La sacralità della Natura tra conservazione e tramandamento. INTERVISTA al dott. Massimo Giovanni Lodovico Vignati
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La sacralità della Natura tra conservazione e tramandamento. INTERVISTA al dott. Massimo Giovanni Lodovico Vignati

La Natura è depositaria del nostro più alto sapere. La Natura è vastità e concentrazione e nel rispetto di questo principio siamo tutti fratelli. La Natura è fissità e rinnovamento e in ciò si esplica la sua Sovranità.

L'antico patriziato romano assunse la Natura a modello d'ispirazione, per quegli attributi di continuità e trasmissione che riscontriamo agli albori della nobiltà. Il concetto di trasmissione è di per sé edificante se associato al principio di tradizione che ha permesso di realizzare un discorso di continuità perseverante dall'origine della cultura antropica. Cultura e Coltura hanno la stessa origine etimologica e si ritrovano in età augustea nelle opere di Virgilio. La cultura trae ispirazione dalla coltura che richiede dedizione e cura. Tale discorso traslato all'uomo rappresentato in chiave simbolica dall'albero, espande gli orizzonti della realtà umana desiderosa di misurarsi con nuovi territori da esplorare.

Il territorio dello scibile si confronta con le proprietà immaginative dell'uomo portato a varcare i recinti delle proprie conoscenze per orientarsi verso il nuovo e il futuro partendo dalle radici in cui si riconosce e tramite le quali acquisisce un senso il suo anelito di espansione. Proprio su questi temi è incentrata l'intervista di oggi. Il protagonista, il dott. Massimo Giovanni Lodovico Vignati attraverso il suo personale radicamento nella cultura rurale è riuscito a sviluppare e a condurre la sua attività all'interno dell'azienda di famiglia, proiettandosi verso un futuro che contempla il principio di un ritorno concreto all'esperienza accumulata e trasmessa da lunghi secoli. La persona del dott. Vignati è un concentrato di cultura classica e di cultura scientifica. Laureatosi in Scienze Politiche con indirizzo Storico, è attualmente iscritto al Corso di Laurea in Storia Medievale presso l'Università Statale di Milano.

Dott. Vignati, lei sta facendo della sua prestigiosa tradizione di famiglia una grossa realtà non solo economica, da protrarre guardando al futuro. Mettendo insieme quanto la sua famiglia ha appreso e trasmesso nel corso del suo cammino storico generazionale e delle competenze acquisite, è riuscito ad assicurare un'impronta nuova e verginale all'azienda.

“Si’, in un certo senso mi sono reinventato recuperando il passato. Così ho dato vita a una produzione altamente esclusiva di articoli enogastronomici che ricalcano fedelmente le ricette segretate proprie della mia famiglia. I prodotti nostri sono pertanto unici al mondo e non conoscono concorrenza.”

Dott. Vignati, le ricette si riferiscono a un determinato seppur vasto arco di tempo storico.

“Esatto. Coprono tre secoli, dal 1400 al 1700. Pertanto fanno riferimento a un'epoca interessante sotto il profilo filosofico culturale caratterizzata dall'impronta alchemica nella ricerca di rimedi medicamentosi.”

Interessante. Questi riferimenti a giusta ragione da lei enunciati conferiscono ulteriore pregio ai prodotti e racchiudono quello che è lo spirito dell'uomo sbilanciato alle soglie del Rinascimento verso l'interesse per la Natura e i processi intrinseci disvelati dal rifiorire della scienza alchemica. Il Naturalismo Filosofico che inaugura il Seicento serba i principi di conservazione e rigenerazione propri della Natura recuperati attraverso i testi classici come “Le Metamorfosi” di Ovidio accostati al Neoplatonismo di Marsilio Ficino alle soglie del Rinascimento. I prodotti della sua azienda offrono la possibilità di accostarsi a questa tradizione di incommensurabile valore.

“Sicuramente. I nostri prodotti sono un concentrato di saperi molto antichi che tengono conto dell’impostazione culturale dei tre secoli su citati e dell'influenza alchemica del tempo.”

Ciò si evince dalle proprietà medicamentose dei suoi prodotti.

“Sì, anche se oggi queste proprietà non sono più da noi considerate non trattandosi i nostri prodotti di farmaci, però gli ingredienti usati sono rimasti gli stessi. I prodotti Conte di Lodi rientrano a pieno titolo nella fascia alta Luxury e vantano una distribuzione di tutto rispetto all'estero, in Paesi come la Gran Bretagna, gli Emirati Arabi, la Russia, la Cina, l'America e il Nord Europa. Gli ingredienti sono rigorosamente tutti autoctoni. Presto immetteremo sul mercato lo Spetiatum de’ Vignati che è un vino aromatizzato a base di San Colombano DOC - addizionato ad una soluzione alcolica e spezie pregiatissime del 1510-1515, usato all'epoca come medicamento. La Famiglia Vignati è antichissima ed è  originaria di Lodi Vecchio. Prime testimonianze nel 760 d.C..”

Lei ha condotto una ricerca molto meticolosa nell'archivio di famiglia.

“Sì, sono partito dall'analisi dei testi scritti, tramandati che comprendono al loro interno il novero degli aspetti organolettici degli ingredienti presenti nelle ricette.”

L'amore e il rispetto per la storia di famiglia l'hanno portato a prendere l'ulteriore titolo di archivista.

“Sì, io nutro un grande rispetto per la storia della mia famiglia che è connessa alla storia di tutto il territorio. il forte interesse per la tradizione della mia famiglia non va inteso pero’ come pretesto di gloria e vanto frivoli. È un legame profondo e per questo suscita sentimenti di rispetto e ammirazione.”

Certamente, e traspare dall'umiltà e dalla sobrietà che la contraddistinguono insieme all'amore per la Natura e la terra, di cui parleremo a breve. Le proprietà dei prodotti sono riportati nella brochure all'interno della confezione.

“Sì. A tal fine mi avvalgo della collaborazione di un enologo e di un sommelier che soppesano proprietà e profumi. Pertanto i prodotti dell'azienda non sono reperibili nei comuni punti di vendita, bensi’ vengono affidati alle rivendite dell'Excelsior. Li proponiamo come assaggio in determinate campionature, ma non li immettiamo nella grande rete di distribuzione.”

Parliamo ora di un pregiatissimo pane di produzione della sua azienda. 

“Sì. La Vignatia è legata alla figura di un mio antenato, Giovanni, che nel 1413 ospitò nel Palazzo di Famiglia il Re dei Romani Sigismondo di Lussemburgo convenuto a Lodi per incontrare l'Anti-Papa Giovanni XXIII (al Secolo, Baldassarre Cossa). È un pane particolare per forma e colore, che noi presentiamo in una confezione di pregio e raffinatezza impeccabili. La scatola è in alcantara - la torta è avvolta da un prezioso Lampassetto, su disegno della marsina del mio antenato, filato appositamente per CONTE DI LODI dalla Storica Tessitura Bevilacqua di Venezia.”

Tra gli ingredienti dei suoi prodotti trovano spazio anche la rosa di Damasco e altre materie prime esclusive, triturate al mortaio. 

“Sì. Attraverso di essi è possibile risalire alla storia della mia famiglia e del territorio che la riguarda, pertanto c'è una filiera di produttori che mi affianca, dall'inizio alla fine ben studiata e seguita. Un punto in più a favore dell'eccellenza dei nostri prodotti è costituito dagli antichi e frugali strumenti usati, come appunto il mortaio. Rispettiamo anche i processi di lavorazione e artigianali, ripresi e trasferiti al tempo di oggi.”

Dott. Vignati, lei è il Presidente dell'Associazione Vignati Cadamosto molto attiva nel territorio lodigiano. Ci parli degli scopi che si prefigge.

“L'Associazione e’ improntata alla valorizzazione del territorio lodigiano e si prefigge l'obiettivo di creare sinergia tra ricerca e territorio. I membri del consiglio direttivo sono tutti facenti parte della Pontificia Università Lateranense, del Politecnico e dell'Università Statale di Milano. I collaboratori esterni sono tutti archivisti o storici o ricercatori.”

Il discorso che lei conduce all'interno dell'Associazione esprime appieno il suo pensiero che si riflette nella sua etica personale e professionale che l'ha portato a compiere una scelta dai risvolti politici alquanto interessante.

“Certo! Mi sono iscritto al M.I.C. che e’ la sigla dell'organizzazione politica Italia del Cuore presente dal 2015. Nel 2018 ha partecipato alle elezioni politiche per l'assegnazione della Camera dei Deputati. È un partito che ha subito l'ostracismo in quanto ritenuto scomodo. Infatti, in cinque regioni  (Piemonte, Veneto, Liguria, Marche, Calabria) le cui liste sono state ricusate per cavillo burocratico. Il M.I.C. non è nato per protesta, a differenza degli altri che si sono affermati in Italia, e nasce per desiderio dei due soci fondatori che hanno avuto problemi e di malagiustizia e di alienazione genitoriale.”

Da quanto vi aderisce?

“Da un mese circa. In questo periodo di stasi completa ho approfittato per riflettere adeguatamente sugli sfasci politici in corso e sugli accordi assurdi e avvilenti che vedono le parti politiche legarsi a imprenditori e a dubbi faccendieri. In seguito agli ultimi avvenimenti ho maturato l'adesione, non riconoscendomi più neanche nel Centro Destra da me inizialmente seguito.”

Quali caratteristiche connotano l'organizzazione politica Italia nel Cuore?

“Partiamo dal programma politico che ne è lo statuto. A seguire, vanno considerati i vari punti tra cui l'uscita dall'euro, per me fondamentale in quanto intollerabile è la forma di sottomissione e vassallaggio che noi italiani subiamo in tutti i settori. Si aggiungano lo snellimento della burocrazia, la riforma delle pensioni e infine, le serie misure da adottare per contrastare l'avanzamento della povertà che ha assunto proporzioni preoccupanti anche da noi, nel lodigiano. Sono tanti gli insospettabili che di notte fanno la fila per ritirare gli alimentari messi a disposizione dal titolare di un esercizio commerciale sensibile a questo dramma.”

Questi sono alcuni punti ai quali vanno aggiunti i principi di salvaguardia dell'identità e della cultura nazionali.

“Sicuramente. Esiste un progetto di sostituzione etnica a cui noi del M.I.C. siamo assolutamente contrari, così come siamo contrari alla mancata tutela degli anziani che raccolgono i nostri saperi e le nostre radici identitarie.”

Siete critici anche riguardo all'attuale posizione della Chiesa.

“Sicuramente. La mia è una Famiglia di tradizione Guelfa. Essa annovera all'interno della sua storia la presenza di Vescovi, Protonotari Apostolici, Abati ecc... ma oggi non ci riconosciamo più nei disegni dell'attuale papa che sembra assecondare i poteri forti.”

Dott. Vignati, tra i vari punti del programma politico merita la dovuta considerazione il ripristino degli antichi di vita e il ritorno alla ruralità.

“Sì, dobbiamo recuperarci attraverso il recupero della Natura e la riscoperta della naturalità. Tutto questo focalizzandoci sui prodotti locali e autoctoni che scalzerebbero l'economia globalizzata. Chiaramente occorrerebbe una serie d'interventi mirati che riflettessero nuove politiche agricole intelligenti le quali porterebbero a una rivalutazione e riqualificazione dei borghi rurali e storici.”

Una filosofia di vita al contrario.

“Al contrario e di rientro nel piccolo. Il mondo rurale è il piccolo che contiene al suo interno tutto ciò di cui l'uomo ha bisogno, di contro a quello industriale legato all'effimero e dispersivo.”

Giustissimo. Non teme però che questo nuovo assetto economico possa innescare meccanismi di concorrenza sleale tra tutti i singoli produttori?

“No, al contrario! Si svilupperebbe una trama di rapporti in lungo e in largo per tutta la Penisola che soppianterebbe l'attuale economia di sfruttamento, per cui tutti se ne avvantaggerebbero. Chiaramente ci sarebbe una fitta ed efficiente rete di controllo esercitata dallo Stato contro i furbi che non mancherebbero di certo, ma che verrebbero puniti e sanzionati.”

Dott. Vignati, all'interno dell'organizzazione politica ci sono altri imprenditori che conducono il suo discorso?

“Sì. C'è un produttore enoviticolo pugliese, ma non e’ il solo. Tengo a precisare che all'interno dell'organizzazione politica non sono ammessi esponenti di vecchi movimenti o partiti, proprio per evitare il riciclo di soggetti che indirettamente o direttamente hanno contribuito alla degenerazione della politica italiana.”

Lei attualmente che ruolo occupa nel M.I.C.?

“Sono l'R.N.C.R, ossia il responsabile nazionale dei coordinatori regionali. Vengo nominato a seguito delle dimissioni del predecessore Roberto Santino rassegnate il 2 maggio scorso.”

Di tutto il discorso condotto col produttore Vignati voglio soffermarmi su quanto da lui citato meritatamente alle politiche intelligenti, perché di una profondità che richiede adeguate riflessioni in rapporto all'argomento “terra" e “natura". Il termine intelligente propriamente significa leggere dentro o anche leggere in te e presume un approccio empatico con l'universo dell'altro. La Natura si regge su una fitta trama di relazioni ed è ormai assodato che gli alberi tra loro comunichino. Pertanto, sarebbe giusto e costruttivo che l'essere umano recuperasse questa proprietà della Natura. Ciò sarebbe possibile solo agendo all'interno della stessa, come elemento al pari degli altri che veicolano e descrivono la Natura come Cosmo.

Ringrazio anche a nome di tutta la Redazione il dott. Vignati per averci aperto occhi e cuore sul mondo semplice quanto saggio che è quello rurale, pregno di sacrifici, di valore umano e di dignità. Tanto lontano dall'artificiosità a cui siamo diventati avvezzi e tanto invece maestro di vita. A lui e alle sue significative attività i nostri complimenti e migliori auguri.

  

Ippolita Sicoli
Ippolita Sicoli
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