Il sussurro della Verità nel tempo del diverso. ''Premonix'', il corto di Mirko Alivernini
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

Il sussurro della Verità nel tempo del diverso. ''Premonix'', il corto di Mirko Alivernini

Quanto la tecnologia ci aliena dal tempo e dalla realtà? Può il virtuale ricondurci a noi stessi?

Nonostante l'uomo nel presente si trovi spaesato per l'avanzamento del digitale e per la sempre maggiore ingerenza del computer nella sua esistenza, numerosi quesiti agitano i più sensibili a riguardo dell'interazione possibile tra il tempo reale e il tempo virtuale nella scansione delle azioni quotidiane. Il tempo scorre e ci diluisce nel marasma di impegni che ci assalgono e ci assillano. Il tempo ci assorbe rendendoci oramai incapaci di gestirlo e sordi al suo tamburellare continuo. Sono le incombenze a sacrificarci al tempo, piegandoci a suoi sudditi. Il tempo ipnotico e dell'incoscienza ci governa dall'alba dell'eta’ moderna che lo ha portato a separarci dai ritmi naturali legati al lavoro dell'uomo. Con l'ingresso nell'era digitale il tutto si è ulteriormente complicato. L'uomo e di riflesso la sua realtà, sono stati catapultati nel tempo del diverso e dell’assolutamente improbabile che si è imposto come tempo unico in relazione anche all'universo della psiche. Alla routine di chi lavora in ufficio o comunque conduce una vita scialba e priva di emozioni vere, il Virtuale è divenuto quel compagno ideale che da bambini si inventa quando si è soli. Il dramma giunge proprio nel momento in cui ci si accorge che mentre l'amico inesistente è un prodotto della fantasia infantile, il Virtuale è un sistema esterno anche ingannevole, che sembra accontentare e soddisfare le esigenze più profonde dell'anima.

A questo punto diviene d'obbligo chiedersi quanto il Virtuale oggi possa essere utilizzato come mezzo e non fine, e quanto, se usato opportunamente, potrebbe collaborare all'opera di riconduzione dell'uomo a se stesso.

È questo un quesito che chiunque abbia una nitida visione del cielo interiore si pone. L'uomo moderno sembra recalcitrante ad affrontare se stesso e propenso a sfuggire alla minima occasione di un confronto diretto con la propria interiorità. Il regista Mirko Alivernini riesce in tutto questo ad andare oltre, perché già in possesso di quelle risposte basilari che consentono di affacciarsi su altri orizzonti. Mentre il mondo si pone domande sul 5G e sulle probabili interferenze nella qualità di vita di ogni essere vivente, si accende il dibattito a riguardo della neutralizzazione della ghiandola pineale che alcuni studi confermerebbero sede dell'anima. L'anima filtra il tempo che cristallizza nell'istante in cui qualcosa d'inaspettato succede e proprio su questo legame tra l'incombenza dell'elemento nuovo e l'improvviso risveglio dal sonno del tempo, interviene il regista Mirko Alivernini nel suo cortometraggio dal titolo Premonix.

L'inspiegabile si preannuncia sconvolgendo la normalità di una donna giovane e avvenente che si vede scelta e avvicinata da fenomeni paranormali che assumono sempre più i contorni della premonizione e la scaraventano al di fuori della vita superficiale a cui è avvezza. Il forte mal di testa e poi, lo scandire del tempo che si fa sempre più incisivo e accompagna rumori inconsueti, incombono nella vita intima che scorre tra le pareti domestiche della protagonista rappresentata dall'attrice Roberta Aguzzi.

Interessante è l’interrogativo che stimola il regista sceneggiatore Alivernini. È il paranormale ad affacciarsi a noi? O forse, esso parla la lingua delle cantine dell'anima (per usare un'espressione junghiana) che noi abbiamo paura di esplorare? Siamo noi a richiamare i lati oscuri del divino o e’ il divino opportunamente a sceglierci per un qualche motivo a noi sconosciuto? E il divino dove è, se non in noi stessi?

La finestra che sbatte a un colpo di vento improvviso e a seguire la protagonista che si affaccia disorientata, hanno un'impronta hitchcockiana che trasfonde paura e apprensione stimolando la suspence. La voglia di vivere della protagonista avvinta dalla mondanità amareggia, mentre il Coronavirus sparge la morte. Il Presidente Conte alla televisione parla e la morte assume sempre più i contorni del risveglio che utilizza il linguaggio della premonizione.

La superficialità in cui siamo immersi assorbe la nostra vita in un'epoca in cui si è tornati a riparlare del vampirismo in chiave sociale. Non siamo forse vampiri di noi stessi? Ci nutriamo della nostra anima soffocando la sua necessità di essere considerata, ascoltata e nutrita e non di cose fatue, bensì di valori. Allora forse, a questo potrà servire la brutta epidemia, a riporre l'attenzione sull'anima sovente ignorata e calpestata. Per Mirko Alivernini così attento al valore dell'intimità e agli ideali sani che trascendono il significato forte che per lui assume la famiglia, questo corto si prefigge l'obiettivo di scioccare il pubblico, presentando le giuste domande che fermando il tempo di chi ha la capacità di comprendere, così come si ferma il tempo della protagonista, quando preparandosi all'uscita serale, apprende da Debora la morte della madre. Allora tutto acquisisce senso e posizione. Gli eventi e gli oggetti perdono la loro vertigine vorticosa e vengono ricollocati al giusto luogo. Così la statua della Madonna di Lourdes che compare nella scena iniziale nella camera in ospedale, di contraltare al poster della protagonista di una bellezza esplosiva. La statua ritorna in altre scene nel suo silenzio emblematico ed enigmatico perché muto sa essere il sacro e altresì profondo da sconvolgere le esistenze interiori, al punto da tramutare lo sconforto in meraviglia, spalancandoci a una nuova gioia.

Bravissimo Alivernini, bravissime le due attrici. Eccezionale l'accompagnamento di piano nelle musiche che sprigionano suoni stridenti e terribili perché terribile si fa l'incontro tra l'uomo e l'ultraterreno, quando l'anima non è preparata ad accoglierlo.

"Premonix" è un cortometraggio girato in casa al tempo del Coronavirus e non si pone nella prospettiva di chi vuole informare o formare sul convenzionale. In esso respira il carattere di ribellione costruttiva e liberatoria della Verità che e’ sostanza dell'anima e contrassegna ogni lavoro del genio del Cinema moderno, che è attualmente Mirko Alivernini.

  

Ippolita Sicoli
Ippolita Sicoli
Ti potrebbero interessare anche:
home-2-ads-fsp-cca-001