La lama tagliente della verita’ nella Letteratura di confine . INTERVISTA allo scrittore Charles Vas
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La lama tagliente della verita’ nella Letteratura di confine . INTERVISTA allo scrittore Charles Vas

Dietro l'arte si nascondono personalità forti. L'arte in tutte le sue espressioni denuda ciò che la società tende a camuffare.

L'artista, per quanto volubile o apparentemente disordinato possa apparire, ha dentro di sé un nitore o comunque una strada che lo guida. L'artista è il funambolo, colui che si mantiene in equilibrio con le proprie forze in un mondo che oscilla tra la confusione e l'ordine, tra la materia e lo spirito. Tra la realtà empirica e la magia. Lui è la stella ferma in un mondo distratto e che vacilla. È il pianeta Venere immoto nella foschia crepuscolare. Chiaro limpido, strano pianeta che sembra una stella.

L'artista che sto per introdurre e’ uno scrittore.

La scrittura è una porta sull'altrove. Serve a recuperare l’ordine all'interno del proprio immaginario e a reinterpretare il disordine esteriore decodificando messaggi che siano utili anche agli altri. Lo scrittore ha una nobiltà che per essere esternata ha bisogno di cogliere il riflesso degli altri e di reinterpretarlo tramite personaggi frutto della sua invenzione. Lo scrittore Charles Vas in questo si distingue. Dai suoi romanzi lascia trasparire la capacità di essere andato ben oltre la sfuggenza della vita nei suoi aspetti piu’ comuni. Tramite uno stile fantasioso che si muove tra il realismo magico e il surrealismo contemporaneo, riesce a porgere in chiave romanzata la sua visione ben delineata della realta’ e del dissidio bene-male.

Grande viaggiatore non solo nell'anima e appassionato di arte pittorica, si è confrontato con svariate esperienze professionali.

Charles, lei è conosciuto dai lettori come Charles Vas. Come nasce questo pseudonimo?

“Charles Vas è il protagonista del mio primo romanzo che dal secondo mio libro e’ diventato autore. Il nome Vas nasce come acronimo di “vita, amore, saggezza."”

Interessante questa corrispondenza che ritorna ridondante in tutti i suoi romanzi come un'eco . Per prestare fede alla sua richiesta, il nome e il cognome biografici non li rivelerò. Lei nasce in Sicilia, vero?

“Sì, sono nato in un paese alle pendici dell'Etna ma vivo da tanti anni ormai, a Milano.”

Com'è nata la passione per la scrittura?

“Mi trovavo per lavoro in Bielorussia e un giorno mi dovetti spostare in taxi dalla capitale fino al confine con l'Ucraina. Ecco, durante quel viaggio di 455 km ho iniziato a scrivere. Andando, vedevo alla mia sinistra il paesaggio rurale e alla mia destra invece, i divieti costanti di accesso con il simbolo della radioattività. Io percorrevo la strada di confine tra la vita e la morte. Nel viaggio di ritorno chiaramente i due opposti erano invertiti.”

Come mai si trovava in Bielorussia?

“Per la costruzione di una scuola finanziata da un mio conoscente. Ero andato per suo conto a verificare i lavori. Nella vita mi occupo attualmente di consulenza aziendale.”

Charles, a quale dei suoi romanzi si sente particolarmente legato?

“All'ultimo che è uscito una settimana fa sempre prodotto dalla Yucan Print. In questo romanzo dal titolo “Il giocatore di scacchi" compaio io con la mia storia. Il libro è per metà costituito da fatti veri che lo legano a me e al mio vissuto. Il protagonista e' un uomo del Sud, cresciuto dai frati e via dicendo. Il resto è invenzione.”

Nella sua vita ricorre l'immagine della strada che separa in modo netto una realtà dall'altra, anche se nei suoi romanzi la linea del tempo non percorre solo il verso di andata, è una pista in cui si va e si ritorna e ci s'incontra, aprendo svariate interpretazioni sulla coordinata del tempo. Qual è la sua visione della Storia?

“La Storia io la concepisco come una spirale. Ha un inizio e una fine.”

Si è mai trovato tra la vita e la morte?

“Sì, mi è capitato una volta. Ero alla guida della mia auto a 120km all'ora, quando mi colse un colpo di sonno. Riaprii gli occhi e mi ritrovai fuori strada. La lucidità prese il sopravvento sulla paura e riuscii a svicolare dall'abitacolo. Fortunatamente non avevo la cintura di sicurezza, altrimenti non ne sarei uscito illeso.”

A mente lucida ha riflettuto sull'accaduto? Quale conclusione ha tratto?

“Passata la paura torni a riflettere e realizzi che se sei vivo è perché ancora non era il tuo momento. Ogni persona ha il suo destino.”

Chi e’ Dio per lei?

“Io non ho una visione di Dio, per me esistono gli dei. Ha presente gli dei dell’Olimpo? Ecco, io credo in quel tipo di deità. Nel mio primo romanzo “Il gioco degli Aram" gli dei sono i creatori degli uomini.”

Cosa pensa degli alieni?

“Gli alieni per me siamo noi stessi in una fase più evoluta e da li' abbiamo creato noi stessi. Anche in questo si riflette la mia visione ciclica della storia.” 

Charles, la sua visione ciclica della storia si esprime anche a riguardo di questa pandemia. Ci vuole spiegare?

“Certo! Il virus è una cosa naturale, ciclica, che ritorna ogni sessant'anni. La prima pandemia risale al 1918, la Spagnola, poi, nel 67 o 68 troviamo un'altra grande pandemia che solo in Italia causò 20.000 morti e durò fino alla scoperta del vaccino che è lo stesso che usiamo tutt'oggi come antinfluenzale. È interessante come tutte le epidemie provengano dal pipistrello.”

Charles, ci spiega meglio quest'ultimo concetto?

“Sì, parto dal presupposto che per capire il presente occorre conoscere bene il passato. Premesso questo, continuo dicendo che il pipistrello in questione è la volpe volante la quale si nutre solo di frutta e ha la caratteristica di contenere al suo interno il Coronavirus di cui è veicolo. La febbre suina, l'ebola... tutte le grandi epidemie nascono dalla volpe volante."

“Interessante. Sembra quasi che a veicolare la paura della morte sia l'ibridismo. Lego questa teoria ai simboli antropomorfi e teriomorfi diffusi anticamente e riemersi nel Medioevo nelle sembianze di ippogrifo, Baphomet, di Viverna e nelle figure che ritroviamo nelle cattedrali gotiche. Al di la' del significato esoterico iniziatico, tali simboli esprimono lo spirito della cultura medievale fortemente condizionata da epidemie come quella della peste e della lebbra. I simboli antropomorfi quasi grotteschi che ritroviamo sulle facciate esterne delle cattedrali gotiche francesi, così come sulle guglie proteggono e respingono le forze del male cagione di malattie e di epidemie. E ci aiutano nella comprensione che siamo ciò che riteniamo, così come altro che ci ricongiunge all'inesplorabile e all'irrazionale, come ben indicano il numero 6 e la stella di Davide. Sempre al simbolismo ibridico leghiamo le comparse dell'uomo falena avvenute in America nel 1966 ad anticipare la pandemia del 67 e del 68. Charles, che rapporto ha lei con i sogni?

“Sogno come tutti ma da sveglio dimentico tutto. Solo in due casi mi è capitato di ricordare nitidamente quanto avevo sognato.”

Ce li racconta?

“Il primo fu un vero e proprio incubo. La sera prima ero andato a una festa e qui presi a scherzare su Dio e sul demonio. Quella notte si presentarono entrambi toccandomi le spalle, l'uno a destra e l'altro a sinistra. Intimorendomi mi dissero di non parlare più male di loro, altrimenti me l'avrebbero fatta pagare. Mi sono risvegliato tutto sudato e con la percezione che loro in realtà fossero due fratelli.”

Lei lega l'incidente a questo incubo?

“Probabilmente, se non avessi rispettato la loro volontà, sarei morto. Nel secondo sogno mi trovavo alla guida di una 127 grigia in pieno deserto. Faceva molto caldo e avevo la gola secca. Guidavo inseguito da una 127 con a bordo quattro uomini. Nel deserto all'improvviso spunta un chiosco con un uomo che mi da' da bere una bottiglia di acqua ghiacciata. Bevo e accanto a me spuntano i quattro della 127 che volevano uccidermi e ai quali dico di lasciarmi stare. Loro mi rispondono di stare tranquillo e che mi avrebbero seguito fino alla fine.”

Un sogno interessante da cui emerge il numero 6 che ritroviamo nella stella di Davide. Come sopra così sotto, il 6 e' anche il numero dell'unione dei due mondi che sono l'uno il riflesso dell'altro. Lei, Charles, quali conseguenze ha tratto da questo sogno?

“L'uomo ha due piedi per mettere entrambe le scarpe e poter camminare sia in una dimensione che nell'altra.”

Ottima risposta. A parte i sogni che ci ha raccontato, lei è stato partecipe di un fatto particolare, vero?

“Sì, ero a Monza a casa di amici. Nell'appartamento di sopra si stava preparando una seduta spiritica e i miei amici decisero di partecipare. Io mi astenni, come avevo promesso nel sogno prima raccontato. L'indomani mi chiamò un mio amico dicendomi che la moglie la quale aveva partecipato alla seduta, si comportava stranamente e parlava con voce maschile. Mi precipitai da loro e rimasi inorridito. Passò del tempo e siccome lei non si riprendeva, tramite conoscenti presi contatto con un esorcista che si trovava su una montagna vicino Bergamo. Il rito andò bene e lei ritornò quella di sempre ma non ricordava assolutamente nulla della seduta spiritica, ne' delle successive stranezze. Chiesi informazioni all'esorcista il quale spiegò che durante la seduta spiritica in lei era entrata l'anima vagante di un giovane morto in un incidente di moto. Avendo trovato una persona buona e altresì debole, si era insediato nella sua anima.”

L'uomo è in viaggio sul percorso che gli è stato affidato. A lui la scelta se sbandare o proseguire lungo la strada. È giusto sapere che ad ogni scelta corrisponde una reazione imprescindibile e di fronte alla quale ci mostriamo tutti impreparati. eccezion fatta per coloro che mantengono l’equilibrio anche negli sconfinamenti. 

Questa intervista è stata l'occasione non solo d'incontrare uno scrittore talentuoso e originale, ma anche di toccare argomenti che non tutti sono in grado di affrontare con estrema tranquillità e in pace con se stessi. A Charles e alle sue prossime pubblicazioni i migliori auguri da parte mia e della Redazione.

 

Ippolita Sicoli
Ippolita Sicoli
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