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L'esperienza epifanica e la mitopoiesi dell’Infinito

L'esperienza epifanica e la mitopoiesi dell’Infinito

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Tutti conosciamo l'Epifania perché associata a uno degli episodi riguardanti la natività del Cristo, per come c'è stata trasmessa dai Vangeli, ma in pochi collegano l’esperienza succitata ad altre situazioni che, per quanto contraddistinte da alto valore simbolico, non vengono contemplate come sacre. L'Epifania è l'episodio magico che definisce un'opera d'arte nella sua universalità.

 

Arthur Hacker. The Sea-Maid 1897
Arthur Hacker. The Sea-Maid 1897

 

Il passo cruciale che permette di collegare l'autore all'infinito e si rispecchia, uscendo dall'ordinario, nei sentimenti del fruitore. È l'apertura di una strada mai percorsa prima, assolutamente individuale che catapulta il soggetto e il fruitore dell’opera nella grandezza universale che a sua volta si rifrange in ogni microcosmo. È il dettaglio che esprime in sordina il messaggio dell'opera intera, un messaggio unico di volta in volta, impercettibile con la mente e intercettabile solo dall'anima sintonizzata sulle sue stesse frequenze.

L’ esempio di epifania di grande notorietà letteraria ce lo fornisce lo scrittore J. Joyce attraverso il suo romanzo Ritratto dell'artista da giovane. La visione dell’ uccello prima e della donna in riva al mare poi (seconda epifania) costituiscono vere e proprie esperienze illuminanti in grado di folgorare il momento e d'imprimersi nel percorso esistenziale del protagonista, catapultandolo dall’eta ‘dell'infanzia a quella della giovinezza.

Il primo momento epifanico si carica di significato profetico e incarna il valore dell’artista che si solleva sulle folle e mal si adatta ai dettami della societa’ borghese (tema questo che trionfa sul piano lirico in Boudlaire) mentre la donna sulla riva diviene icona simbolica dell'amore che trascende l’esperienza sessuale per accendersi di romanticismo. Fuse insieme, le due comparse si caricano di connotati che sorprendono, ed evocano l’’ancestrale linguaggio degli archetipi. L’illusione intesa come realtà parallela a quella concreta del quotidiano incontra il frangente di un tempo tutto suo, dislocato dalle collocazioni abituali e pertanto disegna i contorni di una scena come sospesa, che sa di fiaba.

È il connubio con l'immaginario che reca in sé gli strumenti di cui l'artista ha bisogno e di cui si fa interprete. La folgorazione epifanica e’ di un attimo, subito vola via come una presenza fugace e impalpabile giunta a solcare gli strati dell'anima più profondi. S’inabissa per riemergere poi d'incanto, inaspettatamente, mantenendo il suo carattere vivo di traino dell'opera. Tralasciando i riferimenti alla vita privata di Joyce, l'Epifania nell'arte è un momento mistico, di apertura all'infinito e di profondo amore, dettaglio questo che ad insaputa dell'autore e a prescindere dalla sua volonta’ si permea di valenza estatica. L'estasi attraverso l’estetica obbedisce al puro atto creativo. Essa intercetta la sensibilita’ del fruitore stimolata dall'elemento narrativo che permette all'opera di levarsi in volo e trasferirsi oltre i recinti dell'immortalità. 

JOYCE. Ritratto dell'artista da giovane
JOYCE. Ritratto dell'artista da giovane

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia. Ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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