La nostra società e la cultura degli aghi
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La nostra società e la cultura degli aghi

l'Opinione
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La nostra società e la cultura degli aghi
La nostra società e la cultura degli aghi

 

Il caso verificatosi in Toscana delle quattro dosi del vaccino Pfizer inoculate per errore contemporaneamente nella studentessa di psicologia di 23 anni, desta forte scalpore e non solo per l'errore commesso.

C’è da chiedersi cosa abbia spinto una ragazza così giovane a vaccinarsi. Non una ragazza qualunque, bensì una futura psicologa. Questo dato dovrebbe destare acute riflessioni sulla facilità a cui la nostra gioventù va incontro nell’utilizzo spropositato di sostanze correlato agli effetti di una pressante propaganda effettuata dalla Scienza Medica. Lungi da me aizzare gli animi in una campagna No Vax o di forte dissenso nei confronti della Medicina, ma c’è qualcosa in tutta questa storia che merita davvero un’accurata riflessione.

Ritengo che a prescindere dalla preparazione scolastica ricevuta, nei giovani sia inculcato da un ventennio a questa parte un facile addestramento all’utilizzo di aghi e sostanze comunque chimiche e comunque nocive. I tatuaggi non avrebbero forse preparato questa subcultura del vaccino facile? C’è il sospetto che a guidare tutto questo sia uno stravolgimento della cultura della Salute alla base di uno scriteriato processo di ospedalizzazione che mira a costruire e ad aprire cliniche e reparti i cui proventi andrebbero sempre e soltanto nelle tasche dei cosiddetti compagni di merenda. L'affare Sanità vede di fatto una sostituzione delle Mafie antiche con quelle odierne di matrice rossa e "gialla". E le continue inchieste sul cattivo funzionamento della Sanità calabrese e di alcune regioni, ne darebbero conferma.

Lucrare sulla Salute porta a un forte incremento dei giri di affari nella Sanità. La Salute che prima era un diritto di tutti, oggi sembra essere diventata un punto d'intralcio all'educazione sanitaria che in modo affatto docile viene impartita ai giovani. Eclatante il caso del ragazzo di Fano deportato in Psichiatria perché non voleva indossare la mascherina. Sconcertante il caso della studentessa di Psicologia duramente scampata alle serie conseguenze dell’errore clinico.
Cosa sta accadendo in questa società? Ci sono persone propense a chiederselo? E nei nostri giovani? Infine, di questo passo quale affidabilità si potrà riporre nelle scienze mediche e nella futura Psicologia?

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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