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Linfonodi ingrossati? Quando il sistema immunitario vuole comunicarci qualcosa

Linfonodi ingrossati? Quando il sistema immunitario vuole comunicarci qualcosa

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Si sentono al tatto quando ci si asciuga dopo la doccia, si intravedono quando ci si osserva allo specchio, si possono avvertire: i linfonodi ingrossati sono un campanello di allarme del sistema immunitario, che quando si ingrossano, ci fanno pensare al peggio e ci incutono molta preoccupazione. Ma spesso è solamente un indice infiammatorio, e con questo articolo mi sono proposto di parlarvi di questi linfonodi che ci creano molta insicurezza, quando bisogna preoccuparsi e quando no. Buona lettura!

Linfonodi ingrossati? Quando il sistema immunitario vuole comunicarci qualcosa
Linfonodi ingrossati? Quando il sistema immunitario vuole comunicarci qualcosa

 

Linfonodi ingrossati: che ansia!

Ogni volta che qualcuno di noi si è trovato di fronte allo specchio a tastare un linfonodo ingrossato con le dita, la prima cosa che ha pensato è stato il peggio! Eppure, vi dirò: è vero che sono dei segnali che non vanno sottovalutati e bisogna sempre indagare subito la causa che è alla base di questo ingrossamento, ma quasi sempre si tratta di un segnale da parte del nostro organismo il quale ci indica che il sistema immunitario è stato turbato da qualcosa: molto spesso si tratta di un processo infiammatorio a carico dei tessuti adiacenti, di un’infiammazione di basso grado generalizzata, oppure di un’infezione; qualche altra volta la causa può essere di natura più importante, ma in quel caso i linfonodi si riconoscono per alcune caratteristiche morfologiche tipiche del processo infiltrativo in corso.

Innanzitutto, vediamo insieme: cosa sono i linfonodi, e a cosa servono? I linfonodi sono ghiandole situate in tutto il corpo, sono dei veri e propri “posti di blocco” in cui presiedono cellule importanti del sistema immunitario , grazie alla loro organizzazione che favorisce le interazioni fra linfociti T, linfociti B, APC e altre cellule implicate, e la caratteristica particolare è che aumentano di volume, quando si rende necessaria una risposta del sistema immunitario nei confronti di un attacco esterno o interno. Nei linfonodi si genera anche la memoria immunologica per un particolare agente che perturba il sistema. I linfonodi sono localizzati in svariate zone dell’organismo, ed in tutto il corpo si trovano circa 600 ghiandole, in particolare li ritroviamo in alcune zone come il collo, le zone apicali degli arti, all’interno dell’addome nelle zone del peritoneo, della pelvi e del mediastino, accanto agli organi emuntori. Il sistema linfatico viaggia nell’organismo tramite la muscolatura, e svolge un’azione di drenaggio dei tessuti, impedendo l’accumulo dei liquidi.

Linfonodi ingrossati: come riconoscerli e quali sono le cause

Come appunto dicevo prima, l’improvviso rigonfiamento dei linfonodi ci desta molta preoccupazione, e in genere la prima cosa che si fa è pensare a malattie molto gravi. A dire il vero, siccome essi sono situati nei punti in cui confluiscono i vasi linfatici, all’interno dei quali si trova la linfa, un liquido che contiene sostanze fisiologiche e nutrienti, e che proviene dal sangue, nella maggior parte dei casi, quando si notano i linfonodi leggermente ingrossati, il motivo è dovuto a banali infezioni, anche un semplice raffreddore, un’infezione ai denti, ad un ascesso, ad una stomatite, ad una tonsillite; alcune patologie, come la mononucleosi infettiva, l’herpes, alcune forme di febbre malarica, la toxoplasmosi, le malattie tipiche dell’infanzia come rosolia e parotite, il lupus eritematoso e la faringite hanno come segno principale del processo clinico proprio l’ingrossamento degli stessi. Altre volte una malattia autoimmune, una forma di allergia di food sensitivity, può causare l’ingrossamento dei linfonodi. Altre volte, e raramente, sono indice di tumore.

Abbiamo capito che il ruolo dei linfonodi è quello di costituire la prima reazione del sistema immunitario nei confronti delle malattie, indipendentemente dalla loro gravità, andando a generare globuli bianchi per reagire nei confronti di fattori esterni, virus, batteri e altro: hanno il compito di difenderci quando si ingrossano, quindi dobbiamo subito pensare che l’organismo ci sta solamente aiutando!

Normalmente, nel momento in cui l’infezione si è risolta, i linfonodi tornano alle dimensioni normali. Si tratta di una funzione che viene attivata di frequente, anche se spesso passa inosservata. Se i linfonodi si ingrossano, la condizione, che può essere di natura infiammatoria, ecc, si definisce linfoadenopatia, mentre quando uno o più linfonodi si infettano, la condizione è nota con il nome di linfoadenite, e viene trattata normalmente con antibiotici e antinfiammatori.

Il campanello di allarme che può farci pensare ad altro è la natura morfologica del linfonodo: i linfonodi infettati o infiammati solitamente, non superano i 2 cm di diametro e sono mobili al tatto, nel senso che possono muoversi quando vengono toccati, mentre i linfonodi che rimandano a pensare ad una questione di natura più grave superano i 2 cm di diametro, e sono duri al tatto, spesso anche dolorosi, ed in particolare si è visto che l’assunzione di alcol accentua il dolore a carico del linfonodo per un meccanismo che non è ancora stato ben definito.

Soprattutto il problema dei linfonodi ingrossati è presente tra i nostri bambini, poiché la presenza di linfonodi ingrossati nell’infanzia è associata alle tipiche forme infiammatorie e infettive dei bambini, mal di gola, febbre, raffreddore e otite.

Linfonodi ingrossati: come intervenire

Innanzitutto, la prima cosa da fare è analizzare il linfonodo: ovviamente un’attenta ecografia oppure opportune analisi diagnostiche ci fanno subito capire la natura morfologica del linfonodo, le dimensioni, la consistenza; una volta escluse cause di natura più elevata, se il linfonodo proviene da un processo infiammatorio o infettivo, capiamo bene che agire  monte del problema ci farà risolvere il problema.

Naturalmente, nel caso si tratti di un’infezione, la prima cosa da fare è debellarla, ed in genere nell’arco di poco tempo scenderanno di dimensione anche i linfonodi.

Se si tratta di un processo infiammatorio, i consigli per trattare il problema sono quelli che riguardano l’attenzione allo stile di vita, all’alimentazione e alle pratiche che sono alla base per evitare l’insorgenza del processo infiammatorio.

Il miglioramento è dato dall’abbassamento del grado di infiammazione nel nostro organismo, che si può ottenere seguendo una dieta basata sull’eliminazione a rotazione di alcuni importanti gruppi alimentari responsabili della flogosi. Come dico sempre, è proprio dal cibo e dall’intestino che l’infiammazione insorge ,quando costantemente l’uomo si nutre sempre degli stessi alimenti, appartenenti tutti alla identica categoria alimentare (es. glutine, latticini, lieviti, nichel, ecc.) fino a che questi non stimolano i Toll Like Receptors 2 (TLR2), recettori che si attivano in seguito alla segnalazione di un pericolo nell’organismo, in questo caso il superamento di una soglia limite dell’assunzione alimentare ripetuta. Da qui si scatena l’infiammazione da cibo, che mantiene alta i livelli della citochina BAFF. La citochina BAFF, insieme a PAF, sono due elementi essenziali coinvolti nella patogenesi dell’infiammazione, nella sollecitazione del sistema immunitario e quindi nella segnalazione del problema ai centri di controllo (linfonodi). Vi invito anche a dare un’occhiata al mio articolo che parla proprio di questo argomento.

Quindi, avere delle abitudini alimentari il più possibile corrette nella propria quotidianità è uno stimolo positivo anche per il benessere della nostra mente e controllare l’infiammazione, sia rispettando il proprio profilo personale che tramite un corretto stile di vita, includendo anche attività fisica quotidiana, rispetto della cronobiologia, dei ritmi circadiani, dell’idratazione corretta che elimina e tossine in eccesso e che nutre le cellule, non può che essere di ulteriore supporto per vivere una vita non solo sana, ma anche serena.

Vi ricordo che è uscito il mio secondo libro su “La dieta anti-infiammatoria”, pertanto vi invito a visitare il mio sito www.francescogarritano.com/negozio/  , andare nella sezione e-commerce per prendere possesso del mio nuovo libro.

Fonti bibliografiche:

  • Tzankov A. et al., A pattern-based approach to reactive lymphadenopathies. Semin Diagn Pathol. 2018 Jan;35(1):4-19.
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Francesco Garritano
Author: Francesco GarritanoWebsite: http://ilcentrotirreno.it/nutrizione/
Responsabile Scientifico del Supplemento NUTRIZIONE del quotidiano online "ilCentroTirreno.it"
Biologo Nutrizionista e Professionista GIFT. Studio, Passione ed Esperienza per il benessere fisico-psichico dei miei pazienti! Nel 2003 conseguo la mia prima laurea in Chimica e tecnologia farmaceutiche, voto 110 su 110 e lode, con tesi di laurea in Biochimica Applicata che diventa pertanto la prima importante esperienza in campo farmaceutico. Nel 2007 ritorno “sui libri” per conseguire nel 2009 la seconda laurea in Scienze della Nutrizione con voto 110 su 110 e lode. Il passo seguente è l’abilitazione per avviarmi da subito alla professione di biologo nutrizionista. L’inizio di questa nuova avventura coincide con la seconda professione di docente e relatore in vari convegni su tutto il territorio nazionale, in quanto responsabile scientifico della NutriForm, società di formazione ed eventi.

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