L'arroganza di alcuni commercianti nelle aree in lockdown
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L'arroganza di alcuni commercianti nelle aree in lockdown

L'arroganza di alcuni commercianti nelle aree in lockdown

l'Opinione
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Se non stiamo attenti, il futuro razzismo non sarà fondato sui popoli ma sull'adozione delle misure estremamente restrittive, imposte dalla dittatura sanitaria. E sarebbe la prima volta nella storia.

L'arroganza di alcuni commercianti nelle aree in lockdown
L'arroganza di alcuni commercianti nelle aree in lockdown

 

A dimostrazione del fatto che la dittatura si nutre d'ignoranza, c'è l'assenza di un modello unico di didattica che venga diffuso a tutti attraverso l'accessibilità al virtuale. 

Gli esercenti di quelle attività ritenute di prima necessità, alzano la cresta facendo presa sulle misure intransigenti di cui dispongono coloro che consentono di gestire l'ingresso dei clienti. L'efficacia di tali misure sfugge anche a loro molto spesso rappresentanti (e ciò soprattutto nei piccoli territori decentrati) quella buona fetta diplomata o composta da soggetti rimasti senza titolo, che adesso pensano di poter alzare il tono in un faccia a faccia con clienti più grandi di loro e non solo per età.

La gente si scaglia contro la sua stessa gente disconoscendola, e la mascherina rivela l'obbligo di cancellare l'identità facciale che mette in risalto diversità e unicità non solo fisiche, anche morali e caratteriali.

Colpa della paura? Dei lampeggianti accesi o di che altro? Non credo che sia la paura alla base dei comportamenti scorretti, assunti dai commercianti, ma un assieme di concause che fanno capo a vessazioni e a frustrazioni dai quali ora ci si può riscattare avendo il controllo della situazione.

È avvenuto in un negozio di detersivi ad Amantea. Stessa maleducazione e irriverenza verso chi entrasse. 

"Siamo in democrazia e qui comando io", è l'espressione che usa chi con tracotanza gestisce o lavora in un'attività commerciale aperta al pubblico in questo periodo di ristrettezze.

Cosa sanno i giovani di oggi della democrazia? È forse la realtà per come appare nelle sue più squalificanti spoglie di arroganza e maleducazione?

E della dittatura? Non sanno riconoscerla, forse perché troppo breve è il tempo del passaggio da come vivevamo prima a come viviamo oggi.

Intanto, come accadeva in Cina , ognuno si fa giudice da sé, vivendo dell'arroganza di anticamera alla corruzione. È molto sottile e alquanto labile lo slittamento, ma ci siamo quasi, e il coltello dalla parte del manico dimostrano di averlo i commercianti. Da noi che stiamo dall'altra parte, la giusta risposta sarebbe portare alla chiusura chi non sapesse onorare il rispetto e la dignità umana.

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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