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Gli zuccheri semplici, il fruttosio e i dolcificanti: potenti nemici della tiroide

Gli zuccheri semplici, il fruttosio e i dolcificanti: potenti nemici della tiroide

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Quante volte devo ripetere ai miei pazienti che sono proprio gli zuccheri le sostanze più dannose a provocare fenomeni infiammatori nel nostro organismo. Nel network patologico è protagonista anche la nostra tiroide, che, come ho già ripetuto spesso, è sensibile alle fluttuazioni ormonali in dipendenza alla leptina e all’insulina. Con questo articolo voglio illustrarvi l’importante correlazione tra zuccheri, fruttosio, dolcificanti e salute della tiroide. Buona lettura!

Gli zuccheri semplici, il fruttosio e i dolcificanti: potenti nemici della tiroide
Gli zuccheri semplici, il fruttosio e i dolcificanti: potenti nemici della tiroide

 

Ho spesso affrontato la questione degli zuccheri, parlando di come l’assunzione sia di zuccheri semplici come il glucosio, il saccarosio, il fruttosio, lo zucchero di canna, il maltosio, sia l’assunzione di dolcificanti come il sucralosio, il mannitolo, il sorbitolo, lo xilitolo, la stevia, la saccarina, l’acesulfame K, l’aspartame, la fenilalanina, l’agave, lo sciroppo d’acero e lo sciroppo di mais, provochino continui picchi insulinici con azione pro-infiammatoria. L’insulina in circolo predispone ad un meccanismo tissutale di tipo infiammatorio, attraverso lo stimolo alla produzione di citochine che orientano l’azione del sistema immunitario in tale direzione: si ha così predisposizione all’insorgenza di fenomeni autoimmuni come la tiroidite di Hashimoto.

Come ben sappiamo, la tiroidite di Hashimoto è una  patologia autoimmune cronica, caratterizzata dalla progressiva degenerazione funzionale e da danni morfologici a carico della ghiandola tiroidea a causa di una distruzione immuno-mediata e dell’apoptosi della ghiandola. I due principali tipi di tiroidite di Hashimoto includono tiroidite autoimmune goitosa e tiroidite autoimmune atrofica. Entrambi questi tipi hanno una manifestazione sierologica e patologica comune. Questi includono l’infiltrazione linfocitica e la distruzione follicolare, nonché alte concentrazioni sieriche di anticorpi anti-perossidasi tiroidea (TPO) e tireoglobulina (TG). Tra le numerose cause, che riguardano sia quelle ambientali, genetiche, individuali, ritroviamo anche quelle alimentari, come ho ben descritto del mio testo “La dieta anti-infiammatoria” (che potrete trovare sul mio sito www.francescogarritano.com/negozio/ ): essi includono, tra i vari elementi che inducono la genesi della malattia, anche gli zuccheri e i dolcificanti. Sia la presenza nella dieta di zuccheri semplici sia la loro associazione con sostituti dello zucchero sono correlati alla patogenesi della tiroidite di Hashimoto; ma non solo, essi sono attribuibili ad un gran numero di effetti collaterali relativi alla salute negli studi sugli animali, che vanno dall’obesità a varie neoplasie.

Secondo gli studi, gli zuccheri e i dolcificanti artificiali riducono significativamente il numero di batteri benefici nell’intestino, il che porta ad un aumento del pH. Poiché i microbi intestinali costituiscono circa l’80% del sistema immunitario, questo inibisce il sistema immunitario e quindi la tiroide. Secondo uno studio condotto su campioni biologici che evidenziava gli effetti negativi di saccarosio, fruttosio e sucralosio, è stato visto come questi diminuiscano l’attività dell’asse tiroideo in modo considerevole, penalizzando l’attività della perossidasi tiroidea, portando a una diminuzione del TSH e dei livelli plasmatici di T3 e T4. Per quanto riguarda i dolcificanti, l’aspartame è composto da due aminoacidi, fenilalanina e aspartame, che sono collegati al metanolo. L’aspartame nel corpo viene metabolizzato ulteriormente a formaldeide. Inoltre, uno studio condotto su un gruppo di campioni biologici  ha dimostrato che la formaldeide (un metabolita dell’aspartame) provoca la regressione delle cellule epiteliali follicolari della ghiandola tiroidea, il che porta a livelli ridotti di T3 e T4 e ad aumento dei livelli di TSH. Esiste la possibilità che, inizialmente, la formaldeide aumenti la stimolazione dei follicoli tiroidei, il che peggiora rapidamente la capacità sintetica della ghiandola. Questo alla fine porta alla degenerazione della ghiandola tiroidea .

Gli zuccheri semplici come il fruttosio, il glucosio, e gli intermedi metabolici derivanti dal metabolismo dei dolcificanti naturali, sono associati ad ipersensibilità ritardata di tipo IV (cellulo-mediata), in cui si ha la differenziazione dei T CD4+ in cellule TH1, il che significa induzione del sistema immunitario a reagire anche contro i propri tessuti.

Inoltre, vorrei ricordarvi che, come ne ho discusso anche sul mio libro, bisogna considerare gli aspetti da adottare nel protocollo in maniera generale e non singolarmente: con questo voglio dire che, oltre a cercare di eliminare dalla dieta gli zuccheri e i dolcificanti aggiunti, bisogna anche prestare attenzione ai  metodi di preparazione degli alimenti, bisogna fare attenzione a non assumere i succhi di frutta da concentrato (in cui il contenuto finale sarà acqua e fruttosio), alla frutta senza buccia (in cui il contenuto in fibre è scarso), e via dicendo. Ricordiamoci inoltre che è essenziale prestare attenzione a tantissimi fattori, come già detto, alcuni tra i quali sono lo stress e il cortisolo, il sonno, l’attività fisica, e non bisogna dimenticarsi dell’importanza della figura dello specialista in nutrizione come supporto essenziale nel percorso di trattamento delle patologie metaboliche e funzionali, in cui lo stile di vita e l’alimentazione hanno un ruolo chiave.

 

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Francesco Garritano
Author: Francesco GarritanoWebsite: http://ilcentrotirreno.it/nutrizione/
Responsabile Scientifico del Supplemento NUTRIZIONE del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Biologo Nutrizionista e Professionista GIFT. Studio, Passione ed Esperienza per il benessere fisico-psichico dei miei pazienti! Nel 2003 conseguo la mia prima laurea in Chimica e tecnologia farmaceutiche, voto 110 su 110 e lode, con tesi di laurea in Biochimica Applicata che diventa pertanto la prima importante esperienza in campo farmaceutico. Nel 2007 ritorno “sui libri” per conseguire nel 2009 la seconda laurea in Scienze della Nutrizione con voto 110 su 110 e lode. Il passo seguente è l’abilitazione per avviarmi da subito alla professione di biologo nutrizionista. L’inizio di questa nuova avventura coincide con la seconda professione di docente e relatore in vari convegni su tutto il territorio nazionale, in quanto responsabile scientifico della NutriForm, società di formazione ed eventi.

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