L'INTERVISTA. Stefano Milito. Il mondo dello Spettacolo e il potere di reinventarsi
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L'INTERVISTA. Stefano Milito. Il mondo dello Spettacolo e il potere di reinventarsi

Siamo ciò che creiamo. Attraverso il pensiero creiamo e ci autocreiamo, quindi ci determiniamo.

Per creare occorre pertanto essere, la cosa più facile a cui la Creazione ci abbia chiamati, resa però dall'uomo la più difficile. Il dissidio tra essere e apparire si è snodato nel corso delle civiltà e ha assunto in alcune epoche carattere sostanziale, pendendo talvolta a favore dell'uno o dell'altro monomio. Il rapporto con gli altri è fondamentale nella dinamica evoluzionistica che però da sempre è costretta a fare i conti con ciò che ispiriamo agli altri e sembriamo all'esterno. La realtà è un mondo di specchi in cui ogni immagine si riflette e si infrange dando luogo a nuove percezioni che sempre più vanno alla deriva dell'immagine madre, a volte si spingono talmente oltre da contraddire la matrice originaria. Ciò avviene oggi sempre più frequentemente, al punto che si preferisce l'immagine all'essere. Nei mondi antichi le frivolezze nascondevano sostanze irraggiungibili. Ma è nel tempo che l'evoluzione della conoscenza ha raggiunto livelli di grande disorientamento, sradicando l'uomo dai pilastri della sua umiltà.

Oggi, dov'è più la sostanza? L'emancipazione dell'immagine ci allontana sempre più dal compiuto, portandoci alla deriva di un firmamento che ha smarrito le sue regole. Oggi tutto è finzione e svuotamento e allo spettacolo si preferisce la spettacolarizzazione.

Di questo e altro parleremo nell'intervista a Stefano Milito che dal mondo del basket è approdato a palcoscenici importanti, prestando fede alla sua integrità interiore e ai suoi sogni.

Stefano, nonostante tu abbia solo quarantatre anni, hai raccolto un bagaglio di esperienze notevole per quanto attiene al firmamento della moda e dello spettacolo.”

“Diciamo che ho raccolto molto ma ho anche seminato tanto. Io sono uno che non sta mai fermo e pensa a realizzare molte cose contemporaneamente.”

A differenza di tanti, tu dai importanza alla concretizzazione delle tue idee e questa soprattutto oggi è una qualità rara. Come sei approdato al mondo dello Spettacolo?

“È successo una sera a una cena sociale. Al tavolo a fianco c'erano persone che lavoravano nel mondo della moda. All'epoca non passavo di certo inosservato. Colsi al volo l'occasione e incominciai a lavorare dapprima come modello e poi, avendo acquisito notorietà, sono approdato in televisione alla trasmissione Uomini e Donne della De Filippi, quindi a Domenica In... e sono stato invitato a presenziare a eventi.”

Diciamo che la fortuna e il destino hanno giocato a tuo favore. O probabilmente, è stata la tua personalità ad attrarre l'occasione propizia. La fortuna di avere un bel fisico è stata il trampolino di lancio al tuo successo e alle tue attività.

“Sicuramente il basket ha contribuito a scolpire il fisico. Io parto da lì.”

Vero. E ha temprato il tuo carattere incline a portare a compimento ogni proposito.

“Io sono cresciuto da solo. Mi sono formato da solo e forse proprio per questo difficilmente mi lascio abbindolare.”

Questo lato del tuo carattere quanto ha influito sul rapporto tra te e il mondo dei cosiddetti VIP?

“Il mondo delle passerelle l'ho praticato per ventuno anni. Mi piaceva inizialmente e ho sfilato per grossi stilisti e al fianco di vere top model. Poi ho iniziato a vedere cose che mi hanno in un certo senso disturbato e allontanato. Il mondo della moda è cambiato e in peggio ultimamente.”

Dalla moda allo showbusiness. Il basket ti ha portato a spostarti e a trapiantarti altrove.

“Io sono di origini campane e lo sport prima che la moda mi ha portato a viaggiare e a stabilirmi a Cosenza dove mi sono ambientato benissimo. La Calabria la ringrazio perché mi ha offerto tante opportunità. Non nascondo che amo la Calabria più di quanto la amino i veri Calabresi.”

Tu hai giocato nella squadra di basket del Cosenza. In passato come riuscivi a coniugare gli impegni sportivi con quelli della moda?

“Io sfilavo in estate. Ho partecipato a tournée con personaggi come Gerry Scotti.”

È pesante lavorare nella Moda?

“È pesante perché i tempi sono stretti. Devi essere velocissimo a cambiarti d'abito. Devi spostarti in continuazione e a orari massacranti. Sei costretto a uno stile di vita che ti viene imposto e che soprattutto per una donna diventa pesante a lungo andare. Devi sottostare a diete, a continue cure e massaggi. È un lavoro per il quale la bellezza non è tutto. Devi essere portato.”

I guadagni ci sono?

“Sì, ma non compensano stress e sacrifici. Io ho visto modelle andare letteralmente in tilt a causa dei ritmi sballati, e poi tanta e tanta droga...”

Non ti manca quel mondo.

“Assolutamente no. Ho capito che dovevo lasciarlo e portare avanti me stesso senza alcun obbligo verso gli altri. Ero stufo di ricevere avance da uomini.”

Questo è un aspetto del mondo dello Spettacolo che sconcerta e che altri tra attori e uomini hanno denunciato. Ora di cosa ti occupi?

“Sono manager e organizzo eventi. Insieme a Mario Malizia re Bufala sto organizzando il Festival della Bufala. Lui è il mio collaboratore di fiducia e il mio sponsor. Insieme abbiamo tanti altri progetti in cantiere. Sto pensando di organizzare qui in Calabria il Festival dell'Eros, sarebbe una novità assoluta. Poi c'è il Cinema sul quale sto puntando molto. Ho recitato una piccola parte nella fiction girata in Calabria dal titolo “Come una madre" con Sebastiano Somma e Vanessa Incontrada e sono il coproduttore di un progetto cinematografico imponente che vede la collaborazione di Francia, Belgio e Italia, girato sulla Mafia. Il titolo è Belgian Gangster.”

Quando inizierete a girare?

“Si pensava inizialmente a Settembre, ma il Covid ha bloccato tutto, facendo slittare le riprese a dicembre.”

Questo grosso progetto cinematografico è arrivato dopo quattro lavori importanti, giusto?

“Si tratta di quattro video musicali internazionali che mi hanno permesso di entrare in contatto con professionisti di grosso calibro, aiutato dalle lingue inglese e spagnolo che parlo abbastanza bene. Sono riuscito a portare in Calabria una grossa band americana che qui ha girato con me il suo video.”

Tu sei un manager di eventi. Il mondo della Moda lo vedi da un'altra prospettiva adesso.

“Si’, io creo eventi dalla A alla Z. Spesso m'invitano come giudice a sfilate di medio livello. Purtroppo, la qualità della Moda oggi si è abbassata molto. Si fa tutto con superficialità attualmente.”

È difficile promuovere eventi qui al Sud?

“Diciamo che qui manca il discorso della professionalità. Devi saperti proporre innanzitutto, e mostrare pazienza nel dialogo, perché qui la gente sta iniziando adesso a comprendere certi meccanismi e ad adattarsi a un'altra mentalità. Io ho realizzato ad ora duemila eventi. Sono soddisfatto perché sto contribuendo a far crescere la Calabria.”

Tu sei anche dj?

“No, sono vocalist. L'ambiente delle discoteche mi ha sempre affascinato, ma oggi si corrono troppi rischi.”

Tu mostri interesse anche verso il volontariato.

“Sì. Mi piace fare del bene. Mi aiuta a sentirmi utile. La fama dovrebbe servire anche a questo, a contribuire a un mondo migliore. Sotto Natale io e i miei collaboratori qui a Cosenza abbiamo raccolto giocattoli per i bambini dell'Ospedale Civile. È stata una soddisfazione enorme.”

Cosa senti di voler suggerire ai ragazzi di oggi?

“Di non demordere e di non spaventarsi dinanzi alle prime difficoltà. Farsi le ossa serve per andare avanti, cosi’ come serve fare la gavetta. Nessuno nasce imparato e se vuoi realizzare i tuoi sogni, devi necessariamente apprendere. È anche vero che è inutile insistere laddove non si riesce a spuntarla. Tentare a tutti i costi non sempre è positivo. Occorre sì determinazione, ma se non rendi, devi accettare l'idea di cambiare strada.”

La gavetta forma. Affina lo stile e ti fa capire se il tuo impegno è speso per l'obiettivo giusto. Oggi il desiderio di diventare famosi fa intraprendere strade sbagliate che portano solo a compromessi e a lacerazioni con se stessi spesso inguaribili. Esiste il talento ma spesso non basta. Occorre guardarsi dentro e capire se quello che si vuole davvero e’ l'obiettivo a cui il talento conduce, perché se è vero che di nascita si è portati verso qualcosa, e altresì vero che a monte c'è la persona a cui dare ascolto e quella persona è dentro di noi.

Ringrazio il manager Stefano Milito per averci raccontato le tappe più importanti e significative della sua vita e in anteprima i suoi progetti sicuramente meritevoli di attenzione e plauso. A lui e al suo futuro i migliori auguri da parte mia e della Redazione.

 

Ippolita Sicoli
Ippolita Sicoli
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