L'INTERVISTA. La pittura dell'anima e l'anima nella pittura. Adolfo Atmabodh Magnelli e l'arte come consapevolezza
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L'INTERVISTA. La pittura dell'anima e l'anima nella pittura. Adolfo Atmabodh Magnelli e l'arte come consapevolezza

L'Arte sentita è  diversa da quella percepita.

L'Arte sentita e poi trasferita di propria mano nel Reale e' un percorso nella fitta oscurità che porta poi all'emersione di ciò  che abbiamo dentro. Si può  soffrire e da qui creare fiori se si coltiva il seme della speranza che è sintesi di sogno e visione. Parallelamente esiste l'arte decorativa che piace e si esprime sul piano estetico. La ricerca del Bello sfocia quindi in diverse sfumature che curano e guariscono, raccontano porgendo agli altri una diversa visione del mondo. L'Arte piu’  profonda è  raffigurazione e trasfigurazione e attraverso il Bello conduce a un Bello maturo e consapevole. L'intervista che propongo in quest’articolo  ha come protagonista chi vive in modo autentico e completo il rapporto con la pittura e spoglia le forme della loro pesantezza per cogliere la dimensione eterea che in esse vibra. Adolfo Deva Atmabodh Magnelli è  un pittore cosentino che opera nella sua città con la quale ha costruito un rapporto critico e dinamico. Ha partecipato a numerosi appuntamenti culturali e mostre. Tra queste ricordo la prima Biennale d'arte internazionale di Palermo in agosto 2012 con critica e cura di Vittorio Sgarbi e la personale di pittura in maggio 2010 al Red Gate gallery di Londra.

Adolfo, come è iniziata la sua passione per la pittura?

"A posteriori posso dire che in passato il mio percorso artistico non ha coinciso, se non a tratti, con la passione per la pittura. Infatti, passione e pittura raramente hanno convissuto in me per via dell’entità della prima che spesso impediva ogni tipo di azione coordinata. Posso, con onestà, affermare che la mia passione per la pittura iniziò nel 2004."

Il nome Deva Atmabodh lei lo ha acquisito in India a seguito di un lungo percorso su se stesso. Ce lo vuole raccontare?

"Come per la maggior parte delle persone (il termine ‘persona’ lo intendo come ‘maschera’) la famosa crisi di mezza età prima o poi arriva. E per la mia persona arrivò nell’ottobre del 1998. La crisi si manifestò con tutta l’intensità necessaria per incrinare maschera e corpo fisico. Grazie a questa crisi (il termine ‘crisi’ lo intendo come ‘scelta’) entrai in contatto con una parte di me che, suggerendomi un percorso, mi spinse a ricercare il Me Stesso oltre la maschera. Percorso che mi portò dapprima a vivere un’esperienza di 15 giorni in un deserto Messicano e poi in India, luogo che frequentai per tutti i dieci anni a venire. Lì venni iniziato alla Meditazione. Una rinascita sotto il nome di Deva Atmabodh."

Dal 2004 lei è  un  pittore professionista che collabora con un'associazione di Cosenza. Lei ritrae soggetti vari e lavora molto sul figurativo. La particolarità di molte sue opere consiste nell'incontro tra le figure maschile e  femminile in chiave contrapposta,  che ricorda il simbolo del Tao ed esprime l'intensità  dei rapporti amorosi. Cos'è per lei l'amore?

"In opposizione alla Paura, Amore non è per me da intendersi in quanto emozione, ma come luogo all’interno del quale gli opposti esistono e si completano naturalmente. Non un luogo terzo, ma un luogo onnipresente e onnipervasivo. Paura è chiusura a tutto ciò, Paura è Amore non manifesto. Il termine paura è correntemente usato per indicare un’emozione che origina dal cervello cosiddetto rettile, luogo preposto ai meccanismi di difesa inconsci."

Lei è un artista che ha maturato una lettura cosciente del mondo e s'interessa dei meccanismi che caratterizzano l'economia. Cio’  lei lo ha espresso iniziando a dipingere banconote. Come nasce tutto questo?

"Avendo compreso che le crisi altro non sono se non opportunità di cambiamento, nel 2008 iniziai ad indagare sui vari aspetti dell’economia, su cosa sono i soldi  e su quali fossero stati i processi che generarono la crisi che in quel periodo faceva sentire la sua presenza in Europa. Mi sentii spinto ad utilizzare la pittura a completamento dell’acquisizione di informazioni a riguardo. Stabilii le dimensioni dei dipinti che avrebbero ritratto le 500 euro (due metri di larghezza) e progettai gli altri in proporzione con quelle reali. Da qui cambiai il mio percorso pittorico investendo sempre più tempo nella realizzazione di tali opere."

Dopo aver conseguito il diploma di maturita’ al liceo artistico, lei lavora come vetrinista. Poi, cosa le accade?

"Un percorso travagliato. A diciassette anni iniziai come caricaturista, poi mi dedicai all’allestimento di vetrine, A venticinque anni aprii un pionieristico studio di computergrafica & arte, occupandomi di animazioni bidimensionali, loghi per aziende, scenografie e illustrazioni per agenzie di pubblicità. Nei primi anni novanta lavorai come grafico illustratore per una agenzia di pubblicità. All’inizio del nuovo millennio aprii a Cosenza un ristorante vegetariano con annessa sala di meditazione dove venne a crearsi il mio primo gruppo di meditazione. Successivamente aprii un centro benessere olistico dove misi in pratica gli insegnamenti ricevuti in India e in accademia. Contemporaneamente mi occupai di organizzare viaggi di meditazione per Europei in India. Nel duemilacinque divenni socio di una associazione che si occupava di divulgare e incentivare l’arte, dove iniziai a vendere i miei dipinti e dove ebbi la possibilità di insegnare pittura a folti gruppi di allievi nell’arco di sette anni. Successivamente divenni presidente di una nuova associazione culturale dove è tuttora ubicato il mio atelier e dove continuai ad insegnare pittura e tecniche di meditazione, portando avanti un gruppo ad oggi ancora operativo."

Ci racconta la sua esperienza  nell'Accademia della Consapevolezza? È  una  struttura particolare, di cosa si occupa?

"L’accademia mi ha dato l’opportunità di razionalizzare le esperienze sottili vissute durante i lavori e gli insegnamenti ricevuti dal Maestro. In accademia seguii  i corsi necessari per diventare operatore olistico ad indirizzo energetico, acquisendo diverse tecniche con cui operare tra le quali la lettura dei chakra e l’armonizzazione dei flussi all’interno del nostro campo energetico nell’ottica di una visione mistica che descrive il mondo come proiezione della nostra interiorità."

Tutto e’ iniziato con le visioni che lei aveva da bambino e che le sue esperienze in Messico e in India l'hanno aiutata a comprendere e non più  a subire. Questa chiarificazione quanto è  presente nelle sue opere?

"Non c’è separazione. Ogni dipinto, anche il più semplice, reca in sé l’intensità e la forza della vita, resa attraverso la vibrante trama soggiacente l’opera."

Le visioni al presente continuano?

"Le visioni non sono più quelle eclatanti vissute da ragazzo. Ho messo in pratica una disciplina interiore che permette di canalizzare le energie per poi utilizzarle come strumento con cui operare sia a livello pittorico che in quello terapeutico."

Lei ha lavorato sui corpi sottili. Ci spiega cosa significa?

"Il corpo fisico è, nella cultura indiana, solo uno dei corpi di cui siamo composti. E’ semplicemente quello più visibile e tangibile mentre gli altri, sono via via meno visibili, se non accedendo ad una diversa modalità del ‘vedere’. Essi offrono all’essere umano la possibilità di percepire altre dimensioni tra le quali quella emotiva, quella mentale, spirituale, ecc.. Lavorare sui corpi è importante per poterne migliorare la naturale funzione. Lavorare sui corpi degli altri, proprio per il principio di unità del tutto, equivale a lavorare sui propri."

Lei ha vissuto in modo conflittuale il  rapporto con la sua città perché  in essa non si riconosceva. Nel tempo ha maturato un approccio diverso con Cosenza?

"E’ vero, ho avuto grandi difficoltà. Alcune realtà interiori, in alcune occasioni, si manifestavano alla mia coscienza lasciandomi intuire quanto diverso fosse il mondo esterno da quello interno. E’ altrettanto vero che, essendo l’esterno proiezione dell’interno, mi è bastato scoprire e accettare alcune delle brutture che albergano in me per armonizzare alcuni dei principali flussi di energia che descrivono il mondo alla mia coscienza e così ritrovare la medesima coerenza in quello che attualmente mi circonda."

Stiamo vivendo un momento difficile nel quale secondo lei all'isolamento andrebbe contrapposta l'aggregazione. Ci descrive questo suo pensiero che contiene al suo interno esigenze  profonde?

"C’è un tempo per ogni cosa. Se sono disgregato dentro, come faccio ad aggregarmi fuori? E’ il momento di gettare le ‘maschere’, di recuperare il tempo perso e lavorare su se stessi. Ora abbiamo tutto il tempo che ci serve. E’ necessario lavorare su di noi per realizzare un futuro comune basato sulla solidarietà e sulla crescita individuale."

L'artista di oggi non  e’ più  l'individuo avulso da tutto. È  colui che con la dote intuitiva  dei  colori si cala nelle discordanze delle cose alle quali contrapporre un'armonia superiore che emerge dopo percorsi di saggezza. L'artista sensibile instaura una relazione empatica con le anime affini insieme alle quali lavora a un mondo migliore. Adolfo appartiene alla schiera degli artisti sensibili. A lui e alla sua attività i migliori auguri da parte mia e della Redazione.

 

Ippolita Sicoli
Ippolita Sicoli
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