La luce, la casa, i ricordi
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

La luce, la casa, i ricordi

Impronte di Poesia
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times
William Turner - Pioggia, vapore e velocità
William Turner - Pioggia, vapore e velocità

 

Vorremmo tutti aver vissuto di più i luoghi e le persone che poi ci hanno lasciato. Quel tempo... ma non possiamo essere in due e più posti contemporaneamente e questo ci lascia insoddisfatti. I luoghi ci chiamano nel passare delle stagioni e degli anni. Ci vorrebbero riportare a sé come se nulla fosse cambiato o mai dimenticato.

Il ricordo è legato al cambiamento. A ciò che c'era e continua a esistere ma lontano dalla tangibilità delle cose. Ci sembra di non aver vissuto abbastanza dove vorremmo ritornare, ma è anche vero che, nei momenti in cui il grigiore sposa la tenebra e ci avvolge tutti, desideriamo ritornare lì dove siamo stati felici e appagati da un qualcosa che poi ci ha lasciati delusi e d'un tratto spogli e frastornati.
Esiste un prima e un dopo nell'evoluzione costante della vita, e catene che s'interrompono. Esiste un prima e tutto lì scorreva nella consuetudine in case che poi abbiamo chiuso e in cui non siamo più tornati. Esiste un tempo roseo in tanta luce, quella luce che poi si è sciolta lasciandoci arresi a pensare. Abbiamo vissuto, non ci dimentichiamo di quanto è stato intenso seppur breve nello scorrere della consuetudine.

È colpa del grigio ripensare. È l'autunno nella mia vecchia stanza accesa che nel mormorio della pioggia mi porta a frugare attimi di pienezza. Quegli attimi che di colpo non esistono più. O forse è il languore del cielo, la sua avvolgenza di scialle a tenerci coperti e protetti, impedendoci di migrare dove potremmo farci del male. E allora il ricordo si fa certezza e rifugio ovattato. Ci rende possibile ciò che nella logica della vita non può esserlo più. Ci porge l'odore familiare di un'esistenza piena, di colpo finita. Nel ricordo e nel suo abbacinante dolore possiamo essere qui e in quel luogo remoto dove continua a brillare la luce, e a bussare la pioggia senza rumore sul patio e sul balcone.

 

La luce, la casa, i ricordi

Sono io e mi vesto di bello.
Una mostra, una serata, un convegno.
Sono io che parlo.
La mia casa ha un odore
di cose nuove e ancora taciute.
Un rotolo di leccornie che si adegia
sulla tavola.
Era un tempo, era novembre
con cose nuove da scoprire,
cose consuete da accudire.
Era la mia vita e mi sarebbe bastato un treno
per rituffarmi laggiù.
La mia casa, la mia città
nel cielo uggioso di novembre
con tante cose belle da fare e da incontrare.
Incontri di persone nuove e familiari,
di luoghi antichi
che mormorano e nutrono
e sono case.
Convegni, mostre, convivialità.
Basterebbe un treno,
ma era quello un cielo di cartapesta
e ora nulla è più.
Non c'è più quel treno,
o meglio,
ci sarebbe ancora
ma non è più il mio.
Non sono più libera di andare e di tornare.
Sono ancora in tempo,
solo per ricordare.

Ippolita Sicoli

 

Ho scritto e condiviso questo articolo
Ippolita Sicoli
Author: Ippolita SicoliWebsite: http://lafinestrasullospirito.it
Responsabile del Settore Cultura del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Docente della Federiciana Università Popolare, Specializzata in Discipline Esoteriche, Antropologia, Eziologia e Mitologia, ha partecipato in qualità di relatrice a convegni e conferenze. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il canto di Yvion - Viaggio oltre il silenzio” prima edizione Wip Edizioni 2003, seconda edizione Ma.Per. Editrice 2014. Il romanzo “Storia di Ilaria e della sua stella” Edizioni Akroamatikos 2008. La raccolta di racconti per ragazzi “Storie di pecore e maghi” Ed. Albatros 2010. Il romanzo “Il solco nella pietra” Editore Mannarino 2012. Il saggio antropologico “Nel ventre della luce” Carratelli Editore 2014.