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20
Mar, Ago
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L’ipogeo di Sotterra tra luci e ombre

Non sempre ciò che ha segnato il nostro passato viene alla luce, speciamente qui al Sud.

La carenza di fondi e la mancanza di una vera e propria sensibilità nei confronti dei beni storici e architettonici fa si’ che il nostro patrimonio artistico finisca nel dimenticatoio. La Calabria e’ sicuramente ultima in materia di interesse rivolto alle proprie ricchezze che risultano auindi spesso lasciate in balia del tempo dai governanti di turno che si contendono fette di potere sul territorio. Un certo interesse sembra stia risvegliandosi nei giovani purtoppo una piccola percentuale all’interno della popolazione costituita per lo piu’ da anziani e pensionati, a causa di una politica nazionale e non solo territoriale  incapace di tenere testa alle esigenze occupazionali dei neolaureati, una vera risorsa da salvaguardare e da lanciare nel mercato del lavoro in tutte le sue sfaccettature.

Paola, cittadina sul mare del Cosentino tirrenico consta di un ricco patrimonio artistico territoriale non solo collegato alla prestigiosa figura di San Francesco in verita’ poco nota a livello nazionale e invece conosciutissima all’estero, soprattutto in Francia dove il Santo venne accolto tra fasti e onori. Importante snodo ferroviario negli anni settanta e ottanta, Paola oggi fatica a collocarsi tra le mete piu’ ambite del turismo nazionale e internazionale, complice una politica distratta incapace di guardare al di qua dell'ottimo mare e di considerare il territorio nel suo insieme. Nuovi segnali positivi sembrano giungere dall’attuale amministrazione comunale che, a differenza delle precedenti, mostra un palpabile interesse rivolto al background culturale del territorio paolano e all’intera rete di beni qui collocata.

Questo e altro e’ emerso sabato 30 marzo in occasione dell’inaugurazione del totem informativo nella piazzetta antistante la chiesa di Sotterra apprezzata soprattutto per l’ipogeo li’presente. Questo costituisce un’importante testimonianza riguardo alla presenza dei monaci basiliani che vi si insediarono nel VI sec. La chiesa e’ rimasta sconosciuta fino al 1874 quando riemerse a seguito di una frana, rimanendo ancora oggi avvolta nel mistero per una serie di elementi che la caratterizzano. Di pianta a croce latina al suo interno ospita nella regione absidale una serie di affreschi riconducibili a momenti diversi. Del tutto originali rispetto agli altri presenti in Calabria per colori e non solo, necessiterebbero di un’adeguata opera di restauro ma, come hanno sottolineato il dott. Guglielmo Minervino e l’archeologo Francesco Cuteri, non e’ possibile intervenire in assenza di fondi.

E proprio su questo aspetto si e’ concentrato il convegno teso a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del sito che posto in relazione al romitorio di San Francesco in cima alla collina e al Santuario potrebbe incrementare l'offerta turistica. Arte, territorio ed enogastronomia ieri hanno rivelato la loro preziosa tessitura nel rinfresco aperitivo preparato a conclusione dell’incontro dall'istituto alberghiero di Paola. Particolare interesse ha suscitato la torta di farina di lupini, una vera eccellenza cosentina. Di antichissime  origini e’ stata riproposta dalla pasticceria Renzelli in occasione del cinquecentenario della morte del filosofo Bernardino Telesio.

 

 

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