Superiorita', Diritto e Liberta' nell'epoca delle distrazioni di massa
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Superiorita', Diritto e Liberta' nell'epoca delle distrazioni di massa

nell'epoca delle distrazioni di massa

l'Opinione
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Sul concetto di superiorità ci sarebbe molto da discutere in quanto in questo tempo se ne fa un uso eccessivo, spesso arbitrario associato al principio di discriminazione e di selezione etnica a mio avviso morto e sepolto.

Superiorita', Diritto e Liberta' nell'epoca delle distrazioni di massa
Superiorita', Diritto e Liberta' nell'epoca delle distrazioni di massa

 

Spesso si fa riferimento ed erroneamente all'età della guerra e in negativo, correlandolo alla fine del Kali Yuga, l'Eta’ del Ferro e della Guerra, secondo la cultura indù, e al successivo ritorno dell'Età dell'Oro o del Kalki con la discesa di un Avatar e della sua corte di grandi maestri. In realta’, a ben guardare c'e' un travisamento deleterio per la cultura di tutti i popoli su quello che è il concetto di guerra e sulla sua più o meno opportunità.

Un tempo gli uomini combattevano e le mitologie si fondano su ideali di conquista e o di conservazione. Oggi tutto questo è tramontato come conseguenza dello stato di apatia e di lassismo che diffusamente ci governa. Il concetto di libertà dunque, non sempre va legato alle condizioni di pace perché la pace per essere tale ha bisogno dell'applicazione dell'ideale di giustizia assoluta adesso più che mai latitante o offuscata.

C'è malessere ma non riusciamo ad alzare le armi. Quando l'uomo cessa di combattere, entra in una condizione di estrema pericolosità perché pronto a scagliarsi contro il primo grido che gli giunge inteso come nemico. Purtroppo questo discorso è molto attinente a quanto succede nel nostro Meridione. È bastata la sparata dello spocchioso di turno ad accendere nel Sud quei sentimenti di acredine e di permalosità evidentemente mai superati perché mai affrontati seriamente. Ancora più ridicole della sparata di Feltri le reazioni di chi, sentendosi punto nell'orgoglio ha richiamato all'appello la Magna Grecia con Pitagora e tanti altri illustri personaggi che non ci sono più, perché altri erano il tempo e la civiltà che li ha destinati a fiorire.

Incomprensibile davvero è l'ascesa di denunce da parte dei Meridionalisti feriti e della Magistratura che ha preso a carico provvedimenti giudiziari contro il giornalista Feltri invitato in trasmissione allo scopo di aizzare gli animi nel ruolo di provocatore. Incomprensibile certo, se paragonati al silenzio di chi per nulla si muove contro la condizione repressiva in cui siamo precipitati tutti. La prevaricazione del senso dello Stato sui diritti dei cittadini dovrebbe spingere Meridionalisti e Neoborbonici a scendere in piazza più che per le frasi di un Feltri macchietta che, tutto sommato, a modo suo vorrebbe un Sud più sveglio e meno addormentato ad esempio sulle questioni sociali che vanno trascinandosi di epoca in epoca.

Dove sono più le lotte operaie? Se qualcuno si permette di scendere in piazza, subito viene additato ad avanzo di centri sociali o ad immigrato clandestino, classificazioni inopportune per chi declama seri diritti alla libertà. Purtroppo... non c'è alcuna guerra e non ha senso parlare di libertà.

La libertà è a prescindere e pertanto dovrebbe essere sempre chiara e trasparente dinanzi agli occhi e nella mente di tutti. La libertà ha una struttura cristallina e se c'è qualche dubbio, in libertà non si è. Non è un diritto, è uno stato naturale sul quale va applicato lo stato di diritto. Rammarica molto constatare che proprio tra le leve della Sinistra (un tempo battagliera sul fronte delle conquiste sociali e della conservazione della libertà in relazione alla democratica distribuzione delle risorse anche economiche) oggi si sia alzato un muro enorme. Il sostegno a pieno titolo rilasciato e accordato a una esasperata incentivazione della tecnologia deriva proprio dalle leve di una Sinistra ormai spersonalizzata e ultafrazionata che non si riconosce più negli ideali di partito risalenti a un'epoca in cui la lotta politica passava decisamente attraverso l'attivismo individuale e personale. I partiti nascevano tra persone che condividevano un disegno comune costruito su basi imprescindibilmente ideologiche, mentre oggi con l'avvento dell'era dei movimenti, assistiamo a masse di soggetti ognuno in corsa per conto suo e quindi, facilmente pressabile e incomprimibile da una regia di regime.

La verità sociale va costruita partendo dall'uomo, in base ai criteri sui quali agisce la volontà e oggi non c'è alcuna verità da conservare e per cui lottare. La Verità e’ la Libertà e oggi abbiamo da addormentati decretato la fine della Libertà, consegnandola a un potere ignoto che però ha responsabilità e nomi e cognomi. Non sarebbe dunque il tempo di far valere i nostri diritti?

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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