Il sipario cala. Il commosso addio a Carla Fracci
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Il sipario cala. Il commosso addio a Carla Fracci

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Il sipario cala. Il commosso addio a Carla Fracci
Il sipario cala. Il commosso addio a Carla Fracci

 

Il cielo si tinge di grigio quest'oggi. Del grigio che calca ormai da mesi le scene dell'Arte. Dopo Battiato, colui che descriveva a ritmo di danza la musica, oggi è venuta a mancare Carla Fracci, storica ballerina italiana che ha calcato il palcoscenico dei teatri mondiali più importanti.

Con la leggerezza di una piuma, con la leggiadria di una farfalla, nel silenzio che solo lei era capace di sollevare per la levità dei movimenti guidati da un corpo che era quanto di più lontano dalla forma materica vera e propria, è sgusciata via, facendo calare il sipario su un'epoca. Perché è cosi. La Fracci ha intrecciato i sogni di tante bambine, della mia generazione e di qualche anno più grandi, indirizzandole verso l'ammirazione per la grazia che andava anteposta alla fretta di un mondo che va sempre più procedendo a scatti, rinunciando alla fluidità dell'anima riflessa nei gesti. Alla fluidità sociale corrisponde la ruvidità di una realtà smarrita e scevra di ogni simbolo che si faccia promotore del sentore magico.

Cos'è la danza se non elevazione di un corpo che assurge ad essere altro rispetto a se stesso? E Carla Fracci in questo è stata Maestra ed Esempio inarrivabile per molte ma comunque emulabile soprattutto in un tempo in cui la grazia scorreva anche sui canali televisivi, sorretta dai cartoni seriali giapponesi che ci proponevano modelli di bellezza non solo.fisica, innanzitutto morale, che oggi non si riscontrano più.

Sempre fedele a se stessa, cordiale e attenta al suo pubblico ma anche ritrosa e affetta da quella timidezza tanto cara a chi ama la discrezione, la Fracci ha portato avanti la sua idea di danza senza trasgredire, nonostante la ricerca in nuove forme espressive la portasse a inusitate evoluzioni. Etoile di danza classica che non ha disdegnato quella moderna, si è sempre riflessa alla perfezione nella sua vera natura, irraggiandola nel mondo della danza e del buon stile, divenendo ovunque icona di rappresentativa finezza.

Era un angelo dalle sembianze di cigno. Regalità e semplicità le uniche due misure che combinate insieme suscitavano ammirazione per quel senso di equilibrio creativo da lei stimolato.

Era anziana ma non abbastanza da essere dimenticata. Come i grandi e illustri personaggi che si sono creduti niente nella vita, è volata in cielo come una nuvola che proseguirà la sua danza in quella luminosità cordiale, un tempo tanto ricercata e che la società odierna discrimina. La ricorderemo come un sole intramontabile che governa l'orizzonte ormai spento di una umanità tanto lontana dai riverberi della vera arte e tanto bisognosa di farle strada, in cammino con ciò che resta dei propri sogni.

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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