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L'arte e l'innocenza dell'anima. La Redazione de ''Il CentroTirreno'' ricorda Paola Scialis

L'arte e l'innocenza dell'anima. La redazione de ''Il CentroTirreno'' ricorda Paola Scialis

Cultura Calabra
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La bellezza è appartenenza e sintesi. È il legame con la propria terra che la vita a volte smarrisce e che pochi oggi mantengono anche dopo essere andati via.

Paola Scialis
Paola Scialis

 

Per quei pochissimi che scelgono di restare, il senso di appartenenza alle radici diviene una sfida rivolta al territorio e alla sua gente e ancor più  verso se stessi. Ci sono tanti modi di vivere una sfida che comunque,  in ogni caso, comporta sofferenza e rinunce. C'è  chi si stringe intorno alla propria terra facendone la propria famiglia da curare e da tutelare divenendo ispiratore e traghettatore degli animi.

Paola Scialis
Paola Scialis

 

Paola Scialis era tra questi. La sua scelta di vita era incarnazione di un inno alle verità custodite nell'anima, che lei impersonava e nutriva con slancio e vivida passione. Laureatasi al Dams di Roma col massimo dei voti poi, dopo numerose interazioni con artisti e strutture come il Piccolo Teatro di Milano,  allieva modello di Eugenio  Barba ed il suo Teatrum Mundi. Qui sviluppa la capacità di relazionarsi col corpo approfondendone il linguaggio che diviene punta carismatica  dei lavori successivi.

Tra tutti spicca Vitriol in cui esprime se stessa calandosi nei panni di una donna, Vitriola,  dell'antica società  belmontese a cui lei rimarra' legata nonostante i forti contrasti maturati in un ambiente non sempre propenso a recepire l'importanza  delle diverse espressioni artistiche. Vitriol con più di 150 repliche conquista la critica e diviene non solo uno spettacolo per la Calabria, in quanto suggerisce una società  che ha bisogno di scovare e recuperare l'energia profonda della terra per potersi sollevare e sbilanciare verso il futuro. Di Paola e del personggio Vitriola che meglio la rappresenta colpisce quella capacità  di  risvegliare attraverso l'uso magistrale del corpo, la memoria delle nostre  antenate, a volte sedata dal bisogno di modernità  che accellera affannosamente anche il battito di queste terre. Paola era il passato che feconda il presente, gettando le reti nel mare delle infinite possibilità. Attrice, ballerina e poi, artista delle mani e del pensiero  capace di tirare fuori dal nulla preziosi oggetti.

L’arte ha senso se esprime la Verità e perché  si compia questo passo occorre possedere quell'autenticita’ innata che oggi rischia l'estinzione. Paola non si curava di apparire. Pur provenendo da una famiglia abbiente, manteneva la sua qualità  intuitiva, la coltivava da persona semplice e sana, come curava il giardino, l'orto dietro casa e tutto ciò che evocasse in lei l'immagine più  alta della Spiritualità. E proprio  su quest'ultimo  aspetto  si concentra il progetto  Rifugio d'aria, una rassegna di piu' spettacoli per grandi e piccini con l'intento di avvicinare il Borgo di Belmonte alle sue radici più  autentiche creando un confronto con altre identità. Lo scorso ottobre è giunto alla terza edizone, grazie all'impegno del compagno di Paola, Stefano Cuzzocrea, anche lui attore e artista propenso a continuare da lì  dove Paola  con  quel brutto incidente ha lasciato.

Belmonte da quel triste giorno si sente privata di se stessa, non avendo piu’ una voce che la racconti porgendole l'orecchio del mondo. Paola incantava tutti col suo essere che era soprattutto  un esserci nei dialoghi, nei rapporti umani, nelle chiacchierate rubate al tempo per i suoi numerosi impegni  e che tuttavia ti lasciavano qualcosa dentro, più  di una luce, come l'ultima volta che l'ho incontrata.

È trascorso un anno da quando un fulmine ti ha rapita in cielo, stravolgendo la vita di chi ti ha amato e ti porta nel cuore. È  passato un anno e la primavera ti ricorda con questo tempo che non vuole saperne di far brillare il sole. Forse abbiamo ancora da imparare e tanto da te, e il senso della tua assenza ci portera' spero a maturare una nuova coscienza di stimolo all'arte e per quegli artisti tuoi amici che senza di te si sentono soli.

La tua eredita' è qui. Amore, forza e perseveranza. Palpabile e discreta si profila dietro l'ombra delle case antiche. Sta a noi riscoprirla, riscoprendoci figli di questa terra degna di essere vissuta attraverso i sentieri che tu ci hai aperto e che continueranno a ispirarci.

 

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia. Ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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