Saman, quale femminicidio?
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Saman, quale femminicidio?

l'Opinione
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Saman Abbas
Saman Abbas

 

Gravissimo considerare femminicidio il caso di Saman. Questa è deformazione informativa e culturale. Il femminicidio ha radici psicologiche non culturali. È come dire che la Mafia poiché è legata a questioni culturali va giustificata.

I Musulmani non si integrano e non vogliono integrarsi perché hanno la latente ambizione di dominare il mondo. Lo abbiamo visto con lo sbarco degli Albanesi nei primi anni Novanta. Fuggiaschi predatori che hanno poi dato manforte alla manovalanza criminale pugliese. Impariamo a distinguere chi arriva in cerca di lavoro da chi arriva per rovinarci. È purtroppo dei Musulmani sottomettere, perché di radici nomadi, i popoli che invadono, così come loro si sottomettono ad Allah, l'Altissimo. Chi sta in alto o va spodestato o, se inattaccabile, va venerato. Il dramma sorge proprio da questo principio. Con la forza si ottiene ciò che per natura non si è avuto. A questo concetto si collegano anche determinati atteggiamenti della Ndrangheta sviluppatasi nell'humus culturale delle minoranze etniche calabre, giunte dai confini con l'Asia Minore.

La donna è il sesso debole e quindi facilmente gestibile. Non può esserci rispetto verso l'identità della persona, in quanto l'essere umano è considerato inferiore rispetto a Dio. Il Corano è stato volutamente estremizzato, ma tanti sono i precetti ivi presenti che instradano a squilibri e a violenze. Paragonare il femminicidio per tradimento sentimentale, gelosia o ripicca a uno status di sottomissione è impensabile e dimostrazione di una esponenziale ignoranza da parte di chi vorrebbe proporre questo paragone per uscirne lindo e vincitore. Il principio di disonorabilità per comportamenti reputati "occidentali" riflesso in quelle donne che si ribellano alla loro condizione di disumana subalternità, è tipicamente mediorientale. Ed è proprio su questo che si è incentrato lo scontro epocale tra civiltà diverse relative a latitudini diverse. Da un lato la civiltà nordeuropea, dall'altro quella mediterranea fortemente influenzata dalla civiltà araba sicuramente brillante, encomiabile per quanto attiene alle discipline aritmetiche e scientifiche, ma sicuramente per nulla evoluta sul fronte socioculturale. Dobbiamo prendere atto delle differenze tra le varie culture per stare lontani da esempi deleteri non con l'intento di fare discriminazioni, ma col dovere morale e civile di tutelare i diritti umani, quelli veri, che non rientrano nelle attuali scelte politiche e istituzionali.

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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