I Novantenni della società invertita
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I Novantenni della società invertita

l'Opinione
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Enea e Anchise - Pierre Lepautre (paticolare)
Enea e Anchise - Pierre Lepautre (paticolare)

 

Come si fa a pretendere o a desiderare di allungare la propria vita sulla vita di chi l'ha persa come vittima immolata sull'altare della sperimentazione? Feti, bambini e preadolescenti utilizzati come cavie per addomesticare l'ingordigia di chi è insaziabile di vita e pretende che la Scienza si sostituisca a Dio.

Novantenni e oltre che non vogliono morire. Ma non si vergognano. Aspettano il vaccino più di Gesù Cristo. Poi ci lamentiamo che i giovani di oggi non servono a niente. Cosa facciamo noi adulti per la loro realtà e il loro futuro? Quali insegnamenti tramandiamo? Non è forse che loro siano il nostro riflesso? La necessità di sentirsi immortali, quest'attaccamento viscerale alla materia parte dalle basi che si trovano proprio nella terza età che dovrebbe essere espressione di saggezza. Un tempo era così. Oggi ci troviamo di fronte a una società schizofrenica e invertita.

I giovani sono già vecchi. Nati stanchi e apatici, mentre i vecchi vorrebbero sostituirsi ai giovani. Ma con questa realtà dove pensiamo di andare? Una donna di novantaquattro anni che piange perché vuole vivere e non le somministrano ancora il vaccino. Mi chiedo, cosa le abbia lasciato l'esperienza dei bombardamenti, della Seconda Guerra mondiale. Si parla di sofferenza oggi legata all'attesa del vaccino. È una generazione questa dei novantenni, che dovrebbe fare tesoro di insegnamenti e precetti catechistici e di una Chiesa che tende a svanire. "Come in Cielo così in Terra" e questo dovrebbe trovare applicazione anche in una società che si professasse sana e civile. Qualcosa non torna e non riguardo ai vaccini in merito ai quali non torna nulla. Mi riferisco all'assetto della società attuale. Genitori che si comportano da ragazzini. Anziani che fanno i capricci. E i bambini? Li si vorrebbe gli unici adulti capaci di badare a se stessi affinché non dessero fastidio.

Siamo saturi di errori e di scompensazioni che aspettavano il Covid per rendersi evidenti. Ma ecco che spunta la macchina distruttiva del vaccino a lasciarci impantanati nelle nostre piaghe individuali e sociali. Mi fa pena il piccolo che nasce e che probabilmente non sarà guidato verso una vita sana. Il resto è tutto da spazzare via. Nella pioggia e nel vento di questi giorni Gesù scenderà tra i morti per risorgere per chi? Per la Natura che vorrebbe seguire se stessa, mentre l'uomo rappresentato da una Chiesa fatiscente nel secolarismo manomette anche il valore della Fede, portando avanti contenuti deformanti nella nuova Pasqua che viene.

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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