Pizzo Calabro ricorda Murat e il suo tempo
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Pizzo Calabro ricorda Murat e il suo tempo

La convinzione comune che vede l'estate la stagione degli svaghi superficiali sta cedendo il passo a un sempre più crescente interesse per gli eventi di spessore capaci di coniugare il divertimento con la sensibilità culturale.

La Calabria sta dimostrando di cavalcare questa nuova tendenza proponendo una serie di eventi tesi non solo alla valorizzazione delle sue eloquenti bellezze territoriali ma anche alla divulgazione di episodi storici che sfondano i confini regionali, imponendosi all’attenzione di critici e studiosi.

Pizzo non sfugge a questa linea orientativa. Meta privilegiata di un turismo attento alla sublimità degli affacci sul mare e alla strategica posizione in bilico tra i monti  e il dominio delle acque, meta obbligata per percorsi enogastronomici basati sulla produzione artigianale dei gelati tartufo, sta dimostrando una particolare attenzione agli eventi storici che la vedono protagonista del primo tentativo di unificazione del territorio nazionale conclusosi tragicamente. È triste e tuttora commuove la consapevolezza che un luogo tanto bello e suggestivo abbia potuto accompagnare alla bellezza e alla luce che nelle sue esplosioni più vivide del giorno come in quelle soffuse all'ora del tramonto la caratterizzano, un'illustra morte. La fucilazione di Murat stende un velo di mesto silenzio sulla bellezza straripante del luogo e invoglia i più  sensibili  a una rilettura approfondita del percorso drammatico e arzigogolato che ha portato il Meridione all’Unità Nazionale. In un’epoca, quella attuale, dai forti sentimenti indipendentistici sembra stridente parlare di Unità  in relazione al pensiero europeo  illuministico che in Murat trova la sua vivida ed intelligente espressione.

Il tradimento perpetrato contro il re Murat e la conseguente fucilazione riportano in auge la considerazione che la storia nelle sue più  tragiche deviazioni è  operata dall'ignoranza di chi si è lasciato comprare in virtù di interessi propri servendosi del  popolo all’occasione manipolato.

Recuperare oggigiorno la giusta figura  del re Murat non è impresa facile vista l'ostilità del Sud verso il re francese ancora ritenuto scomodo da chi  appoggia una politica di privilegi e servigi verso i signori. Di grande rilievo risulta quindi l'operazione di divulgazione degli eventi storici legati alla figura umana e politica di Murat, portata avanti dall'Associazione onlus Gioacchino Murat di Pizzo Calabro capitanata dal prof. Giuseppe Pagnotta riconosciuta a pieno titolo dalla Regione  Calabria per l'impegno profuso.

Una forte emozione ha destato il corteo storico in abiti napoleonici che lunedi 26 agosto ha sfilato per le vie del centro storico di Pizzo e il concerto  che a seguire si è  tenuto sul suggestivo terrazzo del castello. Arie interpretate dall'eccellente soprano Claudia Andolfi ed esecuzioni strumentali del quartetto di archi e pianoforte ci hanno riportati a un'epoca che sfogliamo attraverso i libri di storia e che non smetterà mai di stupirci e affascinarci. Le danze di corte settecentesche e ottocentesche eseguite a puntino dai figuranti del corteo storico hanno fatto da cornice al percorso nelle atmosfere murattiane conclusosi col buffett offerto dall'Associazione grazie al contributo del Comune e delle eccellenze enogastronomiche locali che hanno aderito alla manifestazione.

Il prossimo appuntamento degli eventi legati a Murat sarà domenica  13 ottobre con la rivisitazione storica dello sbarco del re dal veliero, dell'arresto e della fucilazione, appuntamento  anch'esso curato strettamente dall'Associazione Gioacchino Murat della città di Pizzo Calabro.

VIDEO: Pizzo Calabro  ricorda Murat e il suo tempo - Soprano Claudia Andolfi

 

Ippolita Sicoli
Ippolita Sicoli

 

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