L'INTERVISTA. Mimmo Bova. La tivu’ odierna e l'autonomia di pensiero
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L'INTERVISTA. Mimmo Bova. La tivu’ odierna e l'autonomia di pensiero

l'Opinione

L'INTERVISTA. Mimmo Bova. La tivu’ odierna e l'autonomia di pensiero

Esiste una progettualità che racconta la cultura dell'Immagine oggi più  che mai assecondata e riverita.

La propaganda  di una linea di pensiero si proietta all'esterno  e si trasmette attraverso una ricerca accurata dell'immagine che, per la sua immediatezza, si rende propositiva. La proiezione esterna di ciò che appare veicolava un tempo  contenuti e riempiendo rafforzava una realtà già di per sé  fertile. Il vuoto sociale rappresentato dall'attuale nichilismo ha determinato un divario non indifferente tra proiezione e significato, tra significante e oggetto ricevente, causando forti dissonanze tra immagine e soggetto. Una società che non considera la sostanza ragiona in termini di un'artificiosita’ che ha come unico obiettivo l’attivazione di un sistema di detrimento spirituale che passi dai mezzi mediatici. A farne le spese è  soprattutto  il  cittadino medio, diseducato alla cultura e messo nella condizione di cibarsi di amenità.

Di come lavora la televisione odierna a proposito dei cosiddetti programmi di intrattenimento focalizzati sull'immagine che tutto rappresenta  e nulla dice, ne parliamo con un vero esperto.  Mimmo Bova originario di Soverato e  trapiantato a  Roma è un personaggio simbolo dei programmi di marchio RAI che meglio rappresentano la nostra società. Da un anno in pensione, ha insegnato a Roma tecnologia meccanica, si dedica a tempo pieno ai programmi televisivi come organizzatore di studio. I programmi storici come Carramba che sorpresa, Domenica In... e attualmente Vieni da me si avvalgono della sua presenza   fondamentale nell'elaborazione e strutturazione del programma. Da giugno a settembre il prof. Bova rientra in Calabria, la sua regione a cui è  fortemente affezionato, per partecipare e collaborare nel ruolo di organizzatore e presentatore a eventi che spaziano dalle feste patronali a Miss Italia selezione regionale.

Professor Bova, tra tutte le signore della tivu’ conosciute e apprezzate dal pubblico, c'è  qualcuna che secondo lei è  stata immeritatamente messa da parte?

“Sicuramente. Purtroppo la RAI è un'azienda  caratterizzata da un forte nepotismo e da una dipendenza avvilente dagli ingranaggi politici. Di conseguenza, non si arriva in tivu' tramite meriti precisi o per concorso. Di tutte le conduttrici che secondo me meriterebbero più  spazio c'è la Perego, ma non è  la sola ad essere stata messa in ombra.”

Lei ha avuto difficoltà ad arrivare in RAI?

“Io sono arrivato grazie alle mie capacità  di opinionista ai tempi di Corrado Tedeschi e Ilaria D'Amico. Oggi purtroppo la mentalità  vigente non contempla i meriti della persona che si vede scavalcata  da altri ingiustamente.”

Lei lavora nel settore dei programmi d'intrattenimento. Secondo lei perché  sono molto seguiti dal pubblico?

“Sicuramente la varietà di situazioni all'interno dello stesso programma è  un  fatto che attira l'attenzione del pubblico televisivo. Si aggiunga la presenza di ospiti celebri invitati in studio e il racconto di eventi, fatti di cronaca anche dolorosi che però  hanno un forte impatto emotivo su chi segue da casa la trasmissione.”

Purtroppo la televisione attuale tende a sfruttare temi delicati con messaggi negativi pur di fare audience. Quale sarà  la televisione  del futuro?”

“Le previsioni a mio avviso non sono positive. Il Grande Fratello è  stato un punto di rottura col passato che ormai è  superato del tutto e non è  più  recuperabile. Si andrà  sempre peggiorando.”

La figura dell'artista oggi è ancora considerata?

“Assolutamente no. L'arte, tutto ciò che mostri una personalità, un carattere proprio è  scartato a priori. Oggi il talento inteso come pregio di una diversità effettiva oltreché  positiva, non ha alcuna considerazione, perché specifico. Oggi si tende all'omologazione di tutto e a un appiattimento generale.”

Fa male constatarlo. Cosa c'è  di diverso tra i programmi d'intrattenimento di ieri e quelli di oggi?


“Un tempo i programmi d'intrattenimento avevano una loro etica, mi riferisco agli Sessanta e Settanta. Erano gli anni di Walter Chiari e di Vittorio Gassman. Dagli anni Ottanta in poi   e’ cambiato  tutto e con le reti  Mediaset.”

Le conduttrici e le presentatrici di oggi sono molto curate nel look. Quanta libertà hanno nella scelta della loro immagine?

“Tutto quello che vediamo nel programma è  costruito. Non si da'spazio all'improvvisazione se non per piccole battute lanciate lì  spontaneamente. La gente lo sa e sta al gioco. Anche il look di conduttrici e presentatori non sfugge a questo principio. Ci sono  costumisti e truccatori preposti.  Non si deve pensare pero’ che chi presenta e conduce non abbia voce in capitolo. Diciamo che il look viene proposto dalle apposite figure professionali, ma la decisione spetta a chi compare visivamente.”

Lei ha detto che ogni particolare di un programma viene concordato, quindi anche le cosiddette risse?

“Certo! Vengono stabilite per incrementare  l'audience. In programma non si accettano improvvisazioni. Tutto ciò  che  si ascolta e si vede è deciso prima. La gente da casa non lo nota , ma il conduttore non parla a braccio, legge quanto scorre sul nastro davanti a lui. Lo stesso vale per i dialoghi con gli ospiti.”

La libertà esprime l'arte ma è anche vero che l'arte è figlia della libertà che sicuramente non è quella fisica ma mentale. L'appiattimento odierno passa dalla mancanza di libertà che noi avvertiamo nella difficoltà di  elaborare pensieri propri e personali. Purtroppo l'individualità sta cedendo sempre più il passo a un esasperato individualismo comandato da chi ci vuole semplici automi facili da manovrare  nel nome di una supremazia sottile di cui ancora pochi hanno coscienza.

 

Ippolita Sicoli
Ippolita Sicoli
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