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La cultura del Figlio come rivelazione

La cultura del Figlio come rivelazione

Invito alla lettura e all'ascolto
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L'amore è rivelazione. È il segreto enunciato dalla luce. È il corpo dell'anima. Quando il corpo muore l'anima si denuda trascendendo la Natura e il suo spirito. L'inverno è la grotta dei desideri mai proferiti che si svelano in primavera.

La cultura del Figlio come rivelazione
La cultura del Figlio come rivelazione

 

L’inverno e’ la tana del mondo e l'amore è il suo risveglio.

È curioso come ciò che si mostra in un rapporto dialettico con il suo opposto sia in realtà  la realizzazione del primo nello stadio successivo  mentre alla vista profana appare la sua negazione, lasciando cosi’ trasparire l'approccio dialettico alla realtà una necessità lontana dalla ragione profonda delle cose.

Il conturbante dinamismo dell’amore non è concepito attraverso la fenomenologia trascendentale che piove da altri cieli effondendosi nella reciprocità. È un richiamo riconosciuto che insorge da dentro. Amare è  riconoscere se stesso attraverso lo slancio verso l'altro che non risulta mai fine a se stesso ma fonte di irradiazione suprema. In questo il Cristiano riconosce il valore della figura del Figlio nella Santissima Trinità. Il Figlio è il mistero che diviene luce, non un tramite necessario. È il punto di partenza di una nuova percezione  che scavalca i confini teocratici o logorroici di mera filosofia. Dio si fa cibo  calandosi nel quotidiano che è  la microstoria. Il passaggio dalla quotidianità alla metastoria avviene con l'episodio dell'Ultima Cena che introduce alla Passione. Il superamento  dell’esperienza storica e l'introduzione a quella metastorica avviene attraverso lo scombussolamento degli elementi climaticonaturali che accompagna La morte in croce di Gesù.

Il corpo che muore emana la sua luce. Il vestito cade e riemerge il Padre.

Il mistero della Trasfigurazione
Il mistero della Trasfigurazione

La trasfigurazione del Gesù storico è associabile a quanto avviene nel Cristo adagiato nel sepolcro. Entrambi gli episodi riconducono a esperienze straordinarie e ammissibili tramite la Fede. In entrambi i casi riemerge la figura del Padre che, come per le culture primitive aborigene e non solo  riguardo  alla devozione per gli antenati, rappresenta il pilastro per un discorso di continuita' tra questo mondo e quello di Sopra, il legame tra i tempi e l'Eterno.

Il richiamo all'Eterno rappresentato dal Padre si fa manifesto attraverso l'esperienza  della Trasfigurazione di Gesù  sul monte Tabor narrata dai Vangeli. Gesù compare ai discepoli vestito di luce in compagnia dei patriarchi antichi Mosè ed Elia, rafforzando così  il legame col Vecchio Testamento in cui respira la presenza di Dio attraverso l'emissione  profetica. Il testo “Il mistero della Trasfigurazione” di Raniero  Cantalamessa si sofferma sulla figura del Cristo come suggello tra i due tempi: il vecchio, ossia la tradizione ebraica e il nuovo che si fa strada tramite la venuta di Gesù sulla Terra. Nel Nuovo Testamento la Trasfigurazione diviene rivelazione di questo legame aprendo una finestra sul futuro della Fede alle soglie del secondo millennio dopo Cristo, in età moderna.

 

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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