritte - Les Amants - 1928 - New York, The Museum of Modern Art

 

Il cambiamento che non lavora in tale prospettiva è paragonabile a un temporale estivo. Il cambiamento a cui oggi si fa riferimento è sicuramente legato al camuffamento o trasformismo. Il trasformista è chi non rinuncia ai propri agi o privilegi, bensì alla propria identità. Il trasformista è il prestigiatore, colui che manovra la realtà piegandola ai propri fini. È il burattinaio che tira i fili della società, ma si nasconde da se stesso. Si maschera da chi non è, precipitando liberamente lontano dal proprio sé. È l'eterno insoddisfatto alla continua ricerca di nuovi centri di potere da accaparrarsi.

Un ruolo cruciale sulla confusione nella nostra epoca tra trasformismo e trasformazione lo giocano i media. La psicologia della pubblicità ha subito un radicale stravolgimento. Se un tempo gli slogan erano finalizzati a piegare le folle alla logica di un consumismo mirato alla vendita dei prodotti, oggi, dietro la propaganda, si nasconde una regia che tende a manipolare la mente delle persone, in funzione di nuove strategie di potere. Il futuro dell'umanità non dipende più dalle politiche economiche della classe dirigente, come è accaduto in precedenza, ma dal potere psicologico che queste riusciranno a esercitare, optando per una fittizia propaganda del cambiamento che, se da un lato tende a reprimere gli slanci positivi, inculcando la cultura del terrore, dall'altro vagheggia la creazione di un'umanità superiore.

La confusione culturale che ci attornia, c’impantana e non gioca di certo a nostro favore. Il disorientamento svilisce le coscienze, c’indebolisce, rendendoci modellabili come argilla nelle mani dei potenti. Se fino al secolo scorso l'individuo si muoveva alla ricerca del proprio sé, esprimendosi nel movimento decadentista, oggigiorno siamo giunti al paradosso che l'Essere e il suo millenario bagaglio di contenuti sono sostituiti dall’ Esserci. È il posto che un individuo occupa all'interno della società a determinarlo e ciò implica delle ricadute sul piano etico non indifferenti. La sociologia contemporanea lavora su tali acquisizioni e attribuisce buona parte della responsabilità al ruolo dell'immagine.

Oggi l'immagine non è libera, si traveste di inganno. È avulsa da ogni contesto reale, perché senza matrice. L'immagine agisce sul piano dell’inconscio a livello subliminale, propinando messaggi che drogano il fruitore. Se Sartre aveva parlato nel secolo scorso del ruolo trascendentale dell'immagine, oggi nell'era del virtuale, si parla di realtà parallela che con il perfezionamento della tecnologia digitale apre nuove frontiere. L’Esistenzialismo relativista sartriano esprimeva una sua etica per quanto liberista, ma oggi ogni proposito a tal fine viene di fatto tralasciato perché considerato obsoleto e anacronistico verso il Pensiero corrente.

Il divenire, che secondo la filosofia classica rimaneva legato all’Essere, centro di ogni stabilità, sta subendo un duro affronto. L'espressione dell'artista del secolo scorso Magritte, molto vicino all'ispirazione surrealista bretoniana, Tutto e’ mistero ha assunto altre e intraducibili sfumature che ci collocano alla deriva dell'Essere. Il sogno come rappresentazione spontanea dell’anima, ha subito stressanti manipolazioni che lo hanno snaturato dalle sue archetipiche origini. Cio che e’ perduto non riaffiora piu’, ponendoci di fronte al limite dell’esplorazione creativa.

Tutto si ricicla, il pensiero e le espressioni dell’anima, confinando l'arte a spazi deserti in cui vagabondiamo nella spasmodica ricerca di un nuovo linguaggio col quale e attraverso il quale ridefinirci.

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia. Ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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