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L’approccio di segnale verso un problema: cosa c’è da sapere

L’approccio di segnale verso un problema: cosa c’è da sapere

Articoli Nutrizione
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Molti aspetti che riguardano un problema autoimmune sono circondate da un velo di tabù, come il potente ruolo rivestito dall’alimentazione e dal cambiamento dello stile di vita. In questo articolo vi illustrerò come approcciarsi in maniera razionale, agendo a monte e non a valle, nei confronti di una patologia autoimmune (ma non solo!). Buona lettura!

L’approccio di segnale verso un problema: cosa c’è da sapere
L’approccio di segnale verso un problema: cosa c’è da sapere

 

La visione olistica del problema

Le patologie autoimmuni sono manifestazioni cliniche in cui il nostro organismo si rivolge contro le proprie cellule, i propri tessuti, mediante una destinazione anomala del sistema immunitario che riconosce come bersaglio clinico  le componenti  stesse del proprio organismo anziché  elementi estranei ad esso. La tiroidite di Hashimoto ne è la prova, dove gli anticorpi anti-Tg e gli anticorpi anti-TPO aumentano in modo smisurato attaccando alcune componenti importanti della ghiandola stessa modulandone non solo la funzionalità ma anche la  struttura.

Come ho scritto sul mio ultimo libro uscito di recente “La dieta anti-infiammatoria”, quando parlo di troidite di Hashimoto, mi piace avere una visione olistica del problema – così come mi hanno insegnato – valutando i diversi aspetti che abbiano potuto generarla o peggiorarla nel tempo, collegando i sintomi e i distretti tra loro, al fine di costituire il cosiddetto network della tiroide. Non dobbiamo necessariamente pensare alla piccola ghiandola tioridea come a un qualcosa di isolato, ma è indispensabile verificare come altri organi – quali l’intestino, il fegato, le ghiandole surrenali, le gonadi, ecc. – siano collegati ad essa.

Un problema ragionato “a monte” delle cause

Io, come professionista di segnale, di fronte a tali manifestazioni cliniche mi propongo di agire a monte, ricercando le cause e i meccanismi d’azione del danno patologico anziché agire a valle del problema, considerando in modo freddo e meccanico i sintomi e le manifestazioni finali. La medicina di segnale si basa sullo studio delle risposte ormonali, ipotalamiche, mediante gli effettori endogeni (molecole di segnale) di cui il nostro organismo si serve per mediare una determinata risposta fisiologica o fisiopatologica.

Quando nella tiroidite di Hashimoto  sono presenti Ab anti TPO e Ab anti TG in valore elevati, devo capire quali sono le cause a monte di questa manifestazione: bisogna vedere se sono dovuti a un iperdosaggio di farmaco o ad un farmaco che non doveva essere introdotto, ad un’anomala somministrazione di levotiroxina (ricordando che la levotiroxina non abbassa gli anticorpi). Quindi prendo in considerazione i sintomi che analizzo all’anamnesi, valuto se ci sono noduli, prendo in considerazioni differenti fattori per capire il modo e perché si alzano questi anticorpi. La domanda che mi sorge è:questi anticorpi si innalzano per proteggere la tiroide o meno? Si può trattare sempre di una causa difensiva oppure di una totale disregolazione del sistema immunitario?

Dopo aver escluso la causa difensiva, non mi baso solo sugli esami di laboratorio della medicina tradizionale. Per molti potrebbe infatti essere un meccanismo difensivo l’innalzamento degli anticorpi, per altri potrebbe non esserlo; devo agire a monte su questo problema, sull’infiammazione, mediante l’alimentazione, lo stile di vita, la sedentarietà. Ma dopo un’attenta anamnesi il mio pensiero ritorna all’infiammazione, ovvero al motore “che ha innescato” il sistema immunitario e che ha permesso l’innalzamento degli anticorpi. Le cause che hanno scatenato tutto ciò sono tante, ma questa povera ghiandola ha subito un attacco autoimmune, sta soffrendo. Quindi, come poter aiutare la persona a “guarire” la tiroidite di Hashimoto mediante l’alimentazione? Si può guarire veramente?

Trattare il problema: il potere della nutrizione

Innanzitutto, dalla patologia sappiamo che può insorgere un danno anatomico (strutturale) ed uno funzionale: se rimuovo le cause e il danno anatomico è blando e la funzionalità della ghiandola è ancora intatta, parlerò di regressione della malattia, in cui si mantiene basso lo stato dell’infiammazione e si ha, quindi, la rimozione della causa che ha scatenato il tutto. Diverso è il caso in cui si ha un danno anatomico che ha destabilizzato la funzionalità della ghiandola: in quel caso, è più difficile intervenire.

L’aspetto che interessa allo specialista di segnale è far scendere l’infiammazione che attiva il sistema immunitario, e quindi far diminuire gli anticorpi in circolo. Si fa scendere l’infiammazione con uno stile di vita corretto, con un’alimentazione mirata a trattare il danno patologico in corso, modulando le abitudini quotidiane cercando di evitare tutto ciò che può essere causa di infiammazione. Ricordo ancora che come specialista di segnale mi interessa capire a monte le cause (difensive, ecc) e far abbassare l’infiammazione, e non attenermi subito ai dati di laboratorio e intervenire senza ben capire cosa ci sia a monte.

Numerosi sono i fattori pro -infiammatori che inducono una modulazione del sistema immunitario contro la nostra tiroide: uno tra questi ricordo essere la sindrome da Leaky gut, in cui una cattiva permeabilità intestinale induce il passaggio di sostanze indesiderate al nostro organismo generando infiammazione e alterazione del sistema immunitario, con importante interessamento della tiroide. Processi come disbiosi intestinale, altre forme di malattie autoimmuni, sono fortemente ricollegabili all’interessamento autoimmune della tiroide, rappresentando quindi delle cause a monte di questo problema.

Se poi a monte mi rendo conto che c’è un problema difensivo, se si evidenzia che è stato sbagliato il trattamento farmacologico, si rimanda dallo specialista competente a fare una risoluzione con un approccio multidisciplinare per il problema ( come l’rT3 può essere un meccanismo difensivo per abbassare il metabolismo in occasioni di carestia, così anche la produzione di anticorpi tiroidei può essere scatenata in relazione a un fattore scatenante esterno).

Ci tengo a ripetere che la correzione dell’alimentazione e dello stile di vita sono il primo fattore da considerare per trattare un problema derivante da un organismo infiammato che scatena una risposta anomala del sistema immunitario, e solo correggendo questi fattori in questo modo si attenuerà lo stato infiammatorio, si regolarizzeranno gli assi metabolici e ipotalamici e si avrà anche una risposta positiva sulla modulazione del sistema immunitario.

Fonti bibliografiche:

  • Antonelli A. Autoimmune thyroid disorders. Autoimmun Rev. 2015 Feb;14(2):174-80.

 

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Francesco Garritano
Author: Francesco GarritanoWebsite: http://ilcentrotirreno.it/nutrizione/
Responsabile Scientifico del Supplemento NUTRIZIONE del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Biologo Nutrizionista e Professionista GIFT. Studio, Passione ed Esperienza per il benessere fisico-psichico dei miei pazienti! Nel 2003 conseguo la mia prima laurea in Chimica e tecnologia farmaceutiche, voto 110 su 110 e lode, con tesi di laurea in Biochimica Applicata che diventa pertanto la prima importante esperienza in campo farmaceutico. Nel 2007 ritorno “sui libri” per conseguire nel 2009 la seconda laurea in Scienze della Nutrizione con voto 110 su 110 e lode. Il passo seguente è l’abilitazione per avviarmi da subito alla professione di biologo nutrizionista. L’inizio di questa nuova avventura coincide con la seconda professione di docente e relatore in vari convegni su tutto il territorio nazionale, in quanto responsabile scientifico della NutriForm, società di formazione ed eventi.

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