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L'EVENTO. ''Nika - Vite da strada''. Il nuovo film di Mirko Alivernini

Per entrare nella vita degli altri occorre semplicità.

VIDEO: "Nika Vite Da Strada" Trailer (Di Mirko Alivernini)

 

È quanto è emerso nel film di Mirko Alivernini “Nika - Vite da strada" presentato giovedi 23 gennaio alle ore 21 a Cinecittà nella sala Fellini, in doppia intelligenza artificiale. Una espressione grossa in rapporto a quello che rappresenta in sintesi. Un film girato completamente con uno smartphone che consente di cogliere ravvicinatamente e dall'interno la complessità delle azioni raccontate senza filtri e sofisticazioni imposte dal cinema hollywoodiano.

Il cinema va avvicinandosi sempre di più alla realtà filtrandone aspetti prima insospettabili. Alla semplicità dei mezzi fa da contrappunto una società che rivela il doppio filo di dolore e tragicità che coinvolge la donna nei suoi aspetti più sorprendenti. Alla debolezza di un capofamiglia inesistente sopperisce la figlia, pugilessa, che nei combattimenti riscatta la dignità sua e della madre finite in pugno a uno squallido personaggio, un usuraio senza scrupoli. Il finale forse scontato avrebbe potuto portare ad altre soluzioni immaginative e perlustrative.

Nella lotta tra donne piegate dalla vita non può esserci un'unica vincitrice, se non nella riscoperta della propria invincibilità in nome di un ritrovarsi empatico che le farebbe essere l'una il riflesso dell'altra. Ma questa sarebbe un'altra storia in una realtà sempre più compromessa da una brutalità estrema che non risparmia donne e bambini. L'intelligenza tecnologica ci sta portando sempre più verso l'assenza di quella civiltà umanistica e sempre più vicino a un rettilianismo a spese dell'anima e delle emozioni sane che ad essa conducono. È questa la sfida che il mondo di oggi lancia a quello di domani.

Perire schiacciati da un progresso che è in realtà sconfitta, oppure dominare con l'intelligenza del cuore ogni aspetto. E allora, in questa luce la Nika del film "Nika - Vite da strada", suggerisce la Nikita di Luc Besson nella sua fase di redenzione. Ancor più richiama la classica Nike, dea della vittoria, esprimendo nella sua complessità, grazie alla convincente interpretazione dell'attrice Noemi Esposito, la necessita’ di una società a misura di donna, alla quale donna spetterebbe il compito di risollevarla dalle ceneri.

 

Ippolita Sicoli
Ippolita Sicoli
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