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La percezione visiva e la concezione dello spazio nell'arte informale

La percezione visiva e la concezione dello spazio nell'arte informale

Invito alla lettura e all'ascolto
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Il limite giustifica l'avanzamento dell'esplorazione scientifica e l'uso della tecnologia.

Marco Sergio Fassiotti - Islanda
Marco Sergio Fassiotti - Islanda

 

Con l'era industriale le possibilità dell'uomo si sono ampliate e nel Novecento se da un lato l'uomo è  stato capace di lanciarsi nell'esplorazione dello spazio, dall'altro ha preso ulteriore coscienza dei propri limiti strutturali. Gli enigmi persistono nonostante la documentazione  fotografica attesti lo sbarco sulla Luna, a dimostrazione dell'arretramento dell'uomo nel confronto col reale. Lo  iato vista realtà  si divarica sempre più  con il progressivo avanzamento della società in ambito tecnologico, quasi esistessero due realtà  parallele, quella percepibile rudimentalmente e quindi umana e l'altra forse più  vera ma scientifica. Il soggettivo e l'oggettivo oggi più che nel passato si contendono il primato incidendo sulla quotidianità.

Il comportamento dell'arte in tutte le sue espressioni risente di tutto questo e l'informale in campo pittorico rivela l'esigenza dell'uomo contemporaneo di rapportarsi alle nuove concezioni di spazio. La Bellezza  come contenuto di valori estetici viene scalzata dal bisogno intrinseco nell'arte odierna di ampliare e significare quanto alla percezione dei sensi sfugge. I colori, le forme riproducono la tensione ideale verso una ricostruzione del fuori possibile attraverso la mediazione del mondo interiore a lungo esplorato dalla psicanalisi ma tuttora non completamente  compreso.

Nuovi riti. nuovi miti
Nuovi riti. nuovi miti

Il critico d'arte Gillo Dorfles che ha analizzato il passaggio della concezione della pittura dal Rinascimento con Leonardo, in cui la pittura rifletteva una cultura neofondata sulla proporzione e l'armonia , alla visione del mondo nella civiltà  contemporanea il cui linguaggio artistico invade molteplici settori per una varietà di stili. Il testo pertanto da me suggerito è  Nuovi riti. nuovi miti. Qui l'autore si muove ad ampio spettro tra le pagine fornendo un indirizzo interpretativo ai molteplici aspetti da lui toccati, sconfinando nel sociologico e innanzitutto nell'antropologico.

La forte tensione dell'uomo contemporaneo  verso l’esaustività di tutto penalizza le sue capacità  empatiche di comprensione, riflettendosi sugli stili artistici. Per quanto minimali a volte appaiano le opere, l'essenzialità dei tratti spinge alla soggettività. L'arte sta mostrando il suo aspetto oscuro di sfogo personale non inteso come traguardo di quel processo di evoluzione che caratterizza gli artisti, ma  come fatto vero e proprio espresso con un linguaggio molto spesso  penalizzante quei principi estetici che dovrebbero caratterizzare l‘Arte.

 

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia. Ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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