L'Italia dei compari, dei compagni e della nuova sorveglianza sociale
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L'Italia dei compari, dei compagni e della nuova sorveglianza sociale

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L'Italia dei compari, dei compagni e della nuova sorveglianza sociale
L'Italia dei compari, dei compagni e della nuova sorveglianza sociale

 

L'Italia è sempre stata la nazione degli ambienti ristretti e delle logge segrete. Più degli altri Paesi, forse aiutata dalla conformazione geografica tortuosa, la cultura del cospirazionismo è stata molto avvertita anche per contrastare l'ingerenza della Chiesa.

Nel Risorgimento, periodo storico complesso e travagliato, abbiamo conosciuto la fioritura di sette e società segrete e brigate, luoghi dove gli alti ideali politici vedevano comparire trame di vincoli a poteri nascosti. L'Ottocento è stato l'epoca dei segreti e degli intrecci politici e delle antiche roccaforti feudali mai abbattute del tutto anche dopo il crollo dell'Impero Borbonico e delle baronie. Nonostante tutto, da allora poco o niente sembra essere cambiato. La subcultura del protettorato e degli affraternamenti è ancora restia a scomparire e nuove forme a riguardo il Novecento ha visto fiorire e crescere. La tendenza da parte dei deboli o comunque di coloro che si considerano scoperti a chiedere aiuto o protezione, è rimasta e si è notevolmente accresciuta specie negli ultimi tempi. Il comparaggio, fenomeno socioculturale tipicamente meridionale, ha conosciuto il rafforzarsi dell'altra figura complementare ma altamente diffusa al Nord Italia che è quella del compagno. Più che il compare che intreccia legami a due e per questo molto intensi e di indebitamento personale verso il più forte al quale viene chiesta la protezione spirituale prima ancora che personale, quella del compagno ha dato vita a un sistema tentacolare con una cupola vera e propria sotto cui si trovano interessi e intrecci di rapporti sostenuti da una cultura politica paladina dei diritti dei più deboli, che però nel tempo ha dato vita a una trama di abusi e soprusi spesso giustificati da uno Stato che è ritroso a fare il proprio leggittimo lavoro. Il sistema dei compagni a differenza di quello del comparaggio, ha sbilanciato l'economia del territorio di pertinenza, minando allo stesso tempo la libertà del singolo obbligato a tessere e a veri e propri passaporti politici. Al Sud il comparaggio ha determinato il protrarsi della logica del tirare a campare, portando gli uni a scagliarsi contro gli altri e rendendo difficile se non impossibile il collaborazionismo essenziale allo sviluppo economico di un popolo.

L'Italia è lungi dall'essere considerata una nazione libera e questo già in passato. Le vessazioni continue, la mancanza di una direzione deterministica in senso trasversale e la presenza di una concezione comunque sempre verticistica e resistente ad ogni modello sociale e democratico, hanno fatto sì che la cultura del sommerso venisse garantita e non legalmente perseguita.

Oggi con il Mondialismo questi modelli di sommerso sociale stanno esplodendo. Siamo sorvegliati ma l'attenzione è riposta verso quei comportamenti che nuocciono al Pensiero Unico e ai suoi leader che stanno difatti stravolgendo tutti i grandi temi a iniziare da quello ecologico, indirizzandolo a proprio favore.

Siamo controllati e le piattaforme Immuni e l'esordiente Green Pass lo dimostrano. Siamo e saremo controllati e intanto la coscienza civica e ambientale è notevolmente peggiorata. Il controllo avviene non sul fronte dell'educazione come sarebbe giusto e logico avvenisse, ma della rifondazione dell'uomo secondo principi assolutamente distorsivi che però convengono ai potenti. Nelle grandi città già da tempo compaiono le telecamere contro i cosiddetti incivili, ma nei paesi più piccoli e dove vige la cultura del compare, le multe non sono assegnate a tutti e a chiunque. Uno stato serio provvederebbe per vie istituzionali a smantellare questo sistema omertoso, o comunque proverebbe a farlo. Purtroppo il nuovo sistema di dittutura sanitaria non solo non interviene con sanzioni adeguate, ma sembra proteggerlo perché funzionale a creare capannelli di aggregati sui quali sarebbe più facile intervenire per punire chi non in linea col regime. Le nuove mafie sorgono sui vecchi principi delle mafie storiche e le nuove Sinistre, paladine per propaganda dei diritti sociali e giuridici, difatti stanno mostrando la loro vera identità, facendoci scivolare nella cultura dei delatori e del non rispetto verso l'uomo e verso l'ambiente.

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Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.

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