Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

 

18
Mar, Dic
Annunci AdSense
home-1-ads-nut-tda-002

Abbiamo 125 visitatori online

Annunci AdSense
article-top-ads-nut-art-001

L’efficacia della vitamina D nella qualità della vita ed effetti sulla longevita'

L’efficacia della vitamina D nella qualità della vita ed effetti sulla longevita'

Articoli Nutrizione
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

L’argomento che sto per presentarvi tratta la correlazione tra  livelli sierici di vitamina D e qualità di vita nell’uomo, anche in termini di longevità. Buona lettura!

L’efficacia della vitamina D nella qualità della vita ed effetti sulla longevita'
L’efficacia della vitamina D nella qualità della vita ed effetti sulla longevita'


La carenza di vitamina D e l’insufficienza della stessa sono una delle principali preoccupazioni per la salute in tutto il mondo. Il deficit di vitamina D (25 (OH) D <20 ng / mL) e l’insufficienza (25 (OH) D: 20-29 ng / mL) è stato associato a molte malattie croniche del sistema scheletrico, tra cui rachitismo, osteomalacia, osteoporosi, e malattie non scheletriche, tra cui malattie autoimmuni (ad esempio, sclerosi multipla, diabete di tipo 1, tiroidite di Hashimoto, fibromialgia), malattia infiammatoria intestinale (ad es. Morbo di Crohn), infezioni (come infezioni del tratto respiratorio superiore), immunodeficienza, malattie cardiovascolari (ad es. cardiopatia ischemica, ipertensione, insufficienza cardiaca, morte cardiaca improvvisa), cancro (es. cancro del colon, carcinoma mammario, linfoma non Hodgkin) e disturbi neurocognitivi (es. malattia di Alzheimer). Inoltre alcuni studi hanno suggerito che sia i livelli bassi che i più alti 25 (OH) D sono associati ad un aumentato rischio di mortalità.

Alcune ricerche condotte nel dicembre 2013 hanno riportato una meta-analisi di un certo numero di studi randomizzati che hanno valutato la supplementazione di vitamina D a breve e a lungo termine sulla mortalità complessiva. Hanno dimostrato che in 13 studi randomizzati condotti per tre anni o più, l’integrazione di vitamina D riduce la mortalità per tutte le cause di un significativo 6%. Quindi la valutazione di questi studi ha indicato che l’integrazione a lungo termine di vitamina D (ad es. 800 UI al giorno) è efficace nel ridurre la mortalità complessiva, a patto che essa venga assunta per più di tre anni in modo costante. Infatti, negli studi randomizzati controllati in cui la vitamina D3 (range di dosaggio: 10-6000 UI / die) è stata somministrata senza alcun ulteriore trattamento, si è dimostrato che la vitamina D3 ha ridotto significativamente la mortalità 11%.

Quali sono le cause per cui si può avere la carenza di vitamina D? Può essere dovuta a una produzione insufficiente della stessa da parte della pelle dovuta all’esposizione al sole, a un apporto alimentare inadeguato, ma anche per una predisposizione genetica. In uno studio danese, infatti, si è dimostrato che alcune varianti genetiche sono in correlazione con uno stato di vitamina D basso. L’ospedale universitario di Copenaghen ha esaminato 96.000 danesi in possesso delle varianti genetiche associate ai livelli di 25 (OH) D in tre coorti (Copenhagen City Heart Study, Copenhagen General Population Study e Copenhagen Ischemic Heart Disease Study), e si è visto che i geni associati a bassi livelli di 25 (OH) D <8 ng / mL (<20 nmol / L) hanno causato un rischio di mortalità del 30% più alto e un rischio maggiore del 40% di decessi per cancro. Questo perché varianti genetiche negli alleli per 7-deidrocolesterolo-reduttasi (DHCR7) e vitamina D-25-idrossilasi CYP2R1 sembra essere la causa.

Una maggiore attenzione dovrebbe essere prestata alla carenza di vitamina D nella pratica medica e nutraceutica. I risultati di questi studi raccomandano di migliorare l’intake della vitamina D nei bambini e negli adulti mediante non solo un approccio sano all’esposizione alla luce solare, ma anche e soprattutto con il consumo di alimenti contenenti vitamina D e con l’integrazione della stessa in modo costante, per avere benefici e miglioramenti in termini di qualità di vita e longevità.

 

Ho scritto e condiviso questo articolo
Francesco Garritano
Author: Francesco GarritanoWebsite: http://ilcentrotirreno.it/nutrizione/
Responsabile Scientifico del Supplemento NUTRIZIONE del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Biologo Nutrizionista e Professionista GIFT. Studio, Passione ed Esperienza per il benessere fisico-psichico dei miei pazienti! Nel 2003 conseguo la mia prima laurea in Chimica e tecnologia farmaceutiche, voto 110 su 110 e lode, con tesi di laurea in Biochimica Applicata che diventa pertanto la prima importante esperienza in campo farmaceutico. Nel 2007 ritorno “sui libri” per conseguire nel 2009 la seconda laurea in Scienze della Nutrizione con voto 110 su 110 e lode. Il passo seguente è l’abilitazione per avviarmi da subito alla professione di biologo nutrizionista. L’inizio di questa nuova avventura coincide con la seconda professione di docente e relatore in vari convegni su tutto il territorio nazionale, in quanto responsabile scientifico della NutriForm, società di formazione ed eventi.

Annunci AdSense
article-botton-ads-nut-art-002
Ti potrebbero interessare anche:
home-2-ads-nut-cca-001