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Il Mito e l'identita' spirituale di un popolo

Il Mito e l'identita' spirituale di un popolo

Amore e Psiche
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Il grado di evoluzione conseguito da una civiltà lo si comprende in base ai miti presenti e alla loro importanza.

Sigismund Christian Hubert Goetze (British painter) 1866 - 1939
Sigismund Christian Hubert Goetze (British painter) 1866 - 1939

Il Mito esprime l'inconscio collettivo di un popolo, la sua ricchezza in termini spirituali sulla quale andrà a impiantarsi la capacità costruttiva del futuro. In quanto tale, il Mito supera il Tempo e pone le radici di cio' che verrà. A questi concetti da me riportati già in precedenti articoli va aggiunta un'altra valenza del Mito che si esprime nella capacità dello stesso di travalicare i confini storici dei contenuti che esprime e al contempo che contiene, nonchè il fattore di relazionalità sviluppato in quella determinata cultura. L'incidenza del fattore di relazionalità gioca un ruolo estremamente importante in quanto consente a un nucleo abitativo di trasfrmarsi in una vera e propria comunità. Al centro dell'elemento comuniczione tra i singoli individui c'é non solo la conoscenza degli stessi mezzi espressivi, in primis dellRicopiatiua, ma un vero e proprio affiatamento sormontato da una sensibilità che si concretizza nella stessa capacità di avvertire e interiorizzare le emozioni e i sentimenti. Una comunità è compatta quanto più è capace di travalicare i confini della comprensione e di abbracciare il sentimento della compassione nella sua universalità e quindi profondità.

A mano a mano che la società progredisce sul piano della cultura razionale, l'esigenza di comprendere sotto il profilo logico si fa sempre più marcata, ampliando lo spettro della terminologia linguistica con l'inserimento di nuovi vocaboli. E' quanto sta accadendo alla nostra civiltà in cui, in vista di un progresso accelerato, il cervello è posto continuamente sotto pressione a discapito delle attività propriamente spirituali. La comprensione intesa come prodotto di un processo intellettivo oggigiorno va ulteriormente rafforzandosi, a discapito invece della compassione che evidenzia la compatta tessitura spirituale di una società. Nelle società mitogenetiche il legame spirituale tra le persone consentiva di sviluppare canali percettivi sensoriali che andassero al di là del piano logico concettuale a tal punto che anche le pause di silenzio osservate dai cantori trasmettessero dei contenuti inarrivabili con le parole e invece afferrabili dall'anima dell'ascoltatore che ne veniva cosi' catturato.

Il termine greco "pathos" si riflette nel sentimento condiviso di compassione che lega tra loro i componenti della stessa comunità.

Il Pathos è l'elemento che meglio esprime il grado di coesione tr singoli individui per il doppio significato di passione e di dolore che diventa un'unica unità. Il termine pathos oggi sarebbe intraducibile dalla cultura odierna incapace di sentire profondamente, perché incapace di scendere in se stessa e di interiorizzare cio' che lambisce la sfera dei sentimenti molto superficialmente. Il Pathos è un fluido che scorre all'interno del Mito e che rende compartecipi gli ascoltatori al punto di far scattare il processo di immedesimazione attraverso il quale c'é l'annullamento della soggettività individuale e ognuno si compenetra nel l'altro. L'empatia è solitamente associata alla tragedia greca per l'immedesimazione dello spettatore nel ruolo impersonato dall'attore. La sua importanza risulta quindi ben comprensibile in virtù della preparazione al processo catartico, ultimo e defiitivo passaggio dell'intero processo educativo peculiare della rappresentazione tragica. Ma come accade per tutti i processi particolarmente formativi, quello empatico e il passaggio immediatamente successivo, nella tragedia greca erano possibili proprio in virtù della coesione a livello spirituale determinata e allo stesso tempo sviluppata attraverso l'esperienza osmotica e simbiotica del Mito.











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Author: Redazione

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