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Intestino e sistema endocrino: esistono delle correlazioni tra loro?

Intestino e sistema endocrino: esistono delle correlazioni tra loro?

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L’apparato gastro-enterico è direttamente correlato  con la salute deI nostro organismo, come ripeto spesso a tutti coloro i quali mi seguono. Quindi, è importante far riferimento ad alcuni aspetti essenziali dello stile di vita: in questo articolo voglio parlarvi di come il nostro intestino regola fortemente la funzionalità delle nostre ghiandole endocrine, in particolare parlando della tiroide. Buona lettura!

Intestino e sistema endocrino: esistono delle correlazioni tra loro?
Intestino e sistema endocrino: esistono delle correlazioni tra loro?

 

Intestino e ghiandole

I batteri che albergano nel nostro intestino prendono parte a numerosi eventi relazionati anche ad un quadro patologico, che vanno dall’obesità alle malattie infiammatorie intestinali fino alla sclerosi multipla, tanto per dirvene alcune. Da qui si comprende come l’influenza degli stessi sulle ghiandole del nostro organismo è rilevante. Parlo spesso di tiroide e lo sapete già, e quello che voglio mettere in luce è proprio la correlazione tra patologie tiroidee e intestino non ben funzionante: subentra sempre la flora batterica in disbiosi, ovvero in cattivo equilibrio tra presenza di batteri sani e batteri patogeni, a sfavore dei primi!

Si è visto, mediante un’attenta esame di coltura fecale, che sono stati rilevati bassi livelli di bifidobatteri e lactobacilli contro un elevato numero di batteri da Enterococco in alcuni soggetti affetti da ipertiroidismo, evidenziando quindi il collegamento fra tiroide e microbiota intestinale. Mentre, interessandoci dei soggetti colpiti da tiroide poco funzionante, con ipotiroidismo, e ricordandoci che questo tipo di patologia è associata ad un’importante componente autoimmune, si è visto comunque lo stesso collegamento, dato che l’alterazione del microbiota intestinale ha ugualmente un ruolo fondamentale nelle malattie autoimmuni. Tutto ciò è stato approvato scientificamente mediante numerosi esperimenti su campioni biologici vivi con forti conferme di quanto ho scritto sopra.

Intestino e ghiandole: le vie dell’assorbimento

Ora è importante sottolineare un altro aspetto, sempre in collegamento con l’asse endocrino-intestinale: affinché le ghiandole del nostro organismo funzionino bene, è necessario che vi sia un buon assorbimento intestinale dei nutrienti. Infatti, elementi come lo iodio e il selenio, fondamentali per la salute della tiroide, vengono assorbiti dall’organismo tramite i villi intestinali, che sono la struttura funzionale di assorbimento che caratterizza l’intestino. Quando si presenta un’infiammazione intestinale, come per esempio nella disbiosi, i villi si atrofizzano e non sono più in grado di assorbire nutrienti essenziali per l’organismo umano.

Cos’è che causa le condizioni patologiche delle ghiandole? Il Liposaccaride (LPS), che fa parte proprio dei batteri patogeni presenti in quantità anomale nella disbiosi intestinale. Esso è un componente della parete cellulare dei batteri. Nel momento in cui l’intestino diventa permeabile, l’LPS può infiltrarsi nel flusso sanguigno danneggiando la tiroide. Come agisce l’LPS? Va a diminuire uno speciale enzima, l’enzima deiodinasi, che è deputato alla produzione di T3 libero che va in circolo, la forma attiva dell’ormone tiroideo (perché T4 è la forma inattiva dell’ormone).

Mentre, contrariamente, la metabolizzazione degli acidi biliari prodotti nella cistifellea da parte dei batteri intestinali aumenta l’attività di questo enzima.

Abbiamo quindi capito che il modo in cui funziona la nostra tiroide dipende fortemente anche dai recettori presenti nel nostro organismo: l’LPS inibisce la ricezione di questi segnali specialmente nel fegato. L’LPS non fa solo questo di negativo: induce anche l’aumento dell’assorbimento dello iodio nella stessa tiroide. Ciò non è un effetto positivo come potrebbe apparire, in quanto lo iodio è sicuramente necessario al funzionamento del sistema endocrino ma il suo eccesso, specialmente in concomitanza con la carenza di selenio, può contribuire allo sviluppo della tiroidite di Hashimoto, come ho ampiamente spiegato nel mio testo uscito di recente “La dieta anti-infiammatoria”.

Intestino e sistema endocrino: supporti importanti

Ne parlo in continuazione, e non mi stanco di ripeterlo: non bisogna necessariamente ricorrere ai farmaci per qualsiasi cosa. Per mantenere in buona salute l’intestino e la tiroide, è necessario procedere con una buona alimentazione e con lo stile di vita! Come? Bisogna considerare molte accortezze, le principali sono di seguito elencate:

  • Eliminare zuccheri, edulcoranti e farine raffinate dalla dieta;
  • Gestire lo stress;
  • Individuare le infiammazioni da cibo e gestirle;
  • Colazione abbondante, pranzo intermedio, cena leggera;
  • Associare proteine, carboidrati integrali e fibre ad ogni pasto;
  • Valutare l’adeguata assunzione di iodio nella dieta;
  • Attività fisica costante;
  • Evitare il consumo di gozzigeni, che limitano la funzionalità tiroidea;
  • Evitare di assumere cibi infiammatori, preferendo invece cibi ricchi di nutrienti per aiutare l’intestino a guarire e restare sano;
  • Assumere alimenti ricchi di fibre, in quanto i batteri intestinali sono in grado di fermentare le fibre e produrre acidi grassi a corta catena che a loro volta inibiscono alcuni enzimi aumentando i recettori tiroidei;
  • Utilizzare cibi fermentati, come ho parlato nell’articolo in merito all’argomento;

Ovviamente, ogni protocollo alimentare deve essere personalizzato al quadro clinico del soggetto in questione, ricordando che la dieta è personalizzata e il ruolo dello specialista in nutrizione è essenziale prima di “fare di testa propria”!

Fonti bibliografiche:

  • Köhling HL et al. The microbiota and autoimmunity: Their role in thyroid autoimmune diseases. Clin Immunol. 2017 Oct;183:63-74.Intestino e sistema endocrino: esistono delle correlazioni tra loro?
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Francesco Garritano
Author: Francesco GarritanoWebsite: http://ilcentrotirreno.it/nutrizione/
Responsabile Scientifico del Supplemento NUTRIZIONE del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Biologo Nutrizionista e Professionista GIFT. Studio, Passione ed Esperienza per il benessere fisico-psichico dei miei pazienti! Nel 2003 conseguo la mia prima laurea in Chimica e tecnologia farmaceutiche, voto 110 su 110 e lode, con tesi di laurea in Biochimica Applicata che diventa pertanto la prima importante esperienza in campo farmaceutico. Nel 2007 ritorno “sui libri” per conseguire nel 2009 la seconda laurea in Scienze della Nutrizione con voto 110 su 110 e lode. Il passo seguente è l’abilitazione per avviarmi da subito alla professione di biologo nutrizionista. L’inizio di questa nuova avventura coincide con la seconda professione di docente e relatore in vari convegni su tutto il territorio nazionale, in quanto responsabile scientifico della NutriForm, società di formazione ed eventi.

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