Il caso Scanzi e la Bella Addormentata d'Italia
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Il caso Scanzi e la Bella Addormentata d'Italia

l'Opinione
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Il caso Scanzi e la Bella Addormentata d'Italia
Il caso Scanzi e la Bella Addormentata d'Italia

 

Il teatrino dell'estrema Sinistra rappresentata dai 5Stelle non sembra mollare, nonostante il Covid, il mortale nemico da combattere a tutti i costi. È questo quanto le tivù di Stato vorrebbero unanimamente farci credere.

L'amara sceneggiata di Morra presso gli uffici regionali calabresi lo conferma a seguito di altre sceneggiate ancora più tristi come quella mandata in onda in replay domenica sera durante la trasmissione di Giletti. Abbiamo assistito tutti infatti, al giravolta di Scanzi in un primo tempo del tutto convinto, come appare nel video rimandato dalla La7, della pantomima a sostegno della pandemia e poi, di colpo ossessionato dalla paura del contagio, al punto da scavalcare la lunga fila riservata agli anziani in attesa del vaccino. Siamo abituati ai repentini capovolgimenti agguerriti di Grillini e associati e ciò a conferma della scarsa serietà che li contraddistingue. Del resto, non sono loro forse i paladini della società fluttuante?

Il caso Scanzi ha animato e non poco la trasmissione che a ruota ripropone ogni domenica sera il modello calabrese di inefficienza sanitaria, resosi ancora più evidente durante questa campagna vaccinale. E così, mentre le altre regioni del nostro Belpaese da Nord a Sud fanno a gara per contendersi il primato dell'efficienza vaccinale, la Calabria si mostra ancora una volta fedele al personaggio Disney di Cenerentola. Si è sempre allo stesso punto! Urlavano gli ospiti del salotto di Giletti, accanendosi contro una regione che non cammina e resta sempre lì dov'è. La bella Addormentata d'Italia forse forse questa volta non si sa ancora se per inefficienza o altro, sta dando a noi Calabresi una seria mano. Al di là della pessima propaganda in onda sulle tivù allineate al sistema, la Calabria è l'unica regione a mostrare l'indice di risalita nelle terapie intensive più basso ed è una delle poche rimaste in arancione al pari della Sardegna che nonostante l'ingresso vietato ai non vaccinati, si vede retrocessa da zona bianca a zona arancione.

Possibile? Ebbene sì!

Sembra proprio che il detto molto seguito in Puglia "disgrazia vuol dire grazia" in questo caso calzi a pennello. Infatti, nelle regioni virtuose sotto il profilo sanitario che stanno spingendo a tutta forza la campagna vaccinale, l'indice di mortalità da Covid è elevatissimo. Prendiamo ad esempio la Puglia che ormai da un ventennio si sente rossa al punto da essersi affezionata e da non voler mollare questo colore. Strano... per una regione che avendo scelto a suo tempo di perseguire la pista spalancata da Vendola, dovrebbe essere antisistema. Eh certo! Vendola l'omosessuale, assestò a suo tempo un bel colpo a Berlusconi e ai suoi, a proposito delle Regionali. Da allora, stessa storia ad ogni votazione. Eppure adesso... La pandemia miete vittime nonostante il lockdown, mandando in tilt attività, sanità e quel traguardo conquistato a fatica e che faceva la Puglia la regione più gettonata nell'ambito del turismo internazionale. Eppure è antisistema... ma siamo proprio sicuri??
Mentre la pandemia galoppa, una buona parte degli Italiani sembra rimasta ferma al luogo comune che vedeva il cosiddetto sistema citato più volte da Grillo e dai suoi, rappresentato degnamente da Berlusconi che veniva costantemente bersagliato da Travaglio, perché ritenuto emblema del capitalismo mondiale da abbattere. Ma siamo tutti convinti che le cose stiano ancora così?

Dal benedetto 2012, anno contrassegnato finanche dall'antico popolo dei Maya, le cose sono cambiate totalmente. L'immigrazione proveniente dall'Africa e non solo ha mostrato a tutti un altro volto che molti faticano ad accettare e che ha posto fine all'antico regime economico mondiale. La pandemia non è che l'apice di una enorme montagna di spazzatura che non basteranno le campagne ambientalistiche del politicamente corretto e della green economy supportate da Greta a cancellare. Ricordo quando Travaglio incoraggiato da un Di Pietro in difficoltà sul suo carro del vincitore urlava a tutti che peggio di Berlusconi nessuno avrebbe più agito. Già... un Travaglio che ha mostrato tutto il suo assenso alla campagna vaccinale che potremmo definire la ciliegina sulla montagna di spazzatura che porta il marchio del politicamente corretto e del green economy di cui le Sinistre di Lucano, Tansi, De Magistris insieme a Zingaretti, Decaro, Emiliano e a tanti altri si gloriano.

"Chi si loda s'imbroda" e intanto la Calabria del leghista Spirlì resta indietro e in fascia arancione, non rossa.

"Chi si loda s'imbroda". Ed è proprio il caso di dirlo, dal momento che soprattutto la cordata di Sinistra, della Sinistra europeista e globalista per intenderci, altra cosa quella di Marco Rizzo, preme per la ripresa a pieno ritmo delle vaccinazioni.

Possibile che il vaccino sia l'unica soluzione? E per cosa? I dati parlano chiaro. Nelle regioni a maggior numero di vaccini i casi aumentano e le morti avanzano. Qualcosa non torna e proprio nelle regioni a bandiera rossa. Stiamo meglio noi della Calabria, grida qualcuno intelligentemente infastidito dalla continua pessima pubblicità che proprio le tivù rosse come La7 mandano a ripetizione.

È vero. In Calabria molte cose non vanno, ma per molti esistono solo queste. Ignorano infatti, i fondi europei ben impiegati l'anno scorso e virtuosamente sotto il patrocinio governativo della Santelli, a sostegno delle politiche agricole e di quei giovani che hanno deciso di ritornare nella loro terra d'origine e qui adoperarsi per un'economia veramente green e biologica. Tante sono le imprese che in un anno hanno dimostrato, nonostante le criticità indotte dalla pandemia, di tener testa all'eccessivo modernismo, puntando sull'economia rurale tramandata e facendo rifiorire il biologico anche per quanto riguarda la Naturopatia. Così, mentre le altre regioni rosse e vendoliane trasformano agriturismi e masserie in resort di lusso, la Calabria retrocede avanzando, scusate l'ossimoro, grazie al rilancio degli antichi rimedi medicamentosi. Che non sia proprio questo alla base di un contenimento dei contagi? Mentre tutti richiedono il vaccino, quel vaccino che da noi stenta ad arrivare e per colpa della ' ndrangheta, come le tivu' allineate al sistema vorrebbero indurci a credere. Fortunatamente i più intelligenti sanno che la ndrangheta come tutte le grosse associazioni criminali è con la pandemia che porta molti più guadagni. Noi calabresi siamo in zona arancione e ne andiamo fieri. Ne siamo doppiamente fieri, a maggior ragione perché in questo ritardo vaccinale, come qualcuno ha lasciato intendere nei salotti televisivi, la ndrangheta non c'entra assolutamente nulla.

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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