La stampa sublimatica e la sfida del vero ''green''. Intervista ad Angelo Modica
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La stampa sublimatica e la sfida del vero ''green''. Intervista ad Angelo Modica

Interviste e Recensioni

La stampa sublimatica e la sfida del vero ''green''. Intervista ad Angelo Modica

La Verità poggia sugli archetipi. Come si può anche solo pronunciare la parola "green" se non si considera l'uomo nei suoi principi di dignità e libertà in relazione all'ambiente? Prima dell'uomo c'era l'albero che lo racconta e rappresenta.

L'intervista che state per leggere è molto interessante e diversa dalle altre realizzate da me finora, e totalmente incentrata sull'ecologia. Angelo Modica, prendendo spunto da ciò che significa esattamente "green", c'inoltrerà in un campo ai più sconosciuto, che ha come perno la stampa sublimatica o al poliestere.

Col nuovo millennio siamo entrati in un nuovo modo di guardare e concepire l'Universo fuori e dentro di noi. Ci siamo inseriti in una nuova percezione della realtà che ha sviluppato un diverso modo di osservare quanto ci è intorno, apportando nuovi orientamenti rivolti a metodi che hanno acuito lo sguardo verso problemi già prima esistenti.

L'ecologia è entrata a pieno titolo tra i temi dei grandi tavoli di confronto a cui partecipano le potenze mondiali per trovare soluzioni ferme e convincenti sulla riduzione del grave impatto ambientale della plastica. Si è puntato l'obiettivo sulla cultura green, lavorando ad alternative intelligenti alla plastica e agli altri inquinanti che compromettono gravemente l'ecosistema terrestre e marino. In realtà, come spesso accade, la cultura green ha trovato inizialmente e solo a livello propagandistico appoggio dalla politica interessata ai grandi giri di denaro su investimenti inutili. Quanto più si cerca di livellare il mondo all'insegna di un'unica cultura e di un'unica legge di mercato, tanto più le diversità emergono e a iniziare dal modo di approcciare e affrontare il tema dell'ecologia. Se da un lato il Nord Europa sta compiendo passi da gigante, nonostante il Globalismo abbia attecchito in molti Paesi come Germania e Belgio, dall'altro riscontriamo che più si scende di latitudine, più i temi ambientali restano confinati alla giornata di proclamazione "Salviamo la terra" e alle passeggiate ecologiche tradottesi in vere e proprie scampagnate all'aria aperta.

Il grado di civiltà di un popolo si misura dal modo in cui l'uomo tratta la Natura e il mondo animale, e in Europa noi Italiani siamo a riguardo agli ultimi posti. Manca la sensibilità verso ciò che non è nostro, abituati come siamo a misurare l'importanza di tutto in rapporto al danaro, sorvolando sul fatto che quanto ci riguarda al momento sarà delle generazioni future.

L'intervista che stiamo per leggere ha un taglio particolare che la differenzia da tutte le altre da me realizzate, per contenuti e per l’oggetto in questione. Essa riguarda un tipo di stampa da noi Italiani ancora poco conosciuto ma che altrove, in Europa e non solo, è già solida realtà, in quanto completamente riciclabile. L'argomento è la stampa sublimatica e di questo ci parlerà Angelo Modica, amministratore unico delle due aziende italiane leader nel settore: la New Decor System che si occupa della produzione e la New Mod System che si occupa delle affissioni. Entrambe le aziende sono residenti a Roma ma operative su tutto il territorio nazionale. Di prossima apertura la filiale a Milano della New Mod System.

Angelo, com'è nata l'idea di dedicarsi alla stampa sublimatica?

“Nasce da una forte attenzione rivolta all'ambiente. Io e l'azienda New Decor System da sempre ci occupiamo di stampa. Abbiamo iniziato ad operare con l'ormai superata serigrafia, poi è stata la volta del digitale e infine siamo approdati alla stampa sublimatica, continuando a partare avanti la stampa tradizionale.”

La stampa sublimatica ha tante qualità, ma una caratteristica che la rende davvero unica e lei tiene a sottolineare.

“Sì. La caratteristica che anche in questa sede intendo rimarcare è che è riciclabile al cento per cento e non ha alcun impatto sull'ambiente in quanto non rilascia residui o sostanze inquinanti. In più dà colori brillanti.”

Di cosa si tratta esattamente?

“Questa è una stampa ottenuta dal completo riciclo di bottiglie di plastica da cui si ottiene il poliestere. Da una bottiglia si ricava un metro quadro di stampa. Il poliestere è un materiale che si conosce bene e da decenni, in quanto combinato al cotone dà luogo a un tessuto molto sfruttato nel settore dell'abbigliamento. La stampa sublimatica invece, utilizza il poliestere al cento per cento. Nell'ambito dei tessuti, di solo poliestere sono le maglie dei calciatori. La stampa sublimatica è ottima anche da applicare ai tessuti, ma non essendoci un mercato, avrebbe costi elevati. Il settore tessile ormai, è tutto nelle mani dei Cinesi che non mostrano alcun interesse a investire sulla stampa sublimatica.”

Il poliestere applicato ai tessuti ha rivoluzionato la cultura dell'abbigliamento.

“Per molti versi sì. È stato introdotto nell'industria della moda dall'Inghilterra, e ha riscosso subito successo perché non aggrinzisce e quindi non va stirato. In Europa dove il sublimatico è  già una solida realtà, e mi riferisco in particolare a nazioni come Olanda, Inghilterra e anche Germania, la produzione di poliestere è detenuta dai Tedeschi.”

Una rivoluzione vera e propria a favore soprattutto delle donne che lavorano, sottoposte allo stress di dover stirare i capi lavati. Una scoperta importante.

“Sicuramente."

Tornando al discorso della stampa al poliestere o sublimatica, voi lavorate su un formato. Quale?

"Noi lavoriamo su più formati e a quello di 5 metri che è il massimo formato oggi disponibile. Noi utilizziamo attrezzature avanzatissime, a differenza delle altre aziende che si limitano al formato di un metro. Per questo siamo il numero uno in Italia e in Europa per quanto riguarda la stampa sublimatica. Noi utilizziamo attrezzature che rispettano le specifiche del programma 4.0 per l'automazione industriale, delle quali abbiamo le certificazioni."

Qui in Italia, qual è la situazione? Ancora siamo a una proposta di legge.

“Esattamente. Si dice che applicheranno lo stesso provvedimento attuato nell'edilizia, con la differenza  che mentre nel settore edile gli anni considerati per la detrazione fiscale sono dieci, nel settore della stampa sublimatica saranno fortunatamente cinque.”

Noi Italiani purtroppo arriviamo sempre in ritardo rispetto agli altri Paesi avanzati d'Europa. Lei come se lo spiega?

“Io me lo spiego con la mancanza d'informazione e di cultura. Purtroppo in Italia la conoscenza sull'argomento arranca con una certa difficoltà.”

Lei diceva che non c'è un mercato e questo perché manca l'informazione a riguardo. O forse è anche vero che manca l'informazione perché non c'è un mercato? Diciamo che il mercato si crea nel momento in cui si instaura un clima di interesse intorno all'argomento. L'interesse, per affermarsi, ha bisogno di essere veicolato dalle istituzioni. Evidentemente manca da parte di queste il giusto appoggio. Qualcosa potrebbe cambiare e in bene, a partire dal prossimo anno, con l'applicazione della legge europea sull'obbligo dell'ecologico.

“Si spera, perché ripeto, la stampa sublimatica a differenza degli altri settori green è veramente ecologica, in quanto non lascia tracce inquinanti e rifiuti nell'ambiente, come succede invece a proposito della carta stampata che finisce in discarica. Il PVC quando brucia produce diossina, cosa che non succede con il poliestere. Purtroppo qui in Italia, quella di "green" è una definizione vaga. A Milano si tiene ogni anno la fiera dell'ecologico, la "Milano green" che quest'anno è stata bloccata a causa della pandemia. In Italia si è convinti che ecologico sia tutto ciò che venga ricavato da una materia prima naturale, e questo è alquanto inesatto. Prendiamo ad esempio gli inchiostri derivati dal grano. Questi non sono ecologici perché hanno un impatto importante sull'ambiente. Nel sublimatico i colori, essendo ottenuti da una soluzione in acqua, evaporano e non depositano residui tossici. I comuni italiani stanno caldeggiando l'illuminazione a led perchè ritenuta ecologica. In realtà, ecologica non è per il fatto stesso che consuma molta corrente.”

Purtroppo in Italia l'ecologia è un campo in cui girano molti investimenti e somme di danaro invisibili. In molti casi i maggiori investitori e beneficiari del green sono le grandi organizzazioni che producono sperpero di danaro a scopo di lucro. Le gare di appalto finalizzate alla conversione ecologica di vecchi impianti o alla installazione di nuovi sono spesso pilotate a favore di determinate aziende. E questo incide non poco sull'economia nazionale.

“A proposito della stampa al poliestere, bisogna aggiungere che a differenza delle altre stampe, non utilizza la saldatura ma la cucitura. Occorrono macchine specifiche finalizzate a questo lavoro.”

E voi avete la macchina cucitrice in azienda?

“Sì, noi l'abbiamo.”

Lei ha detto che la Germania è la nazione leader in Europa a riguardo della produzione di poliestere. Come se lo spiega?

“Me lo spiego col discorso della sensibilità e dell'attenzione rivolte all'ambiente. Basti dire che lì per ogni bobina adoperata per la produzione, viene piantato un albero. Qui in Italia questo non accadrebbe mai.”

E non accadrebbe anche perché l'Italia sta concedendo ampio margine di azione imprenditoriale alla Cina.

“Esattamente. I Cinesi stanno investendo nella tecnologia più avanzata, oggigiorno. All'inizio si sono inseriti in Italia puntando sul comparto tessile. Nella provincia di Prato e non solo, hanno portato al fallimento le ditte autoctone preesistenti. Lo stesso è accaduto a Como dove veniva prodotta la migliore seta d'Italia.”

I Cinesi non mostrano alcun interesse a investire nella stampa al poliestere e questo ne spiega la mancata incentivazione in Italia.

“Purtroppo questo incide negativamente sulle aziende che lavorano nel settore. Se la stampa sublimatica venisse incoraggiata con leggi e incentivazioni, il costo si abbasserebbe e interverrebbe la competitività che ne tutelerebbe anche la qualità.”

La Cina è entrata a pieno titolo nel comparto produttivo italiano condizionandolo anche nelle scelte delle idee alla base degli investimenti da indirizzare verso settori ben precisi. Ritornando al discorso sul green, non credo che se ne possa parlare in modo credibile e onesto, almeno non fino a quando subiremo la pressione e il condizionamento di realtà produttive che tendono a sfruttare la classe operaia senza alcuna forma di tutela e di garanzia, al contrario di quanto accade nei Paesi civili e moderni dopo lunghe e sofferte battaglie. L'ecologia dovrebbe partire dalla considerazione del singolo come persona non disgiunta dal sistema ambientale e culturale di cui è parte. Ritengo che l'operazione di straniamento del singolo dalla comunità non possa prescindere dalla trattazione del tema ecologico che, se affrontato in modo serio e convincente, è in grado di produrre enormi benefici. Il green è diventato un affare economico che ha come ultima finalità quella di salvaguardare ogni forma di ecosistema e l'uomo all'interno di esso.

Ringrazio Angelo Modica per averci portati a scoprire una realtà a molti ancora sconosciuta e per averci offerto l'opportunità per soffermarci su determinate questioni che non giovano alla dignità dell'Italia per corruzione e superficialità destinata a vivere sempre più ai margini di una Europa frastagliata su tanti fronti e principi. A nome mio e di tutta la Redazione giungano i migliori auguri per la sua attività e per i prossimi progetti.

Guarda il PDF: New Decor System

 

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Ippolita Sicoli
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