Nella miseria che ci riempie
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Nella miseria che ci riempie

l'Opinione
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Nella miseria che ci riempie
Nella miseria che ci riempie

 

Mentre discutiamo di Fedez e di dati infondati accade questo. Siamo ciechi sulla realtà  ma vediamo il nulla. È questo quanto ci fa passare la manipolazione mediatica attivata anche attraverso i social, tramite lo straniamento dai sentimenti che contraddistingue la nostra epoca.

Siamo nutriti e viziati di dati e numeri che ci portano lontano dalla tensione vera e relazionale con la realtà, oltre che affettiva. Non quadra alcunché  in tutto questo e il carattere distopico ci fa smarrire il legame che non andrebbe mai allentato tra intelligenza del cuore e ragione. Si perde tempo a chiacchierare e a litigare su cose inutili che portano voti e rimpinzano di potere qualcuno e non a discutere della vera miseria che pure ci attornia e ci riempie. Siamo pieni di vuoto e di vuoti. E la cosa tragica è  l'assoluto mancato bisogno di quella relazionalità  innanzitutto con noi stessi che dovrebbe definirci oltre che riempirci.

Un tempo i giovani usavano la droga per disperazione. I giovani di oggi la usano per moda o senza alcuna giustificazione. Sia ben chiaro, nessuna giustificazione merita di essere ascoltata a proposito della droga, ma il dato sconcertante è  l'assoluta mancanza di volontà nel porsi domande e di darsi risposte anche se errate, che contraddistingue la nostra gioventù.  Tutto è  fatto lontano dai sensi e dai sentimenti  in un'epoca in cui anche i sensi sono stati sedati, sono caduti in letargo e sono stati da noi alienati. Ecco che il sesso come avventura diviene violenza magari ripresa dal telefonino. Le risate di gruppo scadono in risse e sproloqui. Il rispetto non ha ragione di essere finanche per se stessi e l'uso smoderato di tatuaggi e aghi e piercing  lo dimostra. Vogliamo impadronirci del nostro corpo e di noi stessi sbagliando e così  diventiamo carne  da macello per chi sa come gestirci. Dovremmo allora pensare a nutrire noi stessi e a far crepare di fame chi intende manipolarci. Come? Incominciando a volgere lo sguardo sull'essenziale. Via le mascherate anche esteriori! Riconquistiamoci attraverso il ripristino  della sobrietà. L'essenziale ci porta all'essenza e alla pulizia esteriore e interiore. Abbiamo bisogno di chiarezza e non di strati di cose inutili. Spogliamoci per rivestirci di noi, così da renderci inattaccabili.

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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