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Spirito e carnalita’ nelle fotografie di Francesco Mendicino

Spirito e carnalita’ nelle fotografie di Francesco Mendicino

Cultura Calabra
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Si è conclusa lunedi 6 giugno presso la “Pecora Nera” di Amantea la mostra di Francesco Mendicino, giovane fotografo lametino, inauguratasi due settimane fa

Più che un pub, il locale che ha ospitato la mostra si riconferma vera e propria fucina di interscambio culturale che accoglie espressioni della poliedrica e sfaccettata creatività artistica di cui la Calabria, e Amantea nello specifico, si fregiano da sempre. La mostra di Francesco si colloca bene nel repertorio variegato di proposte del “La pecora nera” dove è possibile uno spontaneo confronto d'idee concepito tra un bicchiere e l'altro di corposa birra accompagnata da assaggini e locali sfiziosita’.

 

Spirito e carnalita’ nelle fotografie di Francesco Mendicino
Spirito e carnalita’ nelle fotografie di Francesco Mendicino

 

La mostra senza un vero e proprio titolo prende forma attraverso le foto esposte, ciascuna caratterizzata da una singolare individualità. Se è opinione comune che la luce ritagli le sagome dalla profusione di ombre e tenebra, plasmando il visibile, le opere di Francesco seguono il percorso inverso. Il soggetto non è la forma che si particolarizza attraverso la luce, ma semmai la luce stessa che dissolve con la sua procace dirompenza ogni abbozzo di linearità, diluendo in un gioco ironico e beffardo la realtà stessa. Ogni cosa si ridefinisce trovando sfogo in una sfarzosa voracità che fa di ogni dissolvenza una nuova e sontuosa creazione.

Esagerazione e minimalismo suonano corde differenti che in tale mostra si armonizzano alla perfezione dando luogo a uno spartito di echi e contrasti tali da minare schemi e banalità. Calici di uno sfarzoso scintillio fanno da contraltare al blu elettrico di una serata in discoteca che evoca attraverso la grata di ombre, spaccati di cielo che varrebbe la pena vivere e accarezzare attraverso il moto dell'immaginazione. Le tonalità arancio colmano di vita il vuoto di uno sfondo a conclusione del tramonto, sconfinando dalle cornici in ferro battuto. Un’esile fiammella si leva come l'anima di un danzatore solitario. Esprime raccoglimento e invita alla meditazione chi si lascia stordire dal piacere in una policroma visione della vita, spingendosi ben al di là di ogni razionale conflitto.

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia. Ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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