Galli, De Luca e la follia ''Rossa'' del Coronavirus
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Galli, De Luca e la follia ''Rossa'' del Coronavirus

Galli, De Luca e la follia ''Rossa'' del Coronavirus

l'Opinione
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Due cose nella vita non hanno prezzo: la verità e la libertà.

Galli, De Luca e la follia ''Rossa'' del Coronavirus
Galli, De Luca e la follia ''Rossa'' del Coronavirus

 

Strano che, proprio nel tempo odierno in cui si elogiano i porti aperti e la democrazia permette a tutti di esprimersi e avere un seguito sui social senza grandi meriti, entrambe in realtà vacillino.

Chi si fa paladino della verità e suo divulgatore dovrebbe essere, per coerenza con i propri valori morali, esente da qualsiasi giro di guadagno, ma oggi non per tutti è così. A quanto pare, proprio i grandi luminari, le vere star televisive degli ultimi tempi, vengono meno a quest'obbligo morale e deontologico, sostenendo il castello di proibizioni e di misure anticovid che lo Stato ci impone. Il terrorismo viaggia velocemente tramite tivu' e radio, trovando opposizione solo sulla rete, di cui troppo pochi in Italia usufruiscono, per voce di chi fa controinformazione in modo sensato e senza lucro.

Galli e gli altri virologi di sostegno al Governo si alternano nei teatrini televisivi, scavalcando la corretta informazione che proprio in Lombardia, negli ospedali sotto la loro direzione, ha violato i diritti alla vita. È strano che tutte le violazioni più significative accadano oggi quando il grande Veronesi dimora nella sua tomba, non che fosse il santo dei santi, ma sicuramente era in possesso di una coscienza etica.

È alquanto strano che questa epidemia che causa da sempre un esiguo numero di vittime al giorno in confronto a quello determinato ad esempio dal cancro, abbia trovato terreno fertile proprio col governo delle Sinistre a maggioranza PD e 5Stelle. Davvero strano che dai loro pulpiti Berlusconi assicuri di essersi ripreso e alla grande, mentre la ben più giovane Lorenzin urli dal microfono di essersela vista davvero brutta. Stona proprio questa preoccupazione rossa dal momento che i rossi da sempre, da quando l'Italia è stata battezzata repubblica democratica, si fregiano del prestigioso titolo di libertari antifascisti. Ma vediamo un attimino come stanno le cose.

Ai tempi di Hitler il popolo tedesco versava in condizioni tragiche. C’era la guerra e, mentre i soldati combattevano alla conquista dell'Europa e rigide norme vigevano a scapito del semplice cittadino sottoposto al razionamento dei viveri, il kaiser se la spassava nella sua villa di lusso tra feste e festini a cui partecipava ovviamente la sua compagna e la grande cerchia di gerarchi con le rispettive donne. Smoderazione e divertimento vissuti e proposti agli eletti da chi parlava di ritorno al potere della Germania e del suo popolo che avrebbe guidato la nuova Europa. Tutto ciò mi ricorda non a caso il discorso di qualcuno oggi, ad esempio dell'integerrimo Conte che parla di nuova umanità nascente e di nuova civiltà fondata sull'umanesimo, mentre dietro le quinte assegna titoli e stipendi faraonici ai suoi fedeli.

Date al popolo i croissant!” urlerebbe la regina Mariantonietta, uno spettro che sembra aleggiare anche tra le parole del ministro Speranza il quale invita a ulteriori sforzi in nome della salute pubblica, all'obbligo della mascherina, riempiendo la testa ai teledipendenti delle reti piddine dove farnetica a proposito di un'Italia che corra al passo dei Paesi guida europei.

Ma siamo tanto babbioni a non capire? Direi proprio di sì, dal momento che intanto seguiamo a menadito le misure di sicurezza imposte. Vorremmo un'Italia leader nella sanità secondo il modello proposto da Speranza, il cui nome combinato al progetto sarebbe una barzelletta se non si considerasse il lato tragico della situazione. Di quale Italia parla Speranza? Non di certo di quella reale con i Pronto Soccorso intasati di gente che per una febbre e dolori forti viene messa in isolamento per sospetto Covid. Non di certo di quella che conta le sue numerose vittime di cancro e non solo, per mancata disponibilità ad accedere agli esami mirati, in altre circostanze di routine. Da marzo si parla di ben 2000 casi di cancro incurabile legati alla mancata prevenzione. E dei suicidi per depressione ne vogliamo parlare? E dei decessi causati da diagnosi sbagliata ne vogliamo parlare? Sembra che oggi non si muoia di altro che di Covid e Speranza tace.

Vogliamo parlare della fittizia assistenza a domicilio qui da noi e dell'accelerata cremazione dei corpi nella Bergamasca? Una messa in scena ridicola e macabra che sembra essere servita a richiamare i familiari dei defunti al forte senso di responsabilità mancato. E del Reddito di Cittadinanza finito alle persone sbagliate? E dell'assegno di mantenimento che ancora tanti aspettano e che mai arriverà, mentre le tasse guai a recapitarle in ritardo! Ci sarebbe tanto altro ancora da dire... mentre il folle De Luca dal suo pulpito regionale urla di farla pagare caramente a chi in Campania non osserverà le regole, e imbavaglia medici e dirigenti sanitari impedendo loro il dialogo con la Stampa.

Bell'Italia... intanto tutti zitti, mentre gli uffici funzionano a rilento, le attività abbassano le serrande definitivamente e parte a sprint lo smart working. Chi se ne importa? Prevalgono gli statali e a loro lo stipendio non lo tocca nessuno perché , i Sinistri lo sanno bene, perderebbero il loro elettorato e allora sì che scenderebbero tutti in piazza, ma con i fucili, militari e agenti in testa.

 

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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