L'Italia e la negazione del diritto del lavoro
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L'Italia e la negazione del diritto del lavoro

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l'Opinione
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Che senso ha vivere se manca il rispetto per l'Uomo? Chi rappresenta lo Stato, nella forma dei suoi governanti, mostra rispetto per i cittadini attraverso la predisposizione a garantire a tutti il lavoro.

L'Italia e la negazione del diritto del lavoro
L'Italia e la negazione del diritto del lavoro

 

Ci sono democrazie deboli come quella che caratterizza il nostro Paese incapace di assegnare a tutti un'occupazione. Paradossalmente coloro che ci governano attualmente non sono in opposizione a quanto fatto e autorizzato in passato. Sono allineati. Il disastro del presente poggia sul nostro trascorso politico degli ultimi trent'anni. La politica fatiscente del presente si basa sulla vacuità di azione che ha portato allo scollamento della politica dalla realtà e con il virtuale la forbice si è ulteriormente allargata. Su quali basi si fonda il mio discorso? Se così non fosse, nessuno dei nostri governanti si sognerebbe di sospendere il lavoro degli onesti. Il punto è questo.

La politica italiana dell'ultimo Novecento non ha fatto altro che sopprimere i diritti del lavoro in tutte le loro forme, comprandosi il favore dei sindacati. Come? Smantellando la scuola che serve a creare una massa critica, attivandosi a spogliare sempre più i dipendenti pubblici e privati. E non si dica che la colpa è stata di Berlusconi! Chi ha permesso a costui la scalata economica e politica? Come mai nell'ultimo ventennio dello scorso millennio le imprese sono spuntate ovunque come funghi? E con quali soldi? Sulle collusioni Stato Mafia mi astengo dall'esprimermi. Il fatto che indigna è che proprio lo Stato ha dato l'opportunità ai privati di sostituirsi a Lui stesso, portando avanti comportamenti sconsiderati a iniziare dalla soppressione dei posti di lavoro che ha difatti portato alla ribalta i privati foraggiati da combriccole varie: di colore politico e d'interessi istituzionali secretati. La nuova Mafia ci ha mangiato e soprattutto ad aver mangiato è il privato che occupa cariche istituzionali.

L'Italia è da sempre il Paese dei giochetti sotto il tavolo e ora che ai vertici istituzionali si è piazzata la macchina ingegnosa dei diktat europei, la situazione sta franando. L'Italia degli inciuci, delle finte opposizioni, dei moderati opportunisti e benpensanti non ha creato una resistente e competitiva forza lavoro e difatti a rimetterci sono proprio i piccoli imprenditori locali, soprattutto agricoli e i piccoli commercianti. Tremonti è stato l'ultimo vero statista. Egli ha cercato di aprire gli occhi anni fa sul Mondialismo e sui gravi pericoli derivanti dalla conquista dei mercati europei da parte delle neopotenze asiatiche, ovunque in Europa accomodate agli statuti nazionali, come l'Inghilterra e non solo dimostrano. Di certo non in Italia dove, anziché addomesticare Cina, India e Stati confinanti, si è pensato di scendere a patti. L'ultima mossa è stata fatta da DiMaio attraverso la via della seta che ha difatti accolto la Cina in casa nostra con tutte le conseguenze ancora in fieri.

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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